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giovedì 23 dicembre 2021

NEL BOSCO INCANTATO

 


Nel bosco incantato

In totale silenzio
nel bosco incantato
cercavamo folletti e fate
nascosti nelle radici e nei tronchi.
E cercando noi stessi
nel fruscio delle foglie secche
capimmo che solo così
avremmo comunicato 
all'infinito.


domenica 6 settembre 2015

SAN GRISANTE A SETTEMBRE


San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Ben lo sappiamo dalle nostre parti:
San Grisante è speciale in ogni stagione.
Ora le spighe del riso, ormai quasi maturo,
gli fanno corona 
nella mitezza del primo settembre.
Il giallo dei campi, 
complementare all'azzurro del cielo,
ne esalta la lineare armonia.
Qui affondano le radici 
dell'albero genealogico dei Chiò,
 la grande famiglia a cui anch'io appartengo.
E' nelle sue risaie 
che ha origine la nostra avventura,
un romanzo d'ampio respiro
 con capitoli che si dipanano ed intrecciano
in molti angoli del mondo.
Una storia appassionante,
 in fondo infinita.
Camminare lungo le sue strade sterrate
significa per me leggerla e rileggerla,
scoprendo ogni volta trame nuove.
È così che,
 più guardo il nostro bel Macondo, 
  e più lo amo.


domenica 28 dicembre 2014

SAN GRISANTE SPECCHIO DEL CIELO



 Maria Giulia Alemanno ©: San Grisante delle nuvole
pastelli a olio e tempera su carta
cm 22 x 28
2014


In terra d'acqua,
specchio del cielo,
affondano le nostre radici.
Strano miscuglio 
di semi 
di coltura e di cultura.
Contadini,
intellettuali,
sognatori.
A San Grisante,
Macondo piemontese.




San Grisante delle nuvole
opera e testo
cm 22 x 28 / cm 50 x 60
2014


mercoledì 16 luglio 2014

RECUPERO DELLE RADICI: MIA NONNA E MIO PADRE NEL CORTILE DI CRESCENTINO


Maria Ardizzone e Giovanni (Nino) Alemanno, mia nonna e mio padre, 
nel cortile di Crescentino (Vercelli).

1925 circa


Dall’archivio dei ricordi di famiglia. 
Maria tiene in braccio il figlio Giovanni, Nino, 
destinato a diventare mio padre, 
nel cortile della casa di Crescentino.
E’ un’immagine di grande tenerezza 
e mi piace che appartenga ad un passato
 in cui, potenzialmente, già ci sono anch’io.
In questi momenti di pericolosa confusione
 il recupero delle radici è fondamentale 
per sentirsi ancorati al terreno e meno soli.
Dovremmo essere in tanti 
a ridar vita alle foto di famiglia 
per affrontare con forza un futuro incerto.
Parte da qui il mio  invito
 per costrure tutti insieme 
un grande mosaico di affetti e di certezze.


Anche questa foto, a me molto cara, 
mi è stata rubata dagli hackers. 
E' vero che, trattandosi di biechi razziatori, 
non sono così raffinati da selezionare il bottino, 
ma ancora mi chiedo perché mai  
proprio mia nonna e mio padre 
debbano essere finiti nelle loro malefiche grinfie. 
Dove li hanno nascosti? 
Li hanno cancellati in un soffio? 
In questo nostro mondo, che sempre meno mi piace, 
dobbiamo accettare, senza ribellione, 
di convivere con l'idea che nulla è sicuro? 
E' forse questo il prezzo del progresso?
Scrivevo lo scorso anno  della necessità
 di costruire un mosaico di certezze. 
Non so se sia l'unica strada, 
ma certo il recupero della memoria ci porta 
al rifugio sicuro che ci lega alle radici e alla vita. 
Non è molto ma quantomeno è una speranza
 che dobbiamo proteggere e difendere. 
Come un tesoro raro. 


venerdì 30 maggio 2014

MERCEDES VIVEVA IN UN SOLAR....




Mercedes
inchiostri di china e acquerello di Maria Giulia Alemanno ©
cm 16,5 x 11,5
2013
L'opera appartiene alla serie: Piccole donne di carta.
ed è stata esposta nel Foyer del Teatro Viotti di Fontanetto Po (Vercelli)
nella personale "Le Inquiete" - marzo 2014 


Mercedes viveva in un “solar ” tra cento altre persone,

un pueblo verticale e vociante nel cuore dell’Avana.

Sognava il silenzio per poter scrivere e creare

le sue bamboline “bin bun ban”

dal doppio corpo ed il doppio cuore,

anche loro con turbanti colorati 


e la pelle scura come la sua,

proiezioni di sè, 

della propria storia, 

delle proprie radici.

Ma il silenzio s’annidava nella selva,

dove Osain cercava erbe

per curare corpo ed anima.



Mercedes - Sguardo



lunedì 12 maggio 2014

ELDA E LA NUVOLA BIANCA SU SAN GRISANTE

Risaia di San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Elda amava questa terra 
e le nuvole che si specchiavano 
con eterea vanità nell'acqua stagnante.
 Amava gli aironi  e le garzette vezzose 
come fanciulle di un'epoca bella 
di cui aveva intravisto lo strascico, 
poco prima che la grande guerra 
cancellasse dai cuori leggerezze e speranze. 
100 anni aveva la maestra, 100 anni compiuti da poco.
 Era stata maestra di tanti ragazzi ormai grandi 
e, per molti, maestra di vita.
Qui, a San Grisante, dov'erano nati i suoi vecchi,  
aveva vissuto ed insegnato 
in una piccola scuola di campagna.   
Sapeva essere tenera ed intransigente, 
mai autoritaria, sempre autorevole. 
Scriveva storie ispirate alle sue radici, 
alla vita dura dei contadini, alla natura che la circondava. 
Lavorava a maglia, ricamava, 
cuciva elegantissimi tailleurs 
che Coco Chanel le avrebbe copiato, 
se solo il destino le avesse fatte incontrare. 
D'estate non rinunciava mai ad un parasole di pizzo bianco 
che ne accentuava l'aspetto da piccola dama di porcellana. 
Parlava sottovoce 
trasformando ogni racconto in confidenza. 
Amava la gente ma coltivava la sua solitudine 
con metodo certosino, 
colmandola di buone letture ed ottima musica. 
Oggi una grande nuvola bianca ha baciato il suo San Grisante 
e, dolcemente, l'ha portata in cielo.