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giovedì 8 dicembre 2022

lunedì 28 gennaio 2019

I MIEI VECCHI VAGANTI IN RISAIA


San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)

Sempre più spesso penso ai miei vecchi
che qui abitarono un tempo.
Ombre  ormai vaganti in risaia.

Eppure presenze importanti
nei miei pensieri e nel mio cuore.
Grazie a loro si annacqua la solitudine.





venerdì 30 marzo 2018

RAGAZZA DEI GROVIGLI


Ragazza dei grovigli
pastelli a olio su carta
cm 21 x 22 
2002
firma a retro

Da quando
era caduta in mezzo ai rovi
 non era più riuscita ad uscirne.

Più si era agitata,
più ne era rimasta imprigionata.
Tutti la chiamavano ormai
"la ragazza dei grovigli"

e lei aveva finito per farci l'abitudine,
quasi quello fosse diventato
 il suo abito quotidiano.
" E' selvatica-
dicevano in paese-
meglio lasciarla perdere".
Tutto sommato avevano ragione.
Lei si era affezionata
alla sua selva personale,

l'unico posto dove si sentisse
protetta e sicura.
Il mondo di fuori non era forse
 più intricato del suo?
I rovi degli altri non le piacevano,

a volte la terrorizzavano.
E lì, in fondo, se ne stava tranquilla,

avvolta dalla sua spinosa solitudine.


sabato 3 giugno 2017

DA TEMPO NON SCRIVO PIÙ


Civetta di Yewá e profilo di antenato
particolare di "Yewá"
acrilico su tela,
cm 200 x 113
2016
del ciclo "Las Muerteras y los Ancestros"
esposto nel gennaio 2017 al Museo Casa de África di L'Avana, Cuba

Mi accorgo ora che gli ultimi due post pubblicati quest'anno,
quattro in tutto da gennaio, davvero pochi!
iniziano con la frase:
"Da tempo non scrivo più..."
ripetizione inconscia
che ben sintetizza la mia assenza dalla rete.
Il mondo non crolla senza di me,
la ruota continua a girare,
e la mancanza di un pixel nell'immensa immagine
di certo non si nota. 
Ma perché il mio iniziale entusiasmo
si è pian piano spento?
Mi sono  forse stancata del gioco
che tanto mi appassionava?
Un poco sì, ad essere sincera.
 Il mio piccolo ego non ha la stoffa del mattatore
e non sgomita per essere protagonista. 
Preferisce ascoltare la voce
dagli antenati che gli sono apparsi sulla tela, 
insieme a Yewá, Obba e Oyá Yansá,
le tre Muerteras dell'Olimpo Yoruba.
Ha molto bisogno di solitudine
e soprattutto di saggezza.



giovedì 30 giugno 2016

PENSIERO PER ZACHARY SELIG, ORA LASSÙ


Yemaya Achaba
Maestro d'arte e di vita
 partito troppo presto

acrilico su tela 
cm 180 x 115
2007
della serie "Yemayá y sus siete caminos"

Non ci siamo mai incontrati
ma ci conoscevamo da sempre.
Ultimamente lavoravo in studio
 pensando a te,
caro fratello generoso e saggio,
desiderosa di abbracciarti, 
se mai fossi riuscita 
a portare in Messico
 la mia mostra per gli eggun, gli antenati,   
che si va componendo poco a poco.
Sognavo di vedere da vicino i tuoi talismani
dipinti con la tecnica e la magia degli antichi maestri,
 sapevo che mi avresti aiutata 
a conoscere meglio gli orishas e me stessa.
Te ne sei andato all'improvviso l'altra notte. 
Per un attimo
le grandi nuvole del Messico  
devono aver mestamente pianto.
Qui, dall'altra parte del mondo,
sento oggi lo sconforto del viandante 
che ha smarrito la via,
la fatica del procedere
 e una nuova, sconosciuta solitudine.
Accendi tutte le luci lassù,
anima bella, 
illumina il mio cammino
 sorridimi oltre il velo.
Che la terra ti sia lieve, caro Zac,
ed il cielo ti regali tutte le sue stelle.


lunedì 29 febbraio 2016

ACCANTO AL FUOCO




E dunque quando ci si sente soli
e il mondo ci sembra congelato,
il fuoco del camino ci ricorda
che per ognuno di noi,
anche il più disperato,
c'è sempre un angolo
dove rifugiarsi 
e trovare calore.
La speranza,
seppur racchiusa
 nella fiamma di un cerino,
ha luci e bagliori confortanti.
Non è mai così cupa la vita.


sabato 3 ottobre 2015

SANTERA DI YEMAYA AD OCCHI CHIUSI NEL CHIUSO DI UNA STANZA



Santera de Yemayá pensando

inchiostro di china su carta

pennello e penna di bambù

2015

Ad occhi chiusi, 

nel chiuso di una stanza azzurra,

Blanca, santera di Yemayá,
 rincorreva i propri pensieri

in acque burrascose e mulinelli di vento.
 
Por suerte le era accanto una sirena.

 Conosceva gli abissi degli umani,

  
  mitigava sconforto e  solitudine.

