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venerdì 30 marzo 2018

RAGAZZA DEI GROVIGLI


Ragazza dei grovigli
pastelli a olio su carta
cm 21 x 22 
2002
firma a retro

Da quando
era caduta in mezzo ai rovi
 non era più riuscita ad uscirne.

Più si era agitata,
più ne era rimasta imprigionata.
Tutti la chiamavano ormai
"la ragazza dei grovigli"

e lei aveva finito per farci l'abitudine,
quasi quello fosse diventato
 il suo abito quotidiano.
" E' selvatica-
dicevano in paese-
meglio lasciarla perdere".
Tutto sommato avevano ragione.
Lei si era affezionata
alla sua selva personale,

l'unico posto dove si sentisse
protetta e sicura.
Il mondo di fuori non era forse
 più intricato del suo?
I rovi degli altri non le piacevano,

a volte la terrorizzavano.
E lì, in fondo, se ne stava tranquilla,

avvolta dalla sua spinosa solitudine.


sabato 3 giugno 2017

DA TEMPO NON SCRIVO PIÙ


Civetta di Yewá e profilo di antenato
particolare di "Yewá"
acrilico su tela,
cm 200 x 113
2016
del ciclo "Las Muerteras y los Ancestros"
esposto nel gennaio 2017 al Museo Casa de África di L'Avana, Cuba

Mi accorgo ora che gli ultimi due post pubblicati quest'anno,
quattro in tutto da gennaio, davvero pochi!
iniziano con la frase:
"Da tempo non scrivo più..."
ripetizione inconscia
che ben sintetizza la mia assenza dalla rete.
Il mondo non crolla senza di me,
la ruota continua a girare,
e la mancanza di un pixel nell'immensa immagine
di certo non si nota. 
Ma perché il mio iniziale entusiasmo
si è pian piano spento?
Mi sono  forse stancata del gioco
che tanto mi appassionava?
Un poco sì, ad essere sincera.
 Il mio piccolo ego non ha la stoffa del mattatore
e non sgomita per essere protagonista. 
Preferisce ascoltare la voce
dagli antenati che gli sono apparsi sulla tela, 
insieme a Yewá, Obba e Oyá Yansá,
le tre Muerteras dell'Olimpo Yoruba.
Ha molto bisogno di solitudine
e soprattutto di saggezza.



giovedì 20 ottobre 2016

FAUNETTO DALLE ORECCHIE A PUNTA


Faunetto
matita a più colori su piccolo foglio
cm 11,5 x 7,5
2006

Con le sue orecchie a punta
da animale selvatico,
Faunetto origlia nel mio mondo.
Ma questo è fatto di silenzi.
Allora mi guarda attonito 
 chiedendomi: Perché?
Gli rispondo che per creare,
rifuggo ormai dai suoni e dai rumori,
e me ne sto sola in una selva immaginata
dove anche lui, se vuole,
zitto, zitto,
 può aggrapparsi
alle liane della mia avventura. 


mercoledì 6 luglio 2016

PICCOLE DONNE RIUNITE CONTRO LA VIOLENZA


Piccole donne su piccoli fogli
inchiostri di china della serie 
"Piccole donne di carta"

Piccole donne riunite
contro la violenza.
Due, tre, quattro....
mille,
diecimila....
il numero deve crescere,
CRESCERÁ
in maniera esponenziale
in ogni parte del mondo
per affermare
tutte insieme
i nostri diritti 
e la nostra libertà.

giovedì 30 giugno 2016

PENSIERO PER ZACHARY SELIG, ORA LASSÙ


Yemaya Achaba
Maestro d'arte e di vita
 partito troppo presto

acrilico su tela 
cm 180 x 115
2007
della serie "Yemayá y sus siete caminos"

Non ci siamo mai incontrati
ma ci conoscevamo da sempre.
Ultimamente lavoravo in studio
 pensando a te,
caro fratello generoso e saggio,
desiderosa di abbracciarti, 
se mai fossi riuscita 
a portare in Messico
 la mia mostra per gli eggun, gli antenati,   
che si va componendo poco a poco.
Sognavo di vedere da vicino i tuoi talismani
dipinti con la tecnica e la magia degli antichi maestri,
 sapevo che mi avresti aiutata 
a conoscere meglio gli orishas e me stessa.
Te ne sei andato all'improvviso l'altra notte. 
Per un attimo
le grandi nuvole del Messico  
devono aver mestamente pianto.
Qui, dall'altra parte del mondo,
sento oggi lo sconforto del viandante 
che ha smarrito la via,
la fatica del procedere
 e una nuova, sconosciuta solitudine.
Accendi tutte le luci lassù,
anima bella, 
illumina il mio cammino
 sorridimi oltre il velo.
Che la terra ti sia lieve, caro Zac,
ed il cielo ti regali tutte le sue stelle.


