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martedì 29 settembre 2015

RISO E CIELO A SAN GENUARIO


Riso e cielo a San Genuario, frazione di Crescentino (Vercelli)

Nei giorni di vento 
la mia campagna ha il brillio del cristallo.
Cos'altro  posso chiedere alla vita
se