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sabato 30 ottobre 2021

MI ASPETTAVA QUEL CUORE IN CIELO?

 
Mi aspettava quel cuore in cielo?
Aveva un messaggio per me?
 Mi rispose la Realtà:
Era solo una nuvola passeggera
destinata a svanire
come i sogni della vita.




 

lunedì 19 giugno 2017

DUE FIGURINE SU FONDO NERO

Due figurine
pastello multicolore su piccolo foglio di carta
elaborazione al computer su fondo nero
2006

Nate su fondo bianco
dopo oltre dieci anni
le vedo sul nero.
La vita cambia.
il computer aiuta a raccontare
il mutamento interiore.


martedì 18 ottobre 2016

MATERNE COLLINE DI VERRUA SAVOIA

Colline di Verrua Savoia
pastelli a olio su carta
cm 11 x 27
2006

Fin da bambina ho amato le colline di Verrua Savoia,
morbide e sinuose.
Materne. 
Lì mi rifugio col pensiero
quando sento che la vita mi sta stretta.
Percorro su carta
 i suoi prati, i campi, i boschi.
E subito incontro la pace.


giovedì 25 agosto 2016

TAVOLOZZA DI ZINNIE


Zinnie in cortile


A volte basta poco per colorarsi la vita,
Una tavolozza di fiori, perché no?
Da guardare dall'alto
come a voler intingervi il pennello
e iniziare a dipingere liberamente,
senza limitanti schemi accademici.
Immaginar non costa niente
ed è un gioco molto divertente.


domenica 31 luglio 2016

IL MARE DA KIEN


Il mare da Kien (Varigotti)
della serie "Piccoli viaggi di carta"
pastelli a olio
cm 11,5 x 16,5
2010

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
si confonde con il cielo.
Quanti anni sono passati
dalle mie giornate con Francesco
in quella bianca casa saracena
nascosta nella macchia mediterranea,
quanti pensieri e quanta nostalgia.
Camminavamo sui tetti,
raccoglievamo uva e fichi,
mangiavamo pane e olio nella vigna.
E dipingendo parlavamo della vita.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è diventato cielo.
Francesco mi chiama dall'alto,
  mi chiede come va.
Meglio allora -gli dico-
l'elicriso non l'ho 
 più cercato e
non so se la meridiana segna ancora le ore.
Da sola non ci torno 
sul sentiero che porta a Le Manie.
Mi dà malinconia.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è ormai diventato aria.
E dentro di me è sera.


Francesco Tabusso, artista straordinario, è stato il mio maestro e il mio più caro amico.


lunedì 29 febbraio 2016

ACCANTO AL FUOCO




E dunque quando ci si sente soli
e il mondo ci sembra congelato,
il fuoco del camino ci ricorda
che per ognuno di noi,
anche il più disperato,
c'è sempre un angolo
dove rifugiarsi 
e trovare calore.
La speranza,
seppur racchiusa
 nella fiamma di un cerino,
ha luci e bagliori confortanti.
Non è mai così cupa la vita.


sabato 5 dicembre 2015

DUE FUOCHI IN RISAIA


Due fuochi in risaia
pastelli a olio su carta
cm. 11,5 x 16,5
2015

Avanzano tra le stoppie
come viandanti misteriosi.
Due fuochi in risaia.
Anime che s'incontrano,
anime che si dividono.
Così è la vita.



martedì 1 dicembre 2015

STUDIO PER FIGURANTE n.1


Studio per figurante n.1
matita a più colori su carta
cm 16,5 x 11, 5
2015

In fondo siamo tutti figuranti.
Anche quelli che si credono 
potenti,
invincibili,
immortali
sono solo comparse trasparenti
che passano
e svaniscono
sul grande schermo della vita.


domenica 8 novembre 2015

DONNA DI PROFILO - L'ATTESA

Donna di Profilo - L'attesa
inchiostro di china su foglio di vecchio quaderno
2015

Avrebbe voluto scrivere,
e scrivere, 
scrivere la sua vita
sulle pagine del vecchio quaderno.
Ma rimase in attesa
che qualcosa accadesse
per poter raccontare un attimo nuovo,
un pensiero colto al volo,
un'emozione caduta dal cielo.


venerdì 30 ottobre 2015

LA BALLATA DI ANTONIO VENDRAMIN

ANTONIO VENDRAMIN - Renato Scagliola e Cantambanchi


youtube.com
Clicca sul titolo o sul riquadro per guardare il video.