lunedì 29 febbraio 2016

ACCANTO AL FUOCO




E dunque quando ci si sente soli
e il mondo ci sembra congelato,
il fuoco del camino ci ricorda
che per ognuno di noi,
anche il più disperato,
c'è sempre un angolo
dove rifugiarsi 
e trovare calore.
La speranza,
seppur racchiusa
 nella fiamma di un cerino,
ha luci e bagliori confortanti.
Non è mai così cupa la vita.


mercoledì 9 dicembre 2015

IL SOSPETTOSO

Il sospettoso 
inchiostro di china e pastelli su carta
2015


Fin da piccolo 
aveva guardato la vita di traverso,
pieno di dubbi e di sospetti.
Da grande non era cambiato, anzi!
Diventato ancor più diffidente,
 il mondo gli appariva via via più obliquo,
deformato dalle cupe occhiate di un animale braccato.
In verità nessuno aveva alcuna voglia di badare a lui,
  altro buon motivo che ne giustificava l' isolamento.
Si aggirava nel labirinto
che lui stesso aveva costruito,
con l'aggiunta meticolosa di nuovi mattoni
 a muri già da tempo invalicabili.
Un labirinto fortificato al centro di una piccola isola,
senza entrate e senza uscite,
contro cui s'infrangevano le onde
e la voce inascoltata del mare.


sabato 5 dicembre 2015

IL PARCO ACQUERELLATO DI NADIA PRESOTTO. UNA MOSTRA PERSONALE A VERCELLI


Nadia Presotto- Acquerello


NADIA PRESOTTO

IL PARCO ACQUERELLATO

5 dicembre 2015 - 6 gennaio 2016

CASA D’ ARTE VIADEIMERCATI

Via Vibio Crispo 3

 VERCELLI

Ingresso Libero

Orari dalle 17 alle 19.30 su appuntamento

Info:

 +39 347 2554103  +39 328 672545

www.viadeimercati.it


S’ inaugura sabato 5 dicembre  2015, alle ore 17.30, la personale di Nadia Presotto “Il parco acquerellato ”,  allestita nella galleria Casa d’ Arte Viadeimercati di Vercelli, in via Vibio Crispo, 3.
L’ artista presenta una serie recente di acquerelli, nei quali viene evidenziata la poetica della luce. I toni soffusi infatti  rappresentano paesaggi visti attraverso il velo della sua sensibilità.

Scrive la  critica vercellese Luisa Facelli: 
                                                       
