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sabato 23 novembre 2019

IO SONO GLI ALTRI- corale per un ricordo". Maria Giulia Alemanno porta a Crescentino le tavole di San Rocco e del FolkClub

 Maria Giulia Alemanno:  "Coppia di Musicanti"
quinta tavola in acrilico della scenografia per la "Sacra Rappresentazione di San Rocco"
180 x 100 cm.
2001

MARIA GIULIA ALEMANNO

IO SONO GLI ALTRI
corale per un ricordo

mostra personale

a cura di CMT – Collezioni Mostre Turismo

6 dicembre 2019 – 6 gennaio 2020

CHIESA DELLA RESURREZIONE

Via Bena

CRESCENTINO
(Vercelli)

Inaugurazione Venerdì 6 dicembre, ore 18.00

Orari:


Venerdì, sabato e domenica: 10,00 / 11,30 – 16,30 / 18,00
chiuso 25 – 26 – 31 dicembre – 1 gennaio


INGRESSO LIBERO


info:
 +39 348 7053016

Con il patrocinio di Città di Crescentino e Parrocchia dell’Assunta
in collaborazione con Associazione Culturale onlus Elegguà e Prola Tratti d’Arte


Sarà la splendida cornice settecentesca della Chiesa della Resurrezione di Crescentino ad ospitare dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 la nuova personale di Maria Giulia Alemanno dal titolo IO SONO GLI ALTRI - corale per un ricordo. La ex confraternita dell’antico cimitero entro le mura, restituita  in primavera alla comunità dopo lunghi e complessi interventi di  restauro e risanamento conservativo,  è lo spazio ideale per accogliere le opere di un’artista che nel suo paese d’origine ha iniziato una ricerca pittorica che l’ha condotta lontano.
Ormai spogliata di ogni suo arredo e trasformata dal tempo in un grandioso affresco informale,  la navata appare come un armonico guscio vuoto risolto nei toni grigi,  verdi e rosati di un intonaco che, in più punti, lascia scoperto il rosso dei mattoni. Qui, lungo le pareti laterali, per la prima volta riunite in una mostra, verranno collocate le dodici tavole, ognuna di un metro di base per un metro e ottanta d’altezza,  realizzate in acrilico da  Maria Giulia Alemanno per la scenografia della “Sacra Rappresentazione di San Rocco” che Franco Lucà, indimenticabile fondatore del Folk Club di Torino, volle mettere in scena al Forte di Exilles nel settembre del 2001. Fu una grandiosa kermesse che vide confluire tra le montagne dell’ Alta Val di Susa musicisti, attori, cantanti, giocolieri e saltimbanchi del nord e sud d’Italia, convinti della necessità di amalgamare ogni forma di Arte.  L’appuntamento  si ripeté fino al 2008 con il nome di “Piazza Profana” e sempre ebbe come simbolo  la coppia di musicanti della quinta tavola, gli stessi a cui è ora affidato il compito di  riproporre il ricordo e il messaggio nella mostra di Crescentino. 

“ L’esperienza di Exilles – spiega Maria Giulia Alemanno - mi insegnò quanto sia importante anteporre il valore della realizzazione collettiva alla propria vanità personale. ‘IO SONO GLI ALTRI’, significa questo. Siamo tutti in cammino lungo sentieri spesso scoscesi ed impervi, un  procedere che  esclude ogni forma di autocompiacimento ed autocelebrazione. Se ci si ferma è   per ammirare il paesaggio o per comunicare con chi percorre la nostra stessa strada, mai per immortalare il nostro ego. Il sottotitolo “corale per un ricordo”, ribadisce la necessità di identificarsi con gli altri viandanti ed insieme lega le mie figure di montanari al proseguimento della straordinaria avventura di Exilles. Qualche mese dopo lo spettacolo, Franco Lucà decise infatti di   portare le tavole nella  mitica sede del  Folk Club  dove rimasero fino al 2010 come un coro pittorico per accompagnare musicisti di  rilevanza nazionale, internazionale e mondiale, onorati di esibirsi nel piccolo tempio della musica di via Perrone. Credo che nessuna opera artistica  sia impregnata di musica etnica, folk, blues, jazz, acustica, popolare, d’autore, di protesta, sperimentale, quanto questo ciclo di dipinti legato al Mondo dei Vinti.
Chi hanno conosciuto i miei umili valligiani? Francesco Baccini,  la Piccola Orchestra Avion Travel, Peppe Barra, Gian Maria Testa, gli Inti Illimani, Donovan, James Senese e Napoli Centrale, Teresa De Sio, Oregon, Eugenio Finardi, Pete Seeger, i Klezmatics, Vinicio Capossela, e non sono che alcuni. E naturalmente i Cantambanchi, lo storico gruppo di folk progressivo con cui ho condiviso  ideali, emozioni ed un lungo periodo di creatività”.
 

