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lunedì 8 giugno 2015

E SONO 15.000 VISITE CARISSIMI HACKERS!


Viole del pensiero per gli hackers

Bene! Alle 23.29 dell'8 giugno 2015 le visite di questo piccolo blog sono arrivate a 15.000! Mi dispiace per voi, carissimi hackers che lo scorso anno avete distrutto tutto il mio lavoro, qui, su Youtube, sul mio account gmail, su Facebook, Picasa e molto altro. 
Quelli come me, dopo una sosta per legittimo sconforto, tornano a correre e a produrre.... tanto per dirvi che sarete sempre sconfitti.
E' vero: Google non mi ha aiutata per nulla. L'ho già scritto ma lo ripeto: il paradosso è che per tentare di comunicare con il colosso della rete occorre mandare un fax alla casa madre in California sapendo che nessuno ti risponderà mai! Credo che tanti altri abbiano avuto il mio stesso problema. Se ne parla ahimè troppo poco... e poco si riesce a fare. Ormai l'abbiamo capito: ci vogliono connessi ma soli... e invece dovremmo unirci se davvero il villaggio è, come dicono, globale. 
E comunque, carissimi hackers, 15.000 visite per una che non spinge sull'acceleratore, sono un bel traguardo. Era solo per farvelo sapere. Stasera. Poco prima della mezzanotte. Brindo alla vostra sconfitta. Dovunque voi siate. 
Salute! Naturalmente la mia.

giovedì 24 luglio 2014

NON SOLO PECORE... ANCHE VISITE!



Una
c
 a
  s
  c
  a
  t
 a
 di 
 grazie!

Oggi non conto solo le pecore 
ma anche le vostre visite.
In soli tre mesi abbiamo superato quota 5000.
Niente male!
Il mio blog, distrutto dagli hackers,
è rinato anche grazie a voi.
Ve ne sono infinitamente grata
e vi prego di considerarlo anche vostro.
Continuiamo dunque 
 a camminare insieme,
a passi lenti, 
sulla strada dell'armonia
e della bellezza.


mercoledì 16 luglio 2014

RECUPERO DELLE RADICI: MIA NONNA E MIO PADRE NEL CORTILE DI CRESCENTINO


Maria Ardizzone e Giovanni (Nino) Alemanno, mia nonna e mio padre, 
nel cortile di Crescentino (Vercelli).

1925 circa


Dall’archivio dei ricordi di famiglia. 
Maria tiene in braccio il figlio Giovanni, Nino, 
destinato a diventare mio padre, 
nel cortile della casa di Crescentino.
E’ un’immagine di grande tenerezza 
e mi piace che appartenga ad un passato
 in cui, potenzialmente, già ci sono anch’io.
In questi momenti di pericolosa confusione
 il recupero delle radici è fondamentale 
per sentirsi ancorati al terreno e meno soli.
Dovremmo essere in tanti 
a ridar vita alle foto di famiglia 
per affrontare con forza un futuro incerto.
Parte da qui il mio  invito
 per costrure tutti insieme 
un grande mosaico di affetti e di certezze.


Anche questa foto, a me molto cara, 
mi è stata rubata dagli hackers. 
E' vero che, trattandosi di biechi razziatori, 
non sono così raffinati da selezionare il bottino, 
ma ancora mi chiedo perché mai  
proprio mia nonna e mio padre 
debbano essere finiti nelle loro malefiche grinfie. 
Dove li hanno nascosti? 
Li hanno cancellati in un soffio? 
In questo nostro mondo, che sempre meno mi piace, 
dobbiamo accettare, senza ribellione, 
di convivere con l'idea che nulla è sicuro? 
E' forse questo il prezzo del progresso?
Scrivevo lo scorso anno  della necessità
 di costruire un mosaico di certezze. 
Non so se sia l'unica strada, 
ma certo il recupero della memoria ci porta 
al rifugio sicuro che ci lega alle radici e alla vita. 
Non è molto ma quantomeno è una speranza
 che dobbiamo proteggere e difendere. 
Come un tesoro raro. 


