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mercoledì 25 febbraio 2015

ULTIME TRACCE DI NEVE DIETRO IL CASTELLO DI UVIGLIE


Dietro il Castello di Uviglie - Rosignano (Alessandria)
della serie Piccoli viaggi di carta
pastelli a olio su carta color tabacco
cm 11,5 x 16,5
2015

Ultime tracce di neve
Grafiche, essenziali.
Campi come pettinati
in attesa della primavera.

domenica 15 febbraio 2015

NEVE INATTESA SULLA NOSTRA TERRA


Neve lungo il Po tra Verolengo e la collina
pastelli a olio, tempera e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
2015

Inattesa è scesa nella notte la neve di febbraio.
Non molta in verità, 
ma sufficiente a imbiancare di nuovo la nostra terra.
Collina e pianura avvolte in un pizzo bianco
condividono un velo da sposa 
 che lascia intravedere le trame dei boschi e dei solchi.
Presto le spoglierà la pioggia
ed il sole regalerà loro
gli abiti di una nuova primavera.


martedì 13 gennaio 2015

LUNA PIENA SULLA COLLINA ROTONDA


Luna sulla collina del mio Monferrato 
pastelli a olio e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta


Luna piena ed alberi di filigrana
sulla collina rotonda.
Nessuna luce nella cascina
adagiata su di un cuscino di terra
contro un cielo color genzianella.
Da qui le follie del mondo
sembrano lontane,
incubi delle notti di altri
che non conoscono 
la mitezza del sogno.


venerdì 26 dicembre 2014

QUELL'ANNO NATALE ARRIVÒ IL 26




Aspettando Natale in collina
tecnica mista su carta
2010

Il giorno in cui scese la prima neve 
  Rosa decise di apettare Natale all'aperto, 
davanti alle  colline del Monferrato 
che l'avevano vista nascere e farsi donna. 



 

Freddo. Part. di Aspettando Natale in collina
 di Maria Giulia Alemanno,  Tecnica mista su carta - 2010 


Faceva un gran freddo, un freddo antico, 

di quelli che gelavano l'aria e il respiro. 
Sarebbe arrivato Natale? - si chiedeva,  

cercando di scorgere, tra i cascinali e gli alberi sparsi, 

la sagoma di un uomo avvolto
 in un pesante tabarro color della pece, 
un contadino come lei 
ma soprattutto un portatore di sogni.


Neve in Monferrato. Part. di  "Aspettando Natale in collina"

Tecnica mista su carta
 2010


Niente. Neppure l'ombra, 
neppure un miraggio lontano.
Il suo Natale quell'anno arrivò la mattina del 26 dicembre, 
quando lei, intirizzita come la piccola fiammiferaia 
e stanca d'aspettare sull'uscio, 
s'era  rifugiata in casa, ormai senza speranza. 

Lo accolse in cucina, davanti al camino, 
senza nemmeno dire una parola. 
Lui fece altrettanto 
ma posò sul tavolo un rametto di agrifoglio
 dalle bacche più rosse delle sue labbra. 

Uno sguardo d'intesa. 

E fu subito pace.

♡♥



domenica 14 dicembre 2014

IL MIO PRESEPE È UNA RECITA DI NATALE IN COLLINA



Maria Giulia Alemanno: Recita di Natale in collina
olio su tavola
cm  85 x 110 
1980


Era il 1980 quando nacque “Recita di Natale in Collina”. Collaboravo allora con Stampa Sera, scrivevo e a volte raccontavo per immagini, alternando fogli scritti a  fogli disegnati. Quell’anno il giornale usciva con  le prime fotografie a colori .  
“Perché non dipingi un presepe? – mi chiese un mattino  nel corridoio Vittoria Sincero, giornalista instancabile, come sempre di corsa dalla redazione alla tipografia. “ E lo pubblichiamo per Natale”. Sapevo che le sue domande erano ordini. In più l’idea mi piaceva e già  nel pomeriggio ero seduta davanti al cavalletto.  

Fare il presepio era sempre stata una tradizione della mia  famiglia, un rito rasserenante, un momento di gioia condiviso.  Sicché, quasi avessi dovuto collocare su un piano i ceppi per la scenografia, scelsi una tavola di legno, non una tela. Sentivo che anche i miei personaggi avevano bisogno di un supporto solido per stare in piedi, seppure in uno spazio bidimensionale. Mi avrebbero ispirata le statuine che tante volte avevo distribuito sul muschio e nelle grotte,  pastorelle e pescatori di trote guizzanti in torrenti di carta stagnola, soprattutto  Gelindo che mai mancava nella nostra ricostruzione casalinga del mistero della nascita del Bambino. 



Recita di natale in collina
 Angeli sulla capanna, part.


Ben presto però, come in una favola di Andersen,  le statue parvero animarsi e vivere di vita propria in un paesaggio che mi era familiare. Nulla appariva delle costruzioni medio orientali che avevo inizialmente immaginato, ed al loro posto, su  colline monferrine,  si andavano delineando le vecchie case  dei nostri paesi coi loro muri spessi e le persiane di legno, contornate  dagli alberi spogli dei nostri lunghi inverni. 

