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mercoledì 21 settembre 2016

DIALOGO TRA LA LUNA E IL LAMPIONE


Visione notturna dal cortile


Ci fu un gran parlare, quasi uno screzio,
tra il lampione e la luna quella notte.
Entrambi schiavi di un ego ipertrofico
pretendevano di essere 
l'uno più luminoso dell'altra. 
"IO rimango acceso fino all'alba" - diceva lui.
Sì, ma il tuo raggio è limitato" - ribatteva lei.
"Lo sanno tutti che  IO risplendo sui campi e sul mare,
sui laghi e sui monti".
"Sì, ma ogni tanto te ne dimentichi
e allora è buio pesto. IO sono più affidabile".
"IO sono amata e tu no - rispose stizzita la luna-
Di me scrivono i poeti, di te al massimo gli elettricisti!"
IO.... 
IO...
IO....
IO....
Arrivò un gregge di nubi ed oscurò lei.
Arrivò un black out improvviso e oscurò lui.
"Oh, finalmente un po' di silenzio!" - sospirò la notte.
E come i mortali
si addormentò. 


  

martedì 29 settembre 2015

RISO E CIELO A SAN GENUARIO


Riso e cielo a San Genuario, frazione di Crescentino (Vercelli)

Nei giorni di vento 
la mia campagna ha il brillio del cristallo.
Cos'altro  posso chiedere alla vita
se già mi è dato godere
di campi dorati e cieli immensi?
Le nubi di settembre sono
 veli da sposa 
di tulle e zucchero filato
distesi su un fondale saturo d'azzurro.
Gli alberi partecipano isolati, discreti,
come si usa da queste parti,
al matrimonio del cielo e della terra.
Si respira una gioia silenziosa
che purifica l'anima.
Ogni passo in risaia è,
 da sempre, 
un canto e una preghiera.

  


sabato 12 settembre 2015

PENSIERI TRA LE RISAIE DI SAN GENUARIO

Nel territorio di San Genuario, frazione di Crescentino (Vercelli)

Sarà che in questi tempi cupi 
ho un rigetto delle notizie drammatiche,
sarà che la mia terra, 
laddove più è solitaria, 
mi rassicura
ma ormai cerco regolare conforto
 nella natura che mi conosce 
fin da quando ero bambina.
Non che io non pensi alle brutture 
di un mondo imbarbarito,
alla violenza che ci minaccia e ci circonda,
ma è proprio per corazzarmi che vengo qui
dove l'acqua scorre in un reticolo di canali
creati dall'uomo 
(l'uomo che, 
se solo lo vuole, 
sa fare meraviglie).
Cammino lentamente, 
mi soffermo a guardare
le erbe lungo i fossi, 
i campi di riso giallo oro,
 i cieli vanitosi che ovunque da noi
incontrano specchi per nubi vaganti.
Non dico che trovo la pace,
parola ormai sbiadita,
ma di certo mi sento protetta
in questo angolo rassicurante
dove regnano garzette ed aironi
e non tiranni folli e sanguinari.
L'acqua nelle rogge procede imperturbabile,
 mi ripeto,
tutto passa.
E l'angoscia e la paura
si stemperano nel suo fluire tranquillo.


sabato 1 agosto 2015

SOPRA LE BIGORIE


Sopra le Meire Bigorie - borgata di Oncino, Valle Po (Cuneo)
Pastelli a olio e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta

Dopo il grande caldo
le nubi che arrivano dalla Francia
sono onde benedette.
E si avanza con minor fatica
tra l'erba gialla,
i passi e il cuore più leggeri.
 Si sta bene
sulle Highlands piemontesi.



giovedì 4 giugno 2015

SATURA DI IMMAGINI E PAROLE


Pietra dormiente sopra San Giorio (Valle di Susa)
pastelli a olio e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
della serie Piccoli viaggi di carta
2014

Per qualche tempo non ho più scritto... sì, è vero, avevo tanto da fare, dovevo battagliare su molti fronti, trovare soluzioni.
Ma non era soltanto questo. Mi sentivo satura d'immagini e parole.
Una sensazione sgradevole, una nausea leggera ma persistente. Quando è così occorre scendere dalla barca, tornare coi piedi per terra, tentare di ragionare. 
Ho sentito una signora di mezza età, iperattiva, perennemente di corsa nelle sue scarpe d'atleta -scarpe anche mentali-  sentenziare, davanti al marito operato all'anca, immobile nel suo anonimo letto d'ospedale: "Io sono sempre connessa. 24 ore su 24" E intanto  tra  un cucchiaio di minestrina e una forchettata di purè  somministrati distrattamente al meschino, con dita agilissime da pianista, digitava una valanga di messaggi a chissà chi sul suo inseparabile smartphone... 

Smartphone for stupid people - ho letto da qualche parte. E questa mi è proprio piaciuta.

