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sabato 23 novembre 2019

IO SONO GLI ALTRI- corale per un ricordo". Maria Giulia Alemanno porta a Crescentino le tavole di San Rocco e del FolkClub

 Maria Giulia Alemanno:  "Coppia di Musicanti"
quinta tavola in acrilico della scenografia per la "Sacra Rappresentazione di San Rocco"
180 x 100 cm.
2001

MARIA GIULIA ALEMANNO

IO SONO GLI ALTRI
corale per un ricordo

mostra personale

a cura di CMT – Collezioni Mostre Turismo

6 dicembre 2019 – 6 gennaio 2020

CHIESA DELLA RESURREZIONE

Via Bena

CRESCENTINO
(Vercelli)

Inaugurazione Venerdì 6 dicembre, ore 18.00

Orari:


Venerdì, sabato e domenica: 10,00 / 11,30 – 16,30 / 18,00
chiuso 25 – 26 – 31 dicembre – 1 gennaio


INGRESSO LIBERO


info:
 +39 348 7053016

Con il patrocinio di Città di Crescentino e Parrocchia dell’Assunta
in collaborazione con Associazione Culturale onlus Elegguà e Prola Tratti d’Arte


Sarà la splendida cornice settecentesca della Chiesa della Resurrezione di Crescentino ad ospitare dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 la nuova personale di Maria Giulia Alemanno dal titolo IO SONO GLI ALTRI - corale per un ricordo. La ex confraternita dell’antico cimitero entro le mura, restituita  in primavera alla comunità dopo lunghi e complessi interventi di  restauro e risanamento conservativo,  è lo spazio ideale per accogliere le opere di un’artista che nel suo paese d’origine ha iniziato una ricerca pittorica che l’ha condotta lontano.
Ormai spogliata di ogni suo arredo e trasformata dal tempo in un grandioso affresco informale,  la navata appare come un armonico guscio vuoto risolto nei toni grigi,  verdi e rosati di un intonaco che, in più punti, lascia scoperto il rosso dei mattoni. Qui, lungo le pareti laterali, per la prima volta riunite in una mostra, verranno collocate le dodici tavole, ognuna di un metro di base per un metro e ottanta d’altezza,  realizzate in acrilico da  Maria Giulia Alemanno per la scenografia della “Sacra Rappresentazione di San Rocco” che Franco Lucà, indimenticabile fondatore del Folk Club di Torino, volle mettere in scena al Forte di Exilles nel settembre del 2001. Fu una grandiosa kermesse che vide confluire tra le montagne dell’ Alta Val di Susa musicisti, attori, cantanti, giocolieri e saltimbanchi del nord e sud d’Italia, convinti della necessità di amalgamare ogni forma di Arte.  L’appuntamento  si ripeté fino al 2008 con il nome di “Piazza Profana” e sempre ebbe come simbolo  la coppia di musicanti della quinta tavola, gli stessi a cui è ora affidato il compito di  riproporre il ricordo e il messaggio nella mostra di Crescentino. 

“ L’esperienza di Exilles – spiega Maria Giulia Alemanno - mi insegnò quanto sia importante anteporre il valore della realizzazione collettiva alla propria vanità personale. ‘IO SONO GLI ALTRI’, significa questo. Siamo tutti in cammino lungo sentieri spesso scoscesi ed impervi, un  procedere che  esclude ogni forma di autocompiacimento ed autocelebrazione. Se ci si ferma è   per ammirare il paesaggio o per comunicare con chi percorre la nostra stessa strada, mai per immortalare il nostro ego. Il sottotitolo “corale per un ricordo”, ribadisce la necessità di identificarsi con gli altri viandanti ed insieme lega le mie figure di montanari al proseguimento della straordinaria avventura di Exilles. Qualche mese dopo lo spettacolo, Franco Lucà decise infatti di   portare le tavole nella  mitica sede del  Folk Club  dove rimasero fino al 2010 come un coro pittorico per accompagnare musicisti di  rilevanza nazionale, internazionale e mondiale, onorati di esibirsi nel piccolo tempio della musica di via Perrone. Credo che nessuna opera artistica  sia impregnata di musica etnica, folk, blues, jazz, acustica, popolare, d’autore, di protesta, sperimentale, quanto questo ciclo di dipinti legato al Mondo dei Vinti.
Chi hanno conosciuto i miei umili valligiani? Francesco Baccini,  la Piccola Orchestra Avion Travel, Peppe Barra, Gian Maria Testa, gli Inti Illimani, Donovan, James Senese e Napoli Centrale, Teresa De Sio, Oregon, Eugenio Finardi, Pete Seeger, i Klezmatics, Vinicio Capossela, e non sono che alcuni. E naturalmente i Cantambanchi, lo storico gruppo di folk progressivo con cui ho condiviso  ideali, emozioni ed un lungo periodo di creatività”.
 