Cosa stava accadendo? Quello che avrebbe dovuto essere un presepe statico si stava convertendo in un momento di teatro popolare. 
Quali erano i confini tra  realtà e  finzione?  
Chi recitava  e chi no? 
Era  di certo una recita quella che si svolgeva nella capanna, recitavano il contadino inginocchiato  e le donne  che portavano doni, ma che dire degli artigiani al lavoro, dello spazzacamino nero di fuliggine  o degli uomini all’osteria oppure  dei chierichetti che si accapigliano davanti alle autorità  riunite? 









Angeli e pastori, 
particolare di Recita di natale in collina

   
Sono trascorsi ormai tanti anni ma ancora ricordo nitidamente il piacere che ho provato nel dipingere, nel fantasticare, nell’inventare storie. Mi sembrava di conoscerli tutti: la mamma che sgrida la figlia ribelle  salita  sul tetto della capanna a suonare il putipù,  i pastori intorno al fuoco, i musicanti e gli acrobati  arrivati nella piazza da molto lontano. 
Qualcuno lo conoscevo davvero: come Giancarlo Peremprüner, cantambanco, magico inventore di giocattoli poveri e del tabasso, un improbabile compromesso tra un tamburo e un contrabbasso, che incuriosisce un angelo sceso dal cielo per confondersi con gli umani. Creature che portano ali legate con  nastri variopinti e danzano in circolo al ritmo di un tamburino. Veramente  bizzarra la loro vita!

Seppure il presepio si fosse trasformato in rappresentazione, Vittoria Sincero lo volle al centro della colorata pagina del 19 dicembre. Il dipinto  originale  fu poi esposto per oltre un mese in una vetrina del Salone dell’Editrice La Stampa in via Roma a Torino. Lo videro in molti e forse qualche piccolo si accorse che  in quello strano paese innevato tra le colline dove non esistevano giochi tecnologici, i bambini si divertivano ugualmente costruendo pupazzi di neve o trainando Pinocchio e pecorelle su  carrettini di legno. Ma questa è un’altra storia.

Maria Giulia Alemanno

Il quadro esposto e  riprodotto in due cartoline, è diventato  nel dicembre  2012  il simbolo della mostra ASPETTANDO NATALE, organizzata da CMT Collezioni Mostre Turismo  presso i locali della ex Casa delle Suore della Carità a  Crescentino.


giovedì 4 dicembre 2014

GIROVAGANDO COL PENSIERO IN COLLINA


Verso Robella. In Monferrato
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2014

Quando si avvicina l'inverno
e girovagare diventa  difficile,
io lo faccio col pensiero
tracciando sul foglio
le strade ondeggianti che amo percorrere
nel caldo dell'estate.
Attraverso il ponte sul Po
e mi ritrovo in collina.
Respiro il profumo 
della gaggia e del sambuco,
scopro prati nuovi.
La felicità sta dietro l'angolo.
Basta saperla evocare. 



giovedì 16 ottobre 2014

QUANDO IL PO SCORRE LENTO


Il Po dalla riva di Verrua Savoia


Quando il Po scorre lento,
accarezzando le sue rive
di collina e di pianura,
anche la nostra vita diventa
 ninna nanna canticchiata ai lati di una culla.
In pennellate leggere scende la sera
  su Verrua e Crescentino.
Sarà rosa anche il mattino?


sabato 7 giugno 2014

PAESAGGIO PER JORGE




Paesaggio per Jorge. Sfondo semifantastico con tracce di luna piena 

© Maria Giulia Alemanno 
 tecnica mista su carta
 1997

Jorge si nascose
in una stanza di tufo
senza finestre
in cima alla collina.


La casa di Jorge, particolare




sabato 31 maggio 2014

LA CASCINA CHE A SERA NON SI VEDE

 Laggiù la cascina del castello 
Gabiano (Alessandria)

Io so che c'è
 ma ho aspettato che si fondesse con le colline 
perché la luce del tramonto creasse un contrasto fortissimo, 
inglobando l'opera dell'uomo nella terra, 
impastandola, confondendola.
Fin da piccola ho amato "la cascina che a sera non si vede"
immaginando chissà quali incontri
 di contadini e contadine 
lungo la sua dritta strada sterrata. 
Credevo che scendessero tutti dal castello di Gabiano
per ritrovarsi sotto le stelle, sulla morbida collina 
ricamata di vigneti che domina la valle. 
Non pensavo al duro lavoro che iniziava all'alba,
alle schiene piegate nei campi,
alla grandine che in un amen distruggeva il raccolto.
I bambini vivono in una loro magica arcadia
 e per fortuna non sanno.
Ora guardo la tenuta del castello con disincanto 
ma ogni volta che mi appare, 
scendendo verso la piana della Piagera,
provo un tuffo al cuore.
Ed è così che mi piace,
in controluce,
cascina/collina,
sotto un cielo alto 
e trasparente,
di vetro soffiato.


mercoledì 28 maggio 2014

E' UNO DI QUEI GIORNI CHE.....