Maria Giulia Alemanno ©: Antonio Vendramin, tavola 1.
inchiostro di china su carta, 1977



La ballata di Antonio Vendramin, cavallo di battaglia dei Cantambanchi, storico gruppo del folk italiano, è stata scritta negli ormai lontani anni 70 da Renato Scagliola, giornalista e cantambanco d.o.c. 
La musica è di Piero Marchisio, per un breve tratto cantambanco. 
La registrazione degli anni 80,  è arricchita dalla presenza di Sergio Balestracci, maestro di musica antica, la cui partecipazione straordinaria rende questa versione unica e preziosa.
In tanti ricordano ancora la triste e dolorosa storia di Antonio Vendramin, mille volte cantata in giro per il Piemonte e oltre confine, quando i Cantambanchi si muovevano a bordo di un pulmino  amaranto carico di strumenti, con la scritta al contrario come le autoambulanze. Su quell' "ambulanza musicale" il buon Vendramin si sarebbe di certo trovato a proprio agio e fors'anche riposato, lui che aveva dovuto combattere sempre, in guerra e nella vita. Soldato in Albania, emigrante in Germania poi contadino in Polesine, dopo aver faticosamente messo su casa con moglie e bambini, nel ’52 si era visto portare via tutto dalla piena del Po, un dramma condiviso da migliaia di famiglie costrette a cercare rifugio e lavoro altrove.  Come per molti altri il suo altrove si chiamava Torino.
 
Nuova esistenza, nuovi disagi, nuove difficoltà che Vendramin cerca di annegare nel vino. Il suo racconto si dipana in quella strana lingua che è il veneto-piemontese: cadenza e parole della terra d’origine mischiate a quelle della terra d’adozione.  La gente colta la chiamerebbe asetticamente “transculturazione”. Per lui non è stata altro che “una vita da bestia”.

Le dieci tavole della storia di Antonio Vendramin che ho recuperato dal cassetto dei ricordi per dar loro la nuova veste del video, risalgono al 1977. Le avevo disegnate su fogli ruvidi, con tratti veloci di penna intinta in inchiostro di china, poi annacquato per essere steso a pennello. Spero conservino ancora una loro freschezza, specie ora che ho potuto farle rivivere accostate al testo e alla musica. E Vendramin, nonostante il tempo che è passato,  continua a farmi tenerezza, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, di uno che non ha mai visto Genova.


mercoledì 14 ottobre 2015

INTERROGATIVA


Interrogativa
inchiostro di china su foglio di quaderno a righe
cm 19,5 x 14,5
2015

Quella che un tempo
sulle pagine giallognole del quaderno 
scriveva temi ingenui,
mai fuori dalle righe,
è diventata interrogativa.
L'inchiostro si spande in laghetti neri
di cui non si vede il fondo.
Così è la vita.


martedì 29 settembre 2015

RISO E CIELO A SAN GENUARIO


Riso e cielo a San Genuario, frazione di Crescentino (Vercelli)

Nei giorni di vento 
la mia campagna ha il brillio del cristallo.
Cos'altro  posso chiedere alla vita
se già mi è dato godere
di campi dorati e cieli immensi?
Le nubi di settembre sono
 veli da sposa 
di tulle e zucchero filato
distesi su un fondale saturo d'azzurro.
Gli alberi partecipano isolati, discreti,
come si usa da queste parti,
al matrimonio del cielo e della terra.
Si respira una gioia silenziosa
che purifica l'anima.
Ogni passo in risaia è,
 da sempre, 
un canto e una preghiera.

  


sabato 26 settembre 2015

JENNY DAL COLLO DI CIGNO


Jenny
inchiostro di china e pastelli acquerellabili su carta
 28 x 22 cm
2014/15

Oh, Jenny dal collo di cigno,
guardavi imperiale la vita
e intanto scrutavi lontano
dove i pensieri si perdono
in mari di nebbia.