                                                         
Proprio alle atmosfere delle ballate dei Cantambanchi è ispirato il grande dipinto ad olio, quasi una povera pala d’altare che Maria Giulia Alemanno ha realizzato espressamente per la mostra nella Chiesa della Resurrezione, utilizzando come base le quattro ante di un vecchio paravento e una tavolozza limitata a quattro colori.  I ventuno personaggi della scenografia di Exilles si muovono all’esterno. In sei tavole  avanzano all’imbrunire tra i prati e i sassi degli alpeggi,  nelle altre sei guardano la scena da dietro una siepe, volgendo le spalle allo spettatore. Qui invece ci troviamo proiettati nella luce rosata di  un’umile cucina,  latte e polenta, il camino acceso, un cesto di mele, noci e castagne. E sette figure immobili, intimamente legate seppure  perse nei propri pensieri. La scena è dominata dalla figura di un vecchio imponente, forse ormai un fantasma avvolto in un tabarro nero, a cui fa da contrappunto   una giovane donna che tiene tra le braccia un bimbo appena nato. Non a caso, analizzando l’opera di Maria Giulia Alemanno, il critico d’arte Massimo Olivetti parla di “Realismo Magico”, “la capacità di vedere e rappresentare la straordinarietà e l’eccezionalità  di apparentemente  ordinarie persone e cose. E così figure di pastori, contadini, malgari, montanari, si trasformano, circondate dal contorno scenico delle montagne, in un potente coro, in un canto corale, che avvolge l’interno semplice e misterioso di una baita e di una nuova vita che si offre a noi e al mondo”.