                                                         
Proprio alle atmosfere delle ballate dei Cantambanchi è ispirato il grande dipinto ad olio, quasi una povera pala d’altare che Maria Giulia Alemanno ha realizzato espressamente per la mostra nella Chiesa della Resurrezione, utilizzando come base le quattro ante di un vecchio paravento e una tavolozza limitata a quattro colori.  I ventuno personaggi della scenografia di Exilles si muovono all’esterno. In sei tavole  avanzano all’imbrunire tra i prati e i sassi degli alpeggi,  nelle altre sei guardano la scena da dietro una siepe, volgendo le spalle allo spettatore. Qui invece ci troviamo proiettati nella luce rosata di  un’umile cucina,  latte e polenta, il camino acceso, un cesto di mele, noci e castagne. E sette figure immobili, intimamente legate seppure  perse nei propri pensieri. La scena è dominata dalla figura di un vecchio imponente, forse ormai un fantasma avvolto in un tabarro nero, a cui fa da contrappunto   una giovane donna che tiene tra le braccia un bimbo appena nato. Non a caso, analizzando l’opera di Maria Giulia Alemanno, il critico d’arte Massimo Olivetti parla di “Realismo Magico”, “la capacità di vedere e rappresentare la straordinarietà e l’eccezionalità  di apparentemente  ordinarie persone e cose. E così figure di pastori, contadini, malgari, montanari, si trasformano, circondate dal contorno scenico delle montagne, in un potente coro, in un canto corale, che avvolge l’interno semplice e misterioso di una baita e di una nuova vita che si offre a noi e al mondo”.

Maria Giulia Alemanno

Note biografiche e mostre principali

artista, critico d’arte, giornalista, è stata allieva e collaboratrice del maestro Francesco Tabusso.
Oltre che in Italia, le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, Canada,  India, Messico, Spagna, Argentina e Cuba. Vive e lavora a Torino, dov'è nata, e a Crescentino tra le risaie del vercellese. Da lì é partita per molti viaggi fino a giungere a Cuba dove ha avuto inizio la sua ricerca nel mondo della Santería, il culto sincretico radicato nell'isola caraibica, a cui nel 2003 dedica cinque mostre personali in Piemonte.
A Cuba, espone nel 2004 un corpo di trenta opere nel Convento di San Francisco a L'Avana e nel 2005 al Museo Alejandro de Humboldt il grande ciclo pittorico “MIS ORISHAS”. E' dello stesso anno la personale alla Thomson House di Montreal.  Nel gennaio 2007 il Museo Casa de la Obrapía di L’Avana ospita  “YEMAYA Y SUS SIETE CAMINOS”, dedicata alla Grande Madre, signora dell’acqua di mare. In seguito la mostra approda alla Fortezza del Morro Cabaña, all'Istituto Nazionale di Antropologia e alla Galleria Concha Ferrant di Guanabacoa .
Nello stesso anno il ciclo “ Mis Orishas” viene esposto nelle sale di Villa Burba a Rho (Milano) ed al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.
E’ del 2008 la personale negli spazi de la Unión del los Artistas Cubanos de Matanzas.  Nel 2009 espone a  Palazzo Primavera a Terni.
Nel Gennaio 2010 con lo scenografo Gino Pellegrini  realizza la performance “ENTRE TIERRA Y CIELO, canto pictórico a los Orishas” nella Plaza Vieja di L’Avana ed espone cinque divinità santere nelle sale del Museo Casa de África.
Ad aprile dello stesso anno  le viene assegnato il Premio Internazionale di Pittura ITALIA ARTE a Villa  Gualino, mentre una sua valigia d’ispirazione afro cubana diventa in estate parte centrale della scenografia della trasmissione di Rai 3 “Alle Falde del Kilimangiaro.”
Nel novembre 2011 espone al Museo di Scienze Naturali di Torino  sei grandi dipinti santeri nell’ambito della mostra “OMAGGIO ALL’ITALIA DELL’ARTE. Identità e differenze” nell’opera di 8 artisti torinesi”.
2013: PICCOLI  VIAGGI DI CARTA – Centro Studi cultura e Società di Torino. Personale
2014: Scenografia per lo spettacolo DONNA COME TI CHIAMI? al Teatro Auditorium  Viotti di Fontanetto Po ed in contemporanea, nel foyer, “LE INQUIETE”, mostra personale. 
2015: FORME E COLORI -Artisti a Bossolasco, terza edizione, due sale nella casa che fu di Enrico Paulucci.  Personale
2016: ALMAS DE MIS TALLERES – mostra fotografica al Museo Casa de África in occasione del XX° Taller de Antropología Social y Cultural –La Habana2017: LAS MUERTERAS Y LOS ANCESTROS – nel mese di gennaio al Museo Casa de África,  La Habana - Personale 
  A settembre la pop star afroamericana Beyoncé sceglie di pubblicare una sua opera di ispirazione Yoruba, Ochun n.3, nell’edizione limitata e speciale di “How to make Lemonade”, un coffee table book che ripercorre in 600 pagine le tappe del pluripremiato album Lemonade.
Nel dicembre dello stesso anno allestisce nel castello di Alice Castello  con il titolo  LA GRANDE MADRE E IL MONDO DELLE ANIME, due mostre cubane, per la prima volta esposte in Italia: “Yemayá y sus siete caminos” e “Las Muerteras y los Ancestros“. A cura di Graziano Prola e Denise di Prola Tratti d’Arte. 2018: – Espone ad ottobre nel Salone Polivalente di Crescentino  le 74 tavole della BRUTTA ANATROCCOLA , una favola per grandi” in occasione di “VIAVAI, creatività su più binari”, a cura di  CMT Collezioni  Mostre Turismo. Per l’occasione la favola diventa un libro.  A novembre nello stesso spazio  partecipa con una personale a ” PENNELLI E COLORI A CRESCENTINO”,  a cura di CMT Collezioni Mostre Turismo.