Da sola non ce l’avrebbe fatta

a sfidare le tempeste della vita.
La Grande Madre e la sua ancella

le regalavano la forza delle onde,

e lei, lasciandosi trasportare, 

giungeva a spiagge tranquille.
Solo allora apriva gli occhi

alla luce della luna o del sole.

sabato 12 settembre 2015

PENSIERI TRA LE RISAIE DI SAN GENUARIO

Nel territorio di San Genuario, frazione di Crescentino (Vercelli)

Sarà che in questi tempi cupi 
ho un rigetto delle notizie drammatiche,
sarà che la mia terra, 
laddove più è solitaria, 
mi rassicura
ma ormai cerco regolare conforto
 nella natura che mi conosce 
fin da quando ero bambina.
Non che io non pensi alle brutture 
di un mondo imbarbarito,
alla violenza che ci minaccia e ci circonda,
ma è proprio per corazzarmi che vengo qui
dove l'acqua scorre in un reticolo di canali
creati dall'uomo 
(l'uomo che, 
se solo lo vuole, 
sa fare meraviglie).
Cammino lentamente, 
mi soffermo a guardare
le erbe lungo i fossi, 
i campi di riso giallo oro,
 i cieli vanitosi che ovunque da noi
incontrano specchi per nubi vaganti.
Non dico che trovo la pace,
parola ormai sbiadita,
ma di certo mi sento protetta
in questo angolo rassicurante
dove regnano garzette ed aironi
e non tiranni folli e sanguinari.
L'acqua nelle rogge procede imperturbabile,
 mi ripeto,
tutto passa.
E l'angoscia e la paura
si stemperano nel suo fluire tranquillo.


mercoledì 10 dicembre 2014

PICCOLO ELFO CON SOGNI DA PUNK


Piccolo elfo notturno
© Maria Giulia Alemanno
negativo di tecnica mista su carta Fabriano
cm19 x 14
1987/2012


Il piccolo elfo  sognava di diventare punk
tutto solo
nel mare di nebbia e di rugiada
quella notte nel bosco incantato.



lunedì 8 dicembre 2014

VERSO LA DORA


        Maria Giulia Alemanno ©: Verso la Dora a Crescentino
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2014


Mattino di tardo autunno
con cielo di metallo.
Si cammina verso la Dora.
Tutto tende all'azzurro
in una solitudine tagliente.


venerdì 4 luglio 2014

PICCOLE DONNE RIUNITE



Piccole donne riunite
fogli della serie Piccole donne di carta su un tavolo
2013

Quando ci sentiamo sole, 
sfiduciate,
stanche di lottare 
contro i mulini a vento,
ricordiamo che insieme siamo una forza.


giovedì 26 giugno 2014

SPECCHIO PER NUVOLE A SAN GENUARIO




Specchio per nuvole a San Genuario - 
 Crescentino, Vercelli
pastelli a olio e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
2010

Terra d’acqua, 
di cielo capovolto 
e d’infinite meraviglie.
Risaia allagata. 

Solitudine.





Specchio per nuvole a San Genuario
opera e testo
cm 11,5 x 16,5 / cm 40 x 50
2010 / 2013

giovedì 5 giugno 2014

ANGELO PIEMONTESE A L' ÉPIPHANIE



 Maria Giulia Alemanno ©  Angelo piemontese a L'Épiphanie (Quebec, Canada)
acquerello e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
dicembre 2012

Grazie! Grazie! Grazie
alla fantasia, salvifica in momenti di isolata solitudine.
Bastano un piccolo foglio di carta, 
una matita e tre gocce d'acquerello 
perchè un angelo piemontese 
in volo su colline monferrine
appaia nei grandi spazi silenziosi del Canada.

Anche questa è magia.


martedì 13 maggio 2014

SOLEDAD CAMMINAVA SOLA



Sera a Playa Santa María (Cuba)


Soledad camminava sola
al calar del sole
sulla sabbia di Playa Santa María.
Avanzava 
nell'azzurro
e nel rosa
Soledad.
Sola.


lunedì 12 maggio 2014

ELDA E LA NUVOLA BIANCA SU SAN GRISANTE

Risaia di San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Elda amava questa terra 
e le nuvole che si specchiavano 
con eterea vanità nell'acqua stagnante.
 Amava gli aironi  e le garzette vezzose 
come fanciulle di un'epoca bella 
di cui aveva intravisto lo strascico, 
poco prima che la grande guerra 
cancellasse dai cuori leggerezze e speranze. 
100 anni aveva la maestra, 100 anni compiuti da poco.
 Era stata maestra di tanti ragazzi ormai grandi 
e, per molti, maestra di vita.
Qui, a San Grisante, dov'erano nati i suoi vecchi,  
aveva vissuto ed insegnato 
in una piccola scuola di campagna.   
Sapeva essere tenera ed intransigente, 
mai autoritaria, sempre autorevole. 
Scriveva storie ispirate alle sue radici, 
alla vita dura dei contadini, alla natura che la circondava. 
Lavorava a maglia, ricamava, 
cuciva elegantissimi tailleurs 
che Coco Chanel le avrebbe copiato, 
se solo il destino le avesse fatte incontrare. 
D'estate non rinunciava mai ad un parasole di pizzo bianco 
che ne accentuava l'aspetto da piccola dama di porcellana. 
Parlava sottovoce 
trasformando ogni racconto in confidenza. 
Amava la gente ma coltivava la sua solitudine 
con metodo certosino, 
colmandola di buone letture ed ottima musica. 
Oggi una grande nuvola bianca ha baciato il suo San Grisante 
e, dolcemente, l'ha portata in cielo.