lunedì 2 giugno 2014

2020 VISITE DOPO L'ORRIBILE ATTACCO DEGLI HACKERS


Ortensia per gli hackers

Dopo il rovinoso attacco degli hackers che, da quanto ne so, stanno imperversando su Google, rosicchiando con la voracità delle  termiti tutto quanto capita loro a tiro, il 3 maggio ho riaperto il mio blog.
Il precedente MARIA GIULIA ALEMANNO LiberaMente aveva superato le 15.000 visite, e quasi 150.000 ne aveva raggiunte YEMAYA Y SUS SUETE CAMINOS uno dei miei video su YouTube (anche gli altri andavano benissimo, cancellati in un soffio come tutto il resto, compresa la mia posta gmail). Non si capisce perché Google, ben consapevole delle minacce degli hackers, si ostini a raggruppare il tutto in un'unica password! Ed è altrettanto orribile che non si riesca a far sentire la propria voce, che molto probabilmente, unita a quella di tutti gli altri malcapitati, formerebbe un immenso coro. Google, l'imperatore del web,  ti permette solo di inviare fax! Io ne ho mandati nove dettagliati alla casa madre in California  e, come da copione, non ho mai avuto risposta. Oltre allo sconcerto e alla incredibile perdita di tempo, anche la beffa.
Dopo il terremoto sto tentando una faticosa ricostruzione, ben consapevole che mai riuscirò a rimettere insieme tutto il materiale che avevo assemblato. Mancherà sempre un mattone, un dettaglio, uno scritto, un ricordo.
Ciò nonostante, forse perché la vita mi ha costretta negli anni ad affrontare molte sfide, ho deciso di tornare a pubblicare. I video sono fermi a numeri da miseria (per non deprimermi ulteriormente non controllo ), ma il blog, a cui ho aggiunto  "SEMPRE PIU'" per  ribadire la mia inesauribile sete di libertà, in un mese ha raggiunto 2020 visite. Davvero molte. 
Desidero ringraziare tutti voi che avete continuato a seguirmi e anche chi, spero, si aggiungerà. La vita va avanti, alla faccia dei pirati informatici, e noi continueremo a scambiarci qui, in questa mia casa virtuale,  pensieri di bellezza.

martedì 6 maggio 2014

DIPINTA NEL CIELO SU CRESCENTINO SEMBRAVA DANZARE LA LUNA

Luna piena su Crescentino da Viale IX Martiri




Dipinta nel cielo
Sembrava danzare la luna
In attesa della primavera.
Grassa, rotonda,
Signora luminosa e felice,
Per una notte ha cancellato gli incubi
E regalato sogni
A noi di Crescentino.



Anche questo è un recupero forzato dopo l'orribile attacco degli hackers e l'indifferenza di Google, che evidentemente ha di meglio e di più redditizio da fare che occuparsi dei guai dei tanti suoi utenti (pare io non sia la sola) defraudati delle loro parole e delle loro immagini da ignoti malviventi, mi dicono inacciuffabili.
Io nel mio piccolo cerco di mettere insieme i brandelli di un patchwork cucito con amore in molti anni, ben sapendo che la memoria mi tradirà in molti punti e che i buchi saranno difficilmente  rammendabili.         
Nemmeno la luna grassa e rotonda riuscirà mai a far luce su tanti miei racconti perduti nel buio della notte. 
Più che perduti, rubati da ladri remoti, invisibili, scaltri.
Pirati dall'anima torbida e nera.
Come denso inchiostro di seppia.
  


domenica 4 maggio 2014

FAMIGLIA SUL TRONCO AL TRAMONTO




 Maria Giulia Alemanno:  Famiglia sul tronco al tramonto 
matite colorate su carta
1959