La scenografia per la  “SACRA RAPPRESENTAZIONE DI SAN ROCCO”, ora esposta nella Chiesa della Resurrezione, fu realizzata da Maria Giulia Alemanno nel 2001 nella casa di famiglia a Crescentino.  Il grande spettacolo ispirato a un testo di Emilio Isgrò, venne messo in scena al Forte di Exilles (Torino) nel settembre dello stesso anno.  Interpreti: Arnoldo Foà,  Marcello Colasurdo, Raffaella De Vita, Gipo Farassino, Bruno Gambarotta, Giovanni Mauriello, Guido Ruffa, Sorelle Suburbe–Mas Juvarra, Striare, La Lionetta,  I cori Bajolese e Ange Gardien, tamburinari, giocolieri, saltimbanchi e musicanti popolari. Regia di Franco Lucà e Giuseppe Valperga.


mariagiuliacrescente@gmail.com
Biografia completa dell'artista nel sito personale:
http://www.mariagiulia-alemanno.com
altre immagini e parole nel blog “Maria Giulia Alemanno sempre più LiberaMente”
http://wwwmariagiuliaalemanno.blogspot.com/

lunedì 28 gennaio 2019

I MIEI VECCHI VAGANTI IN RISAIA


San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)

Sempre più spesso penso ai miei vecchi
che qui abitarono un tempo.
Ombre  ormai vaganti in risaia.

Eppure presenze importanti
nei miei pensieri e nel mio cuore.
Grazie a loro si annacqua la solitudine.





sabato 4 giugno 2016

NUVOLE SULLE RISAIE DI SANTA MARIA


Risaia verso Santa Maria, frazione di Crescentino (Vercelli)


Quando la mia terra indossa la sua veste più drammatica,
è bello rincorrere luci e ombre 
lungo le strade sterrate. 
Oggi intorno a Santa Maria
  è un trionfo di nuvole cremose
spinte dal vento
in gara con l'acqua del grande fiume 
che scorre accanto alle risaie,
laghi invece appena increspati,
specchi del cielo e
dell'umana inquietudine.


mercoledì 1 giugno 2016

LA FORTEZZA DI VERRUA SAVOIA E L'ESERCITO DI PAPAVERI ROSSI


La fortezza di Verrua Savoia vista da Frazione Galli di Crescentino


Niente paura!
Più nessun assedio per te, mia amata fortezza!
Quello che scorgi da lassù
 è solo un esercito di pacifici papaveri rossi.