Acquerelli: macchie, lumeggiature, gradazioni d’intensità, più diluite oppure un poco più corpose. Con o senza disegno preparatorio sul supporto cartaceo che, impregnandosi, potrebbe giocare tiri mancini. Cosa non accaduta agli acquerelli di Nadia Presotto che bene asseconda la sensibilità porosa della carta, peraltro non appesantita da schizzi o traccia di matita, grazie alla leggerezza delle sole pennellate.
Nadia Presotto, prima di mettere mano ai suoi lavori, ricerca sempre e dà loro forma solo dopo avere frugato dentro di sé e dentro la materia. Indagine scrupolosa, in questo caso delicata nella sua liquida essenza, come l’acqua che gocciola lungo le setole del pennello.
Opere deliziose di medio formato, in cui non sono mai disgiunti tensione e studio tenace e umile, pur con consapevolezza dignitosa del valore del proprio lavoro, in grado di accogliere suggerimenti e confronti critici, mettendosi in gioco. Il percorso artistico di questi anni ha sfidato tecniche tra loro molto diverse; con lusinghieri risultati che la dicono lunga sulla sua versatilità ormai matura, come si ha modo di capire durante l’esposizione di questa serie di tavole nel luminoso e sempre raffinato spazio della ormai storica Casa d’arte Viadeimercati.
Quanto alla poetica di questi acquerelli essa risponde alla mai abbandonata tentazione per una figuratività moderna, in cui l’aspetto paesaggistico è presente, anche se ci si protende, sempre di più, verso l’astrazione sotto il profilo grafico, lieve e trasognato.
Si oscilla tra due necessità di diverso stampo “narrativo”.
La prima riflette la realtà delle colline del Monferrato, dove l’artista vive da lungo tempo, senza dimenticare il nativo verde trevigiano.
C’è, infatti, la percezione di una stessa pianura, dominata dal grande fiume, all’ombra non lontana di colli; poi terre di acque dove alberi e colture disegnano confini naturali e appartenenze a una storia diversa e ciononostante familiare.
La seconda necessità intesse una più sottile trama: la biografia delle origini si è ramificata anche nei tanti altrove dei viaggi compiuti, delle esperienze emotive che mettono radici nella memoria.
Radici perfino aeree in quei cieli che Nadia immerge nella chiarità di colori stesi con impalpabili pennellate di un rosa che è già violetto, o è già azzurrato di un grigio straniero, di un blu più raro: desideri, nostalgie di lontananze non perdute.
Negli occhi il colore del mondo, secondo il proprio vissuto, o meglio, interpretato. Il linguaggio grafico tatua il trionfo del colore che sulla grana della carta, può farsi appena più terragno, in qualche macchia più calda di giallo, di marrone, di ocra, nell’impasto cromatico pur sempre lieve di quel verde che sembra avere rubato la seta a certe piante officinali nelle ordinate aiuole del giardino di casa.
Tutto in questi acquerelli obbedisce, dunque, a un duplice dettato: ogni tavola dalle tinte più vivide, oppure più smorzate pare immersa in una soffusa atmosfera, eppure, a tratti, riconoscibile: come se la Nadia-esperta di botanica (per passione e per il lavoro di giornalista), avesse voluto ricreare il proprio personale giardino. Vero e metafisico.
O meglio ancora: il sentimento di un giardino, un Eden primordiale che ha visto la genesi di tutto; compresa quella della creatività umana, annidata in quel punto del cervello dove l’idea artistica ancora in embrione, cova in agguato il tempo sufficiente per prendere la vera forma e sbucare fuori.   
Anzi, più che un giardino, mi piace pensare a un parco vero e proprio, dove hanno germogliato talee colte ovunque.
In modo circolare, si ritorna al luogo eletto per renderci più felici: fatto il giro del mondo Nadia ne concentra le suggestioni in una tavola; dipinge nel complice diario della memoria soprattutto il suo amore per la vita, il suo entusiasmo per ciò che ama senza sbavature enfatiche, con quella misura che la guache, in particolare, sa restituire.

Nadia Presotto  ha partecipato a numerose e  importanti rassegne espositive in Italia e all’ estero, a fiere d’ arte, e le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; sono inoltre pubblicate in numerosi cataloghi.


sabato 17 ottobre 2015

AUTORITRATTO CON S-VANITÁ


Davanti a S-Vanità
Grafite, inchiostro di china, pastelli a olio su carta
 nella sacrestia della chiesa di San Pietro fuori le mura 
a Crescentino (Vercelli)
durante la personale "RISVEGLI"
estate 2005

Da giovane la zia Lina, 
altera nella propria opulenza,
guardava il mondo con distacco,
convinta d'essere stata baciata dall'immortalità.
Ma tutto svanisce, nessuno resta.
Ora anche lei riposa nel cimitero del paese,
uguale a tutti gli altri,
ricchi o poveri che siano stati.
Per questo il ritratto immaginario
che le ho dedicato
s'intitola
S-Vanità.


domenica 11 ottobre 2015

DI PROFILO

Di profilo
particolare di Donne- Striscia n.2
china e acquerello su carta
2014

Il mondo ruotava intorno a lei 
ma non lo vedeva.
Erano altri i mondi che cercava
nascosti nel fondo dell'anima.


domenica 6 settembre 2015

SAN GRISANTE A SETTEMBRE


San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Ben lo sappiamo dalle nostre parti:
San Grisante è speciale in ogni stagione.
Ora le spighe del riso, ormai quasi maturo,
gli fanno corona 
nella mitezza del primo settembre.
Il giallo dei campi, 
complementare all'azzurro del cielo,
ne esalta la lineare armonia.
Qui affondano le radici 
dell'albero genealogico dei Chiò,
 la grande famiglia a cui anch'io appartengo.
E' nelle sue risaie 
che ha origine la nostra avventura,
un romanzo d'ampio respiro
 con capitoli che si dipanano ed intrecciano
in molti angoli del mondo.
Una storia appassionante,
 in fondo infinita.
Camminare lungo le sue strade sterrate
significa per me leggerla e rileggerla,
scoprendo ogni volta trame nuove.
È così che,
 più guardo il nostro bel Macondo, 
  e più lo amo.


