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domenica 31 luglio 2016

IL MARE DA KIEN


Il mare da Kien (Varigotti)
della serie "Piccoli viaggi di carta"
pastelli a olio
cm 11,5 x 16,5
2010

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
si confonde con il cielo.
Quanti anni sono passati
dalle mie giornate con Francesco
in quella bianca casa saracena
nascosta nella macchia mediterranea,
quanti pensieri e quanta nostalgia.
Camminavamo sui tetti,
raccoglievamo uva e fichi,
mangiavamo pane e olio nella vigna.
E dipingendo parlavamo della vita.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è diventato cielo.
Francesco mi chiama dall'alto,
  mi chiede come va.
Meglio allora -gli dico-
l'elicriso non l'ho 
 più cercato e
non so se la meridiana segna ancora le ore.
Da sola non ci torno 
sul sentiero che porta a Le Manie.
Mi dà malinconia.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è ormai diventato aria.
E dentro di me è sera.


Francesco Tabusso, artista straordinario, è stato il mio maestro e il mio più caro amico.


venerdì 1 aprile 2016

COME ELEGGUA

Come Eleggua sulla 5° avenida di L'Avana


Io come Eleggua
in un giorno di sole
per cercar di capire
il mistero del piccolo dio
che apre le porte del destino.
Non ho chiavi con me,
  il mio rifugio si affaccia sul mondo.
Cosa accadrà non so
e neppure conosco chi mi aspetta al crocevia,
quale strada prenderò,
chi incontrerò lungo il cammino.
Ho ancora molto da apprendere
e molto da scoprire
di questa vita in rosso ed in nero,
poco da dire e molto da dare
prima che scenda la sera.



lunedì 21 dicembre 2015

INVERNO... FABRIZIO DE ANDRÈ e, piccolissima, io


Inverno
della serie "Quattro stagioni"
acquerello e pastelli a olio su carta Fabriano
2008

E' di certo un peccato d'immodestia
quello di accostare un mio lavoro 
all'opera immensa di Fabrizio De Andrè,
ma il suo "Inverno" fa parte della mia giovinezza
e le sue atmosfere sono entrate 
anche  in questo foglio che ho dipinto da grande,
quando già se n'era andato. 
Lo sguardo assorto della ragazza
è dedicato a lui, alla sua  musica e alla sua  poesia
che hanno segnato la mia vita 
e quella di molti della mia generazione.
Siamo quel che siamo anche grazie
 alle sue note  e alle sue parole.
Gente ancora in ricerca.
Come lo è stato Faber
oltre la fine.


FABRIZIO DE ANDRE' - Inverno (videoclip - audio restaurato ...

https://www.youtube.com/watch?v=T4UFjSGjdlY31 dic 2012 - 4 min - Caricato da MONDO FABER

Inverno

Sale la nebbia sui prati bianchi 
come un cipresso nei camposanti 
un campanile che non sembra vero 
segna il confine fra la terra e il cielo. 

Ma tu che vai, ma tu rimani 
vedrai la neve se ne andrà domani 
rifioriranno le gioie passate 
col vento caldo di un'altra estate. 

Anche la luce sembra morire 
nell'ombra incerta di un divenire 
dove anche l'alba diventa sera 
e i volti sembrano teschi di cera. 

Ma tu che vai, ma tu rimani 
anche la neve morirà domani 
l'amore ancora ci passerà vicino 
nella stagione del biancospino. 

La terra stanca sotto la neve 
dorme il silenzio di un sonno greve 
l'inverno raccoglie la sua fatica 
di mille secoli, da un'alba antica. 

Ma tu che stai, perché rimani? 
Un altro inverno tornerà domani 
cadrà altra neve a consolare i campi 
cadrà altra neve sui camposanti.










giovedì 13 agosto 2015

LA PRIMA STELLA DELLA SERA SU SANT'AMPELIO PER GIANCARLO GOLZI, ANIMA DEI MATIA BAZAR E DEL MUSEO ROSEMBACH


La prima stella della sera su Sant’Ampelio per Giancarlo Golzi

Pastelli a  olio, tempera e grafite su carta

cm 11,5 x 16,5

2015


Quando le presenze della tua giovinezza se ne vanno,
con loro si allontana una parte di te.

storico capitano dei Matia Bazar,
 già allora suonava magistralmente la batteria
ed era parte dei miei amici

e delle mie estati.

Brilli per lui la prima stella della sera

sulla chiesetta di Sant’Ampelio

e sul mare di Bordighera

che tanto amava.


MATIA BAZAR, La prima stella della sera ...


martedì 21 luglio 2015

L'ARRIVO DELLA NUVOLA ROSA SULLA VALLE DI ZAFFIRO


L'arrivo della nuvola rosa sulla Sapphire Valley -(North Carolina)
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta


Arrivò con vento gentile
la nuvola rosa sulla valle di zaffiro
regalando luci nuove ai prati e al cielo.
Con lei,  in punta di piedi,
arrivò la pace
discreta, silenziosa,
bambina.
Fu una sera di pura magia.




mercoledì 15 aprile 2015

SOLE GIRASOLE


Sole girasole 
Maria Giulia Alemanno © per Alegal
particolare dell'opera "Para casar a una persona" 
fotografata in macro da Filippo Gallino