 "L'anima le si è impigliata
tra i rami piangenti del salice,
- diceva la gente-
non ride, non parla,
 ha occhi di ghiaccio".
Tu li lasciavi annegare
negli stagni dei loro commenti
mentre sola, in onde agitate,
 disperatamente 
cercavi te stessa.




sabato 22 agosto 2015

LE FELCI COLOR DELLE FUCSIE

Bosco sopra Bovile - Val Germannasca (To)


In un bosco di pini incantato, 
dove quasi sicuramente vivono 
gli elfi, gli gnomi e le fate,
scopri ancora una volta  
che la Natura è un'artista straordinaria.
Tu non avresti mai dipinto le felci color delle fucsie
ma lei ti insegna ad osare,
a volare oltre i confini dell'immaginazione.
Grande maestra
d'arte e di vita,
dobbiamo tutti,
umilmente,
guardarti,
  ascoltarti di più.


mercoledì 12 agosto 2015

TRE DONNE E UN CUORE


Tre donne e un cuore
due opere in itinere

Tre donne e un cuore.
Per chi?
Per un passante frettoloso,
incapace di sostare nella vita.



martedì 28 luglio 2015

GIRASOLI MONFERRINI PER OCHUN


 Girasoli al tramonto presso Varengo (Alessandria)

Girovagando in Monferrato, 
terra di grandi meraviglie,
sola " y encantada de la vida"
 
come mi ha insegnato ad esserlo Alberto Granado, 

che fu il miglior amico del Che 
e il miglior maestro che il destino mi potesse regalare, 
mi è apparso un campo di girasoli. 


Sole e girasoli in Monferrato

Splendenti nel sole 
che stava tramontando dietro le mie colline,
 
morbide e gentili come lo è Ochun, 
non ho potuto che pensare a lei
 la bella tra le belle, 
e a Cuba, 
l'altra mia terra, 
che mi ha accolto come una figlia.


Omaggio della mia terra ad Ochun

E mi è parso che anche qui in Monferrato, 

dove una volta c'era il mare,
fosse naturale un omaggio alla sorella di Yemaya,
regina di tutti i girasoli del mondo,
dolce più del miele,

abbagliante più del sole,
  


Maria Giulia Alemanno: OCHUN o OSHUN o OXUN
tempera e acrilico su tela di sacco
cm. 180 x 115
2004

anche lei, come me,
"encantada de la vida".

lunedì 8 giugno 2015

ELVIRA E IL PRINCIPE AZZURRO


Elvira
Inchiostro di china su carta
cm 16,5 x 11,5
2013
della serie Piccole donne di carta

Elvira si chiedeva
se il principe azzurro 
sarebbe arrivato trionfante a cavallo
oppure a piedi,
camuffato da povero pellegrino.
Aveva letto delle due possibilità
in un libro di favole antico
e ci credeva.
Non ne vide mai uno 
con nessun tipo di mantello,
ma per tutta la vita
pensò che era passato una notte di luna calante
ed era stato così discreto da non svegliarla.
Un vero gentiluomo, il suo principe,
a cavallo o a piedi,
signore dai nobili pensieri.



domenica 7 giugno 2015

UNA LAVAGNA A RIGHE


Sulla lavagna
penna a sfera su foglietto - elaborazione al computer
forse 2000

Se la memoria non mi tradisce,
 la nostra lavagna delle elementari aveva due facce,
 una completamente nera 
l'altra a quadretti,
come se solo i numeri avesse diritto ad essere contenuti in grate.
Le lettere no, rischiavano di fluttuare libere,  
e per andare dritto, cosa che ci veniva richiesto,
dovevamo arrangiarci. 
Gli ottimisti tendevano verso l'alto,
i pessimisti erano attratti dal precipizio
dell'angolo inferiore destro,
i semplicemente disordinati proponevano percorsi zigzaganti.
I più equilibrati - 
che piacevano tanto alla maestra
 e molto meno ai compagni, 
conoscevano l'arte di  far scorrere le parole
su righe inesistenti,
come treni su binari che portavano senza soste a Porta Nuova.
Erano gli ordinati per eccellenza, 
quelli che  stavano perennemente con la mano alzata.
Carla Io-lo-so
Alberto Io-lo-so....
sapevano tutto,
 tranne che li trovavamo odiosi.
Questa mia ideale lavagna a righe
non è certo per loro.
E' per  quei miei compagni 
che andavano storto,
scrivevano Guglielmo senza g 
e cuore con la q
con calligrafia, diciamo, creativa.
La maestra li tollerava appena.
Io invece li trovavo divertenti,
alternativi, quasi irresistibili.
Chissà che ne è stato della loro vita...


lunedì 27 aprile 2015

IL CILIEGIO SELVATICO DEL MONTE BRACCO


Ciliegio selvatico in fiore ai piedi del Monte Bracco (Cuneo)


E' di certo già sfiorito il ciliegio selvatico 
cresciuto maestoso ai piedi del Monte Bracco.
Ma in un giorno carico di pioggia
il ricordo del suo dilatato candore
aiuta a pensare alla vita 
in modo positivo
e luminoso.
Nel grigio
non scordiamoci
le luci del sereno.