mercoledì 20 aprile 2016

OLTRE LE NUVOLE IL SOLE SU SAN GRISANTE

San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Un pomeriggio d'aprile,
 bucando le nubi che avvolgevano la campagna,
 il sole ha voluto baciare il paese dei miei vecchi.
Raggi viola hanno abbracciato le sue case 
e quel campanile, 
esile e aguzzo come un punto esclamativo,
che da anni dialoga con l'infinito.
I miei antenati erano radunati lassù, 
 nella massima luce,
come un tempo si ritrovavano sull'aia per far festa.
Ripassavano vicende di famiglia ingarbugliate,
parlavano dei raccolti e della caccia.
Le donne, come sempre in disparte,
ascoltavano in silenzio le storie dei loro colonnelli.
Solo un velo sottile separava la terra dal cielo.


giovedì 3 marzo 2016

I MESSAGGI DEL GRANDE FIUME

Il Po in una sera di marzo tra Verrua Savoia e Crescentino

Stasera il Grande Fiume
spazzato dal vento
mi ha ricordato che 
i contrasti fanno parte della vita
e che, là in fondo, oltre le colline,
c'era il sereno.
In quell'angolo dovevo guardare
e non all'isola scura di sabbia e di ghiaia,
inquietante,
invadente.
In quel punto a sinistra,
intriso d' arancio e di rosa, 
potevo trovare la forza 
e la voglia di affrontare il futuro.
"Il futuro- dice il fiume-
non è qui, davanti ai tuoi occhi,
dove non vedi che nero.
Il futuro ha colori caldi,
è dolce e cangiante.
Non cercarlo in orizzonti infiniti
ma in ritagli di cielo.
Solo nella massima luce
incontrerai te stesso". 


sabato 17 ottobre 2015

AUTORITRATTO CON S-VANITÁ


Davanti a S-Vanità
Grafite, inchiostro di china, pastelli a olio su carta
 nella sacrestia della chiesa di San Pietro fuori le mura 
a Crescentino (Vercelli)
durante la personale "RISVEGLI"
estate 2005

Da giovane la zia Lina, 
altera nella propria opulenza,
guardava il mondo con distacco,
convinta d'essere stata baciata dall'immortalità.
Ma tutto svanisce, nessuno resta.
Ora anche lei riposa nel cimitero del paese,
uguale a tutti gli altri,
ricchi o poveri che siano stati.
Per questo il ritratto immaginario
che le ho dedicato
s'intitola
S-Vanità.


giovedì 15 ottobre 2015

LA FORTEZZA DI VERRUA SAVOIA DAI CAMPI DI CRESCENTINO


La Fortezza di Verrua Savoia dai campi di Crescentino


Fin da piccola ho amato i grandi cieli dell'autunno
spalmati sopra la meliga appena raccolta.
Ciò che rimane delle fiere piante erette
è un esercito di soldatini in disfatta,
disordinati su un terreno umido di nebbie e di piogge.
Dai campi di Crescentino lungo il Po
 la fortezza di Verrua Savoia,
che di scontri tra Francesi e Piemontesi
ne ha visti e sopportati tanti,
appare offuscata, confusa tra la vegetazione,
quasi inesistente,
 fondale di un teatro d'altri tempi
di cui sfuma la memoria.




sabato 12 settembre 2015

PENSIERI TRA LE RISAIE DI SAN GENUARIO

Nel territorio di San Genuario, frazione di Crescentino (Vercelli)

Sarà che in questi tempi cupi 
ho un rigetto delle notizie drammatiche,
sarà che la mia terra, 
laddove più è solitaria, 
mi rassicura
ma ormai cerco regolare conforto
 nella natura che mi conosce 
fin da quando ero bambina.
Non che io non pensi alle brutture 
di un mondo imbarbarito,
alla violenza che ci minaccia e ci circonda,
ma è proprio per corazzarmi che vengo qui
dove l'acqua scorre in un reticolo di canali
creati dall'uomo 
(l'uomo che, 
se solo lo vuole, 
sa fare meraviglie).
Cammino lentamente, 
mi soffermo a guardare
le erbe lungo i fossi, 
i campi di riso giallo oro,
 i cieli vanitosi che ovunque da noi
incontrano specchi per nubi vaganti.
Non dico che trovo la pace,
parola ormai sbiadita,
ma di certo mi sento protetta
in questo angolo rassicurante
dove regnano garzette ed aironi
e non tiranni folli e sanguinari.
L'acqua nelle rogge procede imperturbabile,
 mi ripeto,
tutto passa.
E l'angoscia e la paura
si stemperano nel suo fluire tranquillo.