Lui la guardava con occhi da cocker, indeciso se ridere, o piangere o provare ad incazzarsi. Privo di forze. Annientato. E non certo dall'operazione che era stata in fondo, non fosse stato per il fastidio del catetere, un gioco da ragazzi. Stare con una perennemente connessa deve essere un supplizio medioevale, goccia su goccia, giorno dopo giorno, distruttivo, logorante. Credo che il pover'uomo  abbia accolto i momenti di non visita come un paradisiaco sollievo. Solo con se stesso, meravigliosamente solo. Finalmente!Ahhhhh!

Che meraviglia essere sconnessi! Starsene lì a guardare il vuoto, nessuna frase da Bignami dei sentimenti, nessuna foto dei resti dell'ultima cena con tanto di macchie unte e bisunte sulla tovaglia a quadretti, nessun memorabile ricordo di viaggio di amici sconosciuti, nessun video sulle prodezze in parapendio del cugino della zia della sorella della Gina - scapolo - nessun selfie con orribile bastone, nessuna cura miracolosa dei brufoli e delle emorroidi. Nient'altro che il suono della propria solitudine.
Diciamocelo: una pausa ogni tanto è doverosa in questo mondo perverso che ci vuole tutti amici ma tragicamente soli. C'è chi conta i "mi piace" pensando che fare il  pieno di gratificazioni  renda più forti e felici, c'è chi è convinto che iscriversi a un gruppo spalanchi miracolosamente le finestre sull'isola che non c'è. 
Pubblichiamo tutti troppo, anneghiamo in fiumi di immagini, suoni, parole. Tutti. Me compresa, naturalmente. E allora occorre staccare ogni tanto la spina e fare come i pastori in montagna che non si annoiano mai a guardare le cime, le pietraie, le nubi che passano. E come loro imparare ad ascoltare il vento, il borbottio di un ruscello, il fruscio delle foglie secche al proprio avanzare nel bosco. Riscoprire altre forme di comunicazione. 
Sarà così difficile? Sarà forse diventato impossibile? Non credo che i passeri, i galli cedroni, i gufi e le poiane siano perennemente connessi. Ma c'è da scommettere che comunicano bene lo stesso.

lunedì 15 settembre 2014

SOLE DELL' ALBA


Crescentino.  Sole dell'alba

Timido
si sveglia
tra nubi rosate
morbidi cuscini.
L'alba svapora in un soffio.
Il giorno arriva presto.
Greve.

martedì 1 luglio 2014

LA NONNA MARIA COME ANGELO CUSTODE



Io e la nonna Maria a Crescentino negli anni 60


Nella vita di ognuno di noi c'è un angelo custode terreno.
Per me è stato la nonna Maria.
Lei che mi raccontava la storia della piccola Clotilde,
lei che mi accompagnava nel viale d'ippocastani
verso la stazione,
lei che mi parlava del nonno Franco, 
innamorata di lui 
fino all'ultimo giorno della sua lunga vita.
Lei.
Ed anche ora che da tempo l'ha raggiunto
la sento vicina.
Come allora protettiva,
forte, dolce, amica,
 pronta a spostare le nubi
per far tornare il sole.



domenica 15 giugno 2014

Il CASTELLO DI GABIANO DALLE RISAIE INTORNO A SANTA MARIA



Il Castello di Gabiano dalle risaie intorno a  Santa Maria, frazione di Crescentino (Vercelli)


Il cielo promette pioggia 
ed il verde si declina in mille sfumature
per far da corona al Castello di Gabiano
che dalle risaie appare piccolo e assediato
 da un bosco inestricabile.
Aveva ragione Felice Casorati
a dire che il grigio esalta il verde
conferendogli vigore e forza. 
Grazie alle nubi 
il paesaggio diventa opera d'arte,
equilibrata, armonica.
E il bello è 
che nessuna di loro 
ha la pretesa di essere artista.


domenica 18 maggio 2014

I PIOPPI DELL'ARGINE




Pioppi lungo l'argine in Frazione Galli di Crescentino (Vercelli)


Per noi  che stiamo in fondo alla campagna
il piacere è anche questo. 
Percorrere senza fretta l'argine 
che protegge il nostro territorio 
dalle minacce del grande fiume, 
e muoverci al centro di un boschetto di pioppi 
dai tronchi slanciati e le foglie tenere, 
mosse dal vento. 
Verso Torino grandi nubi annunciano il temporale, 
verso Casale il cielo è  azzurro trasparente. 
Crescentino è al centro del contrasto
 tra il chiaro e lo scuro. 
Si ha voglia di pace.



domenica 11 maggio 2014

IL VENTO GONFIA LE VELE DELLE NUBI


Campo di ravizzone sotto Gabiano (Alessandria)

Il vento  gonfia le vele delle nubi
come di galeoni diretti in battaglia.
Un campo di ravizzone nella piana
ruba i raggi del sole e nuota nella luce.
Bellezza del Monferrato sotto Gabiano
lungo la strada che porta verso Crea,

dove la Madonna un tempo nera
ancora accoglie i pellegrini 
nel verde cupo di quei boschi
che a Pavese svelarono 
l'infinita potenza del mito.