sabato 27 giugno 2015

RICOMINCIARE DA UN TRAMONTO


Tramonto su L'Épiphanie- Québec, Canada


Per qualche giorno sono rimasta lontana da internet,
e sinceramente non mi è mancato.
Mi sono guardata intorno,
 in basso,
 in alto.
Il mondo gira intorno ai nostri occhi 
e troppo spesso ci scordiamo che 
anche senza rete si vive. 
E quando si riprende a comunicare 
con i potenti mezzi che la tecnologia ci offre,
è bene farlo senza frenesia,
evocando
 cieli incandescenti
e boschi che diventano presto neri.
In pace,
quasi recitando un mantra
il ricordo si fa parola
mentre cala la notte.




martedì 10 marzo 2015

DONNE DI CARTA RIUNITE GUARDANDO AL FUTURO


Maria Giulia Alemanno © Donne di carta riunite
inchiostri di china e acquerello su piccoli fogli 
2013

E dopo la festa
 continuiamo ad unire i nostri sguardi
ed i nostri pensieri
per costruire tutte insieme
un mondo migliore.

martedì 13 gennaio 2015

LUNA PIENA SULLA COLLINA ROTONDA


Luna sulla collina del mio Monferrato 
pastelli a olio e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta


Luna piena ed alberi di filigrana
sulla collina rotonda.
Nessuna luce nella cascina
adagiata su di un cuscino di terra
contro un cielo color genzianella.
Da qui le follie del mondo
sembrano lontane,
incubi delle notti di altri
che non conoscono 
la mitezza del sogno.


giovedì 1 gennaio 2015

IL ROGO DEI PENSIERI NEGATIVI


Rogo dei pensieri negativi
pastelli a olio e grafite su carta
cm 11,5 x 15,5
2014 - 2015

Bruciano in un rogo simbolico
i pensieri negativi.
I miei e quelli di tutti.
Pesanti come macigni,
assumono la loro vera consistenza
che è quella del nulla. 
Troppo spesso 
ci sembrano montagne invalicabili,
onde gigantesche,
mostri preistorici.
Il fuoco li accartoccia,
 scompone, incenerisce.
Chissà mai perché
ci atterrisce 
un mondo che non c'è.


sabato 4 ottobre 2014

SAN FRANCESCO e ORULA




 Maria Giulia Alemanno: San Francesco, dettaglio di "Francesco e Chiara il nido"
acrilico su tela di sacco
cm 180 x 115
2011

Il 4 di ottobre
in Italia festeggiamo San Francesco,
a Cuba Orula,
il santo dei santi,
che, conoscendo i segreti del tablero de Ifá,
 cerca di proteggere gli esseri umani 
dalle insidie del destino.
Abbiamo bisogno della luce di entrambi
in questi momenti bui,
 senza dimenticarci di fare nostra parte.
 Amare con cuore limpido
fratello Sole,
sorella Luna
e tutte le creature del Signore
 per opporci ai mali di questo mondo
sempre più ingiusto e crudele.
Un sorriso ad Orula,
un sorriso a San Francesco.
E speriamo,
speriamo nella pace.


Maria Giulia Alemanno: El tablero de Ifa
tecnica mista su carta 
cm 30 x 40
 della serie Santería 
2003



mercoledì 24 settembre 2014

PITA: OGNI MATTINA... IO HO IN MENTE TE


PITA Patrizia Deambrogio: Ogni mattina
 acquerello, creta, cartone, spartito, ricettario
1996

Cito a caso: 
Oca ripiena 109
Scaloppe ai ferri 43
Parmigiana 149
.....
Solo lei poteva abbinare un frammento della canzone 
che ci piaceva canticchiare
all'elenco di ricette di un libro
che le avevo regalato in formato tascabile, anni 70,
quando, oltre a pensare di cambiare il mondo,
cercavamo di imparare a cucinare.
 Pita era così,
 unica, surreale, imprevedibile.
"Ogni mattina", 
foglio libero dalla costrizione di una cornice,
è esposto a Villa Vidua
 di Conzano (Alessandria)
nell'antologica a lei dedicata,
una mostra bellissima
che ne racconta il percorso umano ed artistico,
poetico, caleidoscopico, innovativo.
C'è tempo fino al 28 settembre per visitarla.
 Non perdetela. 
 Vi sorprenderà.
 Vi commuoverà.



PITA
una mostra antologica di 
Patrizia Deambrogio
Villa Vidua
Conzano (Al)
a cura di 
Maria Giulia Alemanno
Angioletta Deambrogio
Francesco Cusanno
Massimo Olivetti
orari:
sabato e domenica 10 -12/ 15- 19
altre visite sono possibili su appuntamento

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