venerdì 11 settembre 2015

MARILYN e BRIGITTE: IL MITO e la LEGGENDA all' ex CINEMA MODERNO di CRESCENTINO


Marilyn Monroe


Belle, bellissime, Marilyn e Brigitte vi aspettano
 all'ex Cinema Moderno di Crescentino,
che tante volte negli anni d'oro
 le aveva ospitate sul grande schermo. 
Non perdete gli sguardi del Mito e della  Leggenda, 
 fino a domenica 13 settembre 
nella splendida mostra fotografica 
allestita dall'Associazione Culturale CMT,
una straordinaria carrellata di immagini 
che ne esaltano 
il fascino, la personalità, il talento 
senza età e senza tempo.




Brigitte Bardot

Il MITO e la LEGGENDA
Immagini delle due attrici che hanno fatto 

la storia nel cinema degli anni 50 – 60 – 70

a cura dell’Associazione Culturale 
CMT Collezioni Mostre Turismo

29 agosto – 13 settembre 2015

Locali ex Cinema Moderno

Viale Po 15

CRESCENTINO (Vercelli)


Ingresso libero

Orari

sabato e domenica: 10.00 -13.00 / 15.00 -23.00
lunedì –venerdì: 16.00 -19,30 / 21.00 – 23.00

tel. 348 705 3016
e mail: cmt.crescentino@gmail.com


domenica 6 settembre 2015

SAN GRISANTE A SETTEMBRE


San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Ben lo sappiamo dalle nostre parti:
San Grisante è speciale in ogni stagione.
Ora le spighe del riso, ormai quasi maturo,
gli fanno corona 
nella mitezza del primo settembre.
Il giallo dei campi, 
complementare all'azzurro del cielo,
ne esalta la lineare armonia.
Qui affondano le radici 
dell'albero genealogico dei Chiò,
 la grande famiglia a cui anch'io appartengo.
E' nelle sue risaie 
che ha origine la nostra avventura,
un romanzo d'ampio respiro
 con capitoli che si dipanano ed intrecciano
in molti angoli del mondo.
Una storia appassionante,
 in fondo infinita.
Camminare lungo le sue strade sterrate
significa per me leggerla e rileggerla,
scoprendo ogni volta trame nuove.
È così che,
 più guardo il nostro bel Macondo, 
  e più lo amo.


giovedì 3 settembre 2015

NULLA. SOLO COLORE


Papaveri nel territorio di Crescentino (Vercelli), tanti anni fa, verso la Dora


"Cosa desideri?"
"Nulla. Solo colore."

domenica 30 agosto 2015

MARIA GIULIA A, MARIA GIULIA B : DUE AMICHE SPECULARI IN VIA CLERICO A CRESCENTINO





Maria Giulia A: Tramonto su via Clerico a Crescentino (VC) 


Sarà perché portiamo lo stesso nome,
sarà perché abbiamo entrambe gli occhi gialli,
sarà che abitiamo nella stessa via,
sta di fatto che io e Maria Giulia Bordini, senza dircelo,
incrociamo sempre più spesso i nostri pensieri e le nostre  azioni. 
Ieri io ho guardato il cielo aranciato verso la sua casa
e ho pensato che dovevo assolutamente fissare per lei
 il sole che tramontava su via Clerico.
Lei ha guardato dall'altra parte:
 la luna piena scrutava le mie finestre
e ha voluto regalarmi la sua luce.
Dalla mia immagine ho simbolicamente cancellato
tutte le antenne metalliche,
 tentando di riportare la nostra strada
alle atmosfere di un tempo,
quando le uniche antenne con cui si comunicava
erano quelle della mente e del cuore.
Per me e Maria Giulia è ancora così...
che grande dono l'amicizia!