Maria Giulia Alemanno

Note biografiche e mostre principali

artista, critico d’arte, giornalista, è stata allieva e collaboratrice del maestro Francesco Tabusso.
Oltre che in Italia, le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, Canada,  India, Messico, Spagna, Argentina e Cuba. Vive e lavora a Torino, dov'è nata, e a Crescentino tra le risaie del vercellese. Da lì é partita per molti viaggi fino a giungere a Cuba dove ha avuto inizio la sua ricerca nel mondo della Santería, il culto sincretico radicato nell'isola caraibica, a cui nel 2003 dedica cinque mostre personali in Piemonte.
A Cuba, espone nel 2004 un corpo di trenta opere nel Convento di San Francisco a L'Avana e nel 2005 al Museo Alejandro de Humboldt il grande ciclo pittorico “MIS ORISHAS”. E' dello stesso anno la personale alla Thomson House di Montreal.  Nel gennaio 2007 il Museo Casa de la Obrapía di L’Avana ospita  “YEMAYA Y SUS SIETE CAMINOS”, dedicata alla Grande Madre, signora dell’acqua di mare. In seguito la mostra approda alla Fortezza del Morro Cabaña, all'Istituto Nazionale di Antropologia e alla Galleria Concha Ferrant di Guanabacoa .
Nello stesso anno il ciclo “ Mis Orishas” viene esposto nelle sale di Villa Burba a Rho (Milano) ed al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.
E’ del 2008 la personale negli spazi de la Unión del los Artistas Cubanos de Matanzas.  Nel 2009 espone a  Palazzo Primavera a Terni.
Nel Gennaio 2010 con lo scenografo Gino Pellegrini  realizza la performance “ENTRE TIERRA Y CIELO, canto pictórico a los Orishas” nella Plaza Vieja di L’Avana ed espone cinque divinità santere nelle sale del Museo Casa de África.
Ad aprile dello stesso anno  le viene assegnato il Premio Internazionale di Pittura ITALIA ARTE a Villa  Gualino, mentre una sua valigia d’ispirazione afro cubana diventa in estate parte centrale della scenografia della trasmissione di Rai 3 “Alle Falde del Kilimangiaro.”
Nel novembre 2011 espone al Museo di Scienze Naturali di Torino  sei grandi dipinti santeri nell’ambito della mostra “OMAGGIO ALL’ITALIA DELL’ARTE. Identità e differenze” nell’opera di 8 artisti torinesi”.
2013: PICCOLI  VIAGGI DI CARTA – Centro Studi cultura e Società di Torino. Personale
2014: Scenografia per lo spettacolo DONNA COME TI CHIAMI? al Teatro Auditorium  Viotti di Fontanetto Po ed in contemporanea, nel foyer, “LE INQUIETE”, mostra personale. 
2015: FORME E COLORI -Artisti a Bossolasco, terza edizione, due sale nella casa che fu di Enrico Paulucci.  Personale
2016: ALMAS DE MIS TALLERES – mostra fotografica al Museo Casa de África in occasione del XX° Taller de Antropología Social y Cultural –La Habana2017: LAS MUERTERAS Y LOS ANCESTROS – nel mese di gennaio al Museo Casa de África,  La Habana - Personale 
  A settembre la pop star afroamericana Beyoncé sceglie di pubblicare una sua opera di ispirazione Yoruba, Ochun n.3, nell’edizione limitata e speciale di “How to make Lemonade”, un coffee table book che ripercorre in 600 pagine le tappe del pluripremiato album Lemonade.
Nel dicembre dello stesso anno allestisce nel castello di Alice Castello  con il titolo  LA GRANDE MADRE E IL MONDO DELLE ANIME, due mostre cubane, per la prima volta esposte in Italia: “Yemayá y sus siete caminos” e “Las Muerteras y los Ancestros“. A cura di Graziano Prola e Denise di Prola Tratti d’Arte. 2018: – Espone ad ottobre nel Salone Polivalente di Crescentino  le 74 tavole della BRUTTA ANATROCCOLA , una favola per grandi” in occasione di “VIAVAI, creatività su più binari”, a cura di  CMT Collezioni  Mostre Turismo. Per l’occasione la favola diventa un libro.  A novembre nello stesso spazio  partecipa con una personale a ” PENNELLI E COLORI A CRESCENTINO”,  a cura di CMT Collezioni Mostre Turismo.

La scenografia per la  “SACRA RAPPRESENTAZIONE DI SAN ROCCO”, ora esposta nella Chiesa della Resurrezione, fu realizzata da Maria Giulia Alemanno nel 2001 nella casa di famiglia a Crescentino.  Il grande spettacolo ispirato a un testo di Emilio Isgrò, venne messo in scena al Forte di Exilles (Torino) nel settembre dello stesso anno.  Interpreti: Arnoldo Foà,  Marcello Colasurdo, Raffaella De Vita, Gipo Farassino, Bruno Gambarotta, Giovanni Mauriello, Guido Ruffa, Sorelle Suburbe–Mas Juvarra, Striare, La Lionetta,  I cori Bajolese e Ange Gardien, tamburinari, giocolieri, saltimbanchi e musicanti popolari. Regia di Franco Lucà e Giuseppe Valperga.


mariagiuliacrescente@gmail.com
Biografia completa dell'artista nel sito personale:
http://www.mariagiulia-alemanno.com
altre immagini e parole nel blog “Maria Giulia Alemanno sempre più LiberaMente”
http://wwwmariagiuliaalemanno.blogspot.com/

domenica 14 dicembre 2014

IL MIO PRESEPE È UNA RECITA DI NATALE IN COLLINA



Maria Giulia Alemanno: Recita di Natale in collina
olio su tavola
cm  85 x 110 
1980


Era il 1980 quando nacque “Recita di Natale in Collina”. Collaboravo allora con Stampa Sera, scrivevo e a volte raccontavo per immagini, alternando fogli scritti a  fogli disegnati. Quell’anno il giornale usciva con  le prime fotografie a colori .  
“Perché non dipingi un presepe? – mi chiese un mattino  nel corridoio Vittoria Sincero, giornalista instancabile, come sempre di corsa dalla redazione alla tipografia. “ E lo pubblichiamo per Natale”. Sapevo che le sue domande erano ordini. In più l’idea mi piaceva e già  nel pomeriggio ero seduta davanti al cavalletto.  