Sole girasole
torna a risplendere per noi
danza, 
danza con Ochun 
la più bella tra le belle,
rotea con la sua gonna
color del miele,
cattura ad uno ad uno
 i bagliori che dipingono l'aria,
fanne caleidoscopi di luce
e a sera ripiegati su te stesso,
 ballerino stanco,
 felice d'unirti alla notte.


venerdì 31 ottobre 2014

DUE RAGAZZI E UNA ZUCCA IN COLLINA



Due ragazzi e una zucca in collina
olio su cartone telato
1980 -2014


Quando eravamo bambini non sapevamo dell'esistenza di Halloween, non tormentavamo la gente con nessun dolcetto scherzetto, ce ne stavamo per conto nostro, magari in piccoli gruppi, a inventare giochi con ciò che di più povero ci capitava sotto mano, gusci di noci e stuzzicadenti per fare barchette o foglie del viale che diventavano cotolette impanate di sabbia, tanto per ricordarne qualcuno.

Le zucche le trovavamo negli orti delle cascine e qualche volta  i grandi ci permettevano di usarle per le nostre fantasie. Era così  che le tagliavamo accuratamente alla base,  le svuotavamo dei semi e della polpa (se erano dolci e farinose le donne di case le utilizzavano per farne minestre e torte. Mai sprecare niente, era l'imperativo e la regola), ed infine le trasformavamo in presenze primitive, incidendo sulla loro pelle parvenze di occhi , nasi e denti diradati. Non c'era un giorno stabilito per farlo, non ricordo una sola notte del 31 ottobre dedicata al nostro rito, capitava spesso in autunno, questo si, ma senza alcun travestimento, nasi finti di gomma, cappelli a punta, maschere  da scheletro, trucchi da vampiro, scope da strega. Niente di tutto questo. 

Eravamo piuttosto civili. 
Eravamo noi stessi.

Non chiamavamo le nostre creature fantasmi ma anime, il che conferiva loro un'aura di tenerezza, comunanza, appartenenza. Anime di chi? Dei nostri antenati, di gente sepolta nei cimiteri vicini, magari dei soldati dell'esercito sabaudo che avevano combattuto i francesi alla rocca di Verrua Savoia. 

Era quella la zona preferita per nostre evocazioni. Appoggiavamo le nostre creature su un muretto e verso sera accendevamo un lume nel loro ventre, affinché nel buio che presto sarebbe calato sulle nostre colline potessero tramutarsi in lanterne magiche della notte. 

Pian piano altri ragazzi, neppure conosciuti, ripetevano lo stesso rituale dai bricchi circostanti e, senza l'ausilio delle  diavolerie di oggi, con estrema naturalezza e semplicità, i nostri pensieri ed i nostri piccoli fuochi s'intrecciavano dando vita ad uno spettacolo corale di delicata poesia.

Questo mio minuscolo dipinto ad olio di tanti anni fa, ora leggermente ripreso, voleva essere il racconto-ricordo di uno di quei momenti di casalinga magia. 

I due ragazzi, forse fratelli, sono immobili, silenziosi. 
Erano tempi di diversi scherzetti e di diversa dolcezza.


lunedì 20 ottobre 2014

VERSO SERA IN GRECIA


 Verso sera in Grecia
china e acquerello su carta a mano
1985

Tutto sonnecchia,
tutto tace
in questa antica sera greca. 
Gli dei si sono ritirati,
il mare è di cristallo azzurro.
In due contempliamo la pace.


giovedì 16 ottobre 2014

QUANDO IL PO SCORRE LENTO


Il Po dalla riva di Verrua Savoia


Quando il Po scorre lento,
accarezzando le sue rive
di collina e di pianura,
anche la nostra vita diventa
 ninna nanna canticchiata ai lati di una culla.
In pennellate leggere scende la sera
  su Verrua e Crescentino.
Sarà rosa anche il mattino?


martedì 17 giugno 2014

TRAMONTO SUL MALECÓN DI L'AVANA




L'Avana . Tramonto sul Malecón


Andando verso Miramar sono questi i colori 
che ti aspettano la sera.
Anche i palazzoni sovietici al fondo del Malecón 
 sono quasi accettabili in controluce. 
I tramonti dei tropici nobilitano tutto,
persino le brutture di un'architettura 
povera ma pretenziosa,
fredda e profondamente aliena.
Nel giardino di casa,
sotto l'albero di mango,
berremo un "trajito de ron"
per brindare alla vita.



mercoledì 28 maggio 2014

E' UNO DI QUEI GIORNI CHE.....


Maria Giulia Alemanno: NON CAMBIANO I PENSIERI IN COLLINA
acquerello e pastelli a olio su carta







  1. ORNELLA VANONI canta "DOMANI EUN ALTRO GIORNO ...

    www.youtube.com/watch?v=-jynHnL_UH822 giu 2011 - 2 min - Caricato da Pino Scognamiglio
    TESTO DELLA CANZONE: Domani è un altro giorno di Ornella Vanoni E' uno di quei ...


ebbene si...

è uno di quei giorni che

mi prende la malinconia

e fino a sera non mi lascia più....

 Così mi faccio cullare da una musica dolce

e da una voce che conforta l'anima.

Non senza un pizzico di speranza.

In fondo lo diceva anche Rossella 0'Hara:

Domani è un altro giorno, si vedrà....