Maria Giulia Alemanno: NON CAMBIANO I PENSIERI IN COLLINA
acquerello e pastelli a olio su carta







  1. ORNELLA VANONI canta "DOMANI EUN ALTRO GIORNO ...

    www.youtube.com/watch?v=-jynHnL_UH822 giu 2011 - 2 min - Caricato da Pino Scognamiglio
    TESTO DELLA CANZONE: Domani è un altro giorno di Ornella Vanoni E' uno di quei ...


ebbene si...

è uno di quei giorni che

mi prende la malinconia

e fino a sera non mi lascia più....

 Così mi faccio cullare da una musica dolce

e da una voce che conforta l'anima.

Non senza un pizzico di speranza.

In fondo lo diceva anche Rossella 0'Hara:

Domani è un altro giorno, si vedrà....





mercoledì 7 maggio 2014

LA VIE EN ROSE





Maria Giulia / Eleonora Alemanno: Paesaggio rosa a due mani
tecnica mista a due mani su carta
cm 12,5 x 5
2005


Paesaggio rosa a due mani: retro

Ricordo bene quel pomeriggio di freddo ed alberi spogli. Mia nipote, che presto sarà maggiorenne, era allora una fatina di nove anni  dagli occhi color del mare che aveva conservato l' anima  limpida dell'infanzia, di quando, intendo,  s'informava curiosa su tutto ciò che le offriva  il nostro strano mondo  sconosciuto. Nel tempo dell'incanto assaggiava un cioccolatino e ti diceva:" Grazie, è la prima volta per me...", guardava un dipinto di Rousseau il Doganiere e osservava: " Bello. E' la prima volta che vedo un cagnolino pitturato..." Tutto era la prima volta. Tutto era meraviglia.
Ci sembrò la prima volta, seppure altre ce ne fossero state, anche  quando su questo piccolo foglio ci lasciammo cullare dalla  gioia di creare insieme. Il cielo era grigio, il grigio uniforme  dei lunghi inverni del nord, ma non ce ne accorgevamo. Per noi tutto era rosa, lo erano gli orizzonti e la terra, lo eravamo noi stesse esaltate dalla nostra avventura. Fu lei a dipingere lo sfondo, giocando con i  colori delle pesche mature. Li distribuì ora con il pennello, ora con le dita, annacquandoli laddove l' inconscio le  suggeriva   di assecondare rarefazioni e  trasparenze. Fu così che senza copiarle, perché la  finestra accoglieva soltanto la linea dritta della pianura, iniziammo a percorrere mentalmente le curve morbide delle colline oltre il grande fiume, lasciando che fosse il pensiero ad esplorarle. Sulla sua base rosata io disegnai dolci pendii, campi lavorati, boschetti scuri, accenni di cascine isolate, tutto quanto  ci serviva per continuare ad andare. Soprattutto per lasciarci andare.
Il viaggio terminò in un soffio dacché le sue pennellate furono veloci ed ancor più lo furono i miei tratti. Ma ci parve infinito tanta fu l'intensità con cui lo vivemmo. 
In un soffio sono arrivati anche i suoi diciotto anni, con  le prime disillusioni, le prime preoccupazioni ma lo sguardo della bimba  dagli occhi trasparenti non è cambiato. Sono mutate le prospettive e troppo velocemente è mutato il mondo. Anche lei, com'è giusto, sogna ora nuove avventure. L'amour, l'amour... se non eterno assolutamente appassionato. 
Ed io per lei, sogno e sempre sognerò una vita in rosa, ancor più di quella che sapeva vedere e dipingere bambina.   




Edith Piaf - La Vie En Rose


Edith Piaf - La Vie En Rose (EDITH PIAF-Immortal "Little Sparrow" of France) Best Audio 

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*
La Vie En Rose


Des yeux qui font baisser les miens
Un rire qui se perd sur sa bouche
Voilà le portrait sans retouche
De l’homme auquel j’appartiens
Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose
Il me dit des mots d’amour
Des mots de tous les jours
Et ça me fait quelque chose
Il est entré dans mon coeur
Une part de bonheur
Dont je connais la cause
C’est lui pour moi, moi pour lui dans la vie
Il me l’a dit, l’a juré pour la vie
Et dès que je l’aperçois
Alors je sens en moi
Mon coeur qui bat
Des nuits d’amour à plus finir
Un grand bonheur qui prend sa place
Les ennuis, les chagrins s’effacent
Heureux, heureux à en mourir
Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose
Il me dit des mots d’amour
Des mots de tous les jours
Et ça me fait quelque chose
Il est entré dans mon coeur
Une part de bonheur
Dont je connais la cause
C’est toi pour moi, moi pour lui dans la vie
Il me l’a dit, l’a juré pour la vie
Et dès que je l’aperçois
Alors je sens en moi
Mon coeur qui bat


 l