Fare il presepio era sempre stata una tradizione della mia  famiglia, un rito rasserenante, un momento di gioia condiviso.  Sicché, quasi avessi dovuto collocare su un piano i ceppi per la scenografia, scelsi una tavola di legno, non una tela. Sentivo che anche i miei personaggi avevano bisogno di un supporto solido per stare in piedi, seppure in uno spazio bidimensionale. Mi avrebbero ispirata le statuine che tante volte avevo distribuito sul muschio e nelle grotte,  pastorelle e pescatori di trote guizzanti in torrenti di carta stagnola, soprattutto  Gelindo che mai mancava nella nostra ricostruzione casalinga del mistero della nascita del Bambino. 



Recita di natale in collina
 Angeli sulla capanna, part.


Ben presto però, come in una favola di Andersen,  le statue parvero animarsi e vivere di vita propria in un paesaggio che mi era familiare. Nulla appariva delle costruzioni medio orientali che avevo inizialmente immaginato, ed al loro posto, su  colline monferrine,  si andavano delineando le vecchie case  dei nostri paesi coi loro muri spessi e le persiane di legno, contornate  dagli alberi spogli dei nostri lunghi inverni. 

Cosa stava accadendo? Quello che avrebbe dovuto essere un presepe statico si stava convertendo in un momento di teatro popolare. 
Quali erano i confini tra  realtà e  finzione?  
Chi recitava  e chi no? 
Era  di certo una recita quella che si svolgeva nella capanna, recitavano il contadino inginocchiato  e le donne  che portavano doni, ma che dire degli artigiani al lavoro, dello spazzacamino nero di fuliggine  o degli uomini all’osteria oppure  dei chierichetti che si accapigliano davanti alle autorità  riunite? 









Angeli e pastori, 
particolare di Recita di natale in collina

   
Sono trascorsi ormai tanti anni ma ancora ricordo nitidamente il piacere che ho provato nel dipingere, nel fantasticare, nell’inventare storie. Mi sembrava di conoscerli tutti: la mamma che sgrida la figlia ribelle  salita  sul tetto della capanna a suonare il putipù,  i pastori intorno al fuoco, i musicanti e gli acrobati  arrivati nella piazza da molto lontano. 
Qualcuno lo conoscevo davvero: come Giancarlo Peremprüner, cantambanco, magico inventore di giocattoli poveri e del tabasso, un improbabile compromesso tra un tamburo e un contrabbasso, che incuriosisce un angelo sceso dal cielo per confondersi con gli umani. Creature che portano ali legate con  nastri variopinti e danzano in circolo al ritmo di un tamburino. Veramente  bizzarra la loro vita!

Seppure il presepio si fosse trasformato in rappresentazione, Vittoria Sincero lo volle al centro della colorata pagina del 19 dicembre. Il dipinto  originale  fu poi esposto per oltre un mese in una vetrina del Salone dell’Editrice La Stampa in via Roma a Torino. Lo videro in molti e forse qualche piccolo si accorse che  in quello strano paese innevato tra le colline dove non esistevano giochi tecnologici, i bambini si divertivano ugualmente costruendo pupazzi di neve o trainando Pinocchio e pecorelle su  carrettini di legno. Ma questa è un’altra storia.

Maria Giulia Alemanno

Il quadro esposto e  riprodotto in due cartoline, è diventato  nel dicembre  2012  il simbolo della mostra ASPETTANDO NATALE, organizzata da CMT Collezioni Mostre Turismo  presso i locali della ex Casa delle Suore della Carità a  Crescentino.