Maria Giulia B: Luna piena su via Clerico


domenica 16 agosto 2015

SAN GRISANTE D'AGOSTO


San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli) il 16 agosto 2015


Le nuvole confluiscono verso il campanile
in questo lindo pomeriggio di mezza estate,
prima di fuggire oltre le montagne del biellese.
Quante nuvole 
avranno visto i miei vecchi,
e tramonti, 
e albe,
sul loro microscopico paradiso di risaia...

sabato 15 agosto 2015

IL MITO E LA LEGGENDA: MARILYN MONROE e BRIGITTE BARDOT PROTAGONISTE DI UNA GRANDE MOSTRA ALL'EX CINEMA MODERNO DI CRESCENTINO


Il MITO e la LEGGENDA

Immagini delle due attrici che hanno fatto

la Storia nel cinema degli anni 50 – 60 – 70

a cura dell’Associazione Culturale 
 CMT Collezioni Mostre Turismo

29 agosto – 13 settembre 2015


Locali ex Cinema Moderno


Viale Po 15


CRESCENTINO (Vercelli)

Inaugurazione sabato 29 agosto, ore 18.00


Ingresso libero


Orari:

sabato e domenica: 10.00 -13.00 / 15.00 -23.00
lunedì –venerdì: 16.00 -19,30 / 21.00 – 23.00

Info
tel. 348 705 3016
e mail: cmt.crescentino@gmail.com

Con il patrocinio di
Città di Crescentino -  Assessorati Manifestazioni e Cultura

Provincia di Vercelli

In collaborazione con
Associazione Culturale Onlus Elegguà


S’intitola IL MITO e LA LEGGENDA – Immagini delle due attrici che hanno fatto la storia del cinema degli anni 50 - 60 - 70 la nuova grande mostra organizzata dalla CMT Collezioni Mostre e Turismo nei locali dell’ ex Cinema Moderno di Crescentino dal 29 agosto al 13 settembre 2015. Se nel 2012 la protagonista assoluta  fu MARILYN MONROE, ora al mito viene accostata BRIGITTE BARDOT, la leggenda. 

In oltre cento pannelli viene ripercorsa la storia di due donne amatissime, tanto irraggiungibili quanto familiari: Marilyn che ancor oggi è  chiamata semplicemente per nome, e la Bardot,  per tutti B.B., iniziali che ne sintetizzano ed evocano la provocante bellezza. Entrambe meravigliose e sensuali. Entrambe, per l’epoca, audaci e scandalose, dunque seguite dai mass media in ogni loro gesto ed apparizione. Non a caso divennero “oggetto del desiderio” anche nel dipinti di Andy Warhol, che di mercificazione dell’immagine fu maestro indiscusso.  
                                                                     
Questa volta lo spazio più ampio è riservato a Brigitte Bardot, di cui, seguendo lo stesso criterio utilizzato per Marilyn Monroe nell’esposizione precedente, si ripropone sia la vicenda  personale che  la carriera, di ballerina, attrice e cantante. Una vita costellata di amori travolgenti e di  costanti provocazioni. Memorabili sono rimasti i bikini di B.B., le interminabili notti nei locali di Saint Tropez, il  trucco marcato ed  i lunghi capelli che negli anni sessanta contribuirono a cambiare la moda ed il costume. 
Molte sono le foto di scena: dalle prime apparizioni poco significative nei  film degli anni ’50, si arriva al periodo della "Nouvelle Vague" in cui il primo marito, il regista Roger Vadim, proponendola come attrice impegnata in “E Dio creò la donna”, la lancia nel grande cinema. La troviamo poi,  per citare solo alcuni film che la vedono protagonista, in “Babette va alla guerra” di Christian Jaques,” “Vita privata” di Luis Malle, “Viva Maria” con Jean Moreau, “Shalako” con Sean Connery, “La via del Rhum” con Lino Ventura, fino a “Colinot l’alzasottane”. Sarà questo il suo ultimo impegno cinematografico.  E’ il 1973 quando Brigitte sceglie di abbandonare  la scena per dedicarsi alla causa animalista in cui è tuttora impegnata.
In bianco e nero o a colori la presenza di B.B. è sempre travolgente, e la somma delle immagini esposte insieme a rari bozzetti di scena e di costumi, rendono la sua bellezza leggendaria e straordinariamente attuale.

Se all’icona della sensualità francese è riservato lo spazio più ampio, non per questo le foto di Marilyn Monroe sono meno importanti.  Anzi. Frutto di un collezionismo che dura, in parallelo a quello dedicato alla Bardot, da oltre sessant’anni, contengono veri e propri gioielli che da soli sarebbero sufficienti a giustificare una mostra. Basti citare due serie mai esposte prima: nella prima è Douglas Kirkland   a fotografarla senza flash e senza filtri per la rivista “Look”, avvolta in un lenzuolo di seta trasparente. Nella seconda, che comprende  un gruppo di immagini  delle dimensioni di 45 x 30 cm circa, Marilyn posa per  Bert Stern  all’hotel Bel-Air di Los Angeles per “Vogue”, poco prima della sua morte improvvisa.