E' da questo disegnino ingenuo che parte il mio sentiero di pittrice. Benchè privo di alcun valore artistico, gli ho sempre attribuito un significato profondo. Ed è quel che conta.
L'ho ritrovato in un cassetto, piccolo ed ingiallito dagli anni. Tanti. Troppi. Ma ricordo perfettamente quando lo realizzai sul tavolo della cucina a Crescentino, con i miei pastelli distribuiti a pioggia come bastoncini di shanghai - già allora disordinata - ed il pensiero fisso ad un disegno che avevo tante volte osservato su una parete del vecchio asilo di via Bolongara.
Era opera di suor Giovannina, una monaca bellissima, avviluppata in un penalizzante  abito nero, il volto incorniciato da  un cappuccio bianco, che io sempre immaginavo come  una rondine pronta a prendere il volo. Suor Giovannina disegnava canticchiando, quasi a voler trasmettere  a noi bambini la gioia della creatività e la magia dei colori. Anche quel giorno  aveva fissato con due puntine il foglio su un'asta di legno, un gesto che le era abituale, ma più di ogni altra volta l'immagine mi  aveva catturata. 
Lo schema era minimale: una famiglia di poveri contadini seduta su un grande tronco, la madre, il padre e tre bimbi, tutti insieme a guardare un tramonto aranciato e lontano. Il paesaggio appariva scollegato  da loro  ed evanescente, quasi stesse emergendo da un sogno. L'aria era calma e le  vele sul lago scivolavano senza far rumore mentre il sole scendeva su un paese dai tetti rossi come lo scafo delle barche, un rosso destinato a  rimaner acceso anche in piena notte.
Quella scena, che forse anche suor Giovannina aveva copiato da qualche illustrazione per  bambini, mi era rimasta impressa con marchio indelebile, forse per la pace ed il sentimento di unità che trasmetteva, forse solo perchè, già allora,  i tramonti avevano su di me un effetto ipnotico, irresistibile e totale.   Il tentare di ridisegnarla a memoria quando già frequentavo le elementari, significò rivivere quelle sensazioni ed insieme rafforzarle, quasi già delineassero il senso della mia ricerca e del mio percorso.
Quando dopo tanti anni incontrai  Francesco Tabusso ed ebbi la fortuna ed il privilegio di diventare la sua collaboratrice, quel piccolo disegno assunse un peso ancor più grande. Senza conoscerci  io e Francesco avevamo percepito allo stesso modo la bellezza e la poesia della natura, allo stesso modo ci eravamo emozionati. Diventava dunque naturale lavorare insieme. Come naturale divenne un giorno guardare nuovi orizzonti e nuovi  tramonti, ognuno seduto sul proprio tronco,  seppur con emozioni condivise.

*
Era il 31 marzo 2012 quando pubblicavo questo mio foglietto infantile. Mai allora avrei immaginato che improbabili individui chiamati "hackers" avrebbero rosicchiato come termiti voraci la polpa del tronco su cui sedevano i miei contadini gentili. E non solo. Avrebbero distrutto senza pietà l'intero paesino affacciato sul lago, cancellato il tramonto, ucciso il padre, la madre e i tre bambini. Gentaglia. Mercenari della rete. Fantasmi crudeli. 
Per fortuna ne avevo conservato una copia, cosa che ahimè  riguarda  una minima parte di tutto il materiale che ho pubblicato in due anni.  Non che si tratti di uno scritto e di un'opera importanti. Tutt'altro. Ma il loro valore affettivo è grande, appartengono a miei momenti sognanti e nessuno ha il diritto di rubare i miei sogni.   
E dunque, pregiatissimi hackers, io qui li ripropongo con un consiglio. Evitate di far indigestione di poesia. Per gente come voi è cibo più velenoso dell'ammanite muscaria. Un solo assaggio è senza scampo mortale.

sabato 3 maggio 2014

DOPO GLI HACKERS, RICOMINCIO DA QUI sempre più LiberaMente





Yo casi pintando


LIBERA MENTE. LIBERAMENTE

Inizia qui la mia avventura in rete raccontata con immagini e parole. Segni, disegni, quadri, schizzi, il mio lavoro d'artista condiviso. LIBERAMENTE. 
Con MENTE LIBERA.
E ci saranno fotografie e scritti per ricordare il mio percorso e guardare al futuro.
Ci saranno miei articoli di giornale recuperati tra i tanti pubblicati, e poi pensieri, certo non solo miei. Per non sentirmi e non essere mai sola, per aver la certezza di camminare in compagnia.

*

Si apriva così, nel febbraio 2012 il mio blog Maria Giulia Alemanno LiberaMente. Sono riuscita per miracolo a salvarne l'inizio ed è da lì che riparto per proseguire sul mio sentiero colorato dopo che gli hackers - assicuro che esistono!- il 22 aprile 2014 hanno distrutto in un batter d'occhio i miei disegni, i mie dipinti, le mie parole. Tutto.
Dopo il primo legittimo sconforto ho deciso di rimettermi in cammino. Il poco che mi è rimasto lo ripubblicherò e  qualcosa di nuovo, spero, ancora nascerà. In fondo ho provato molta gioia a lavorare in questo spazio virtuale. Non saranno certo gli hackers , che Google chiama con poca ironia "bad boys", a fermarmi.
Hackers suona come crakers, 
e io me li mangio.
Sempre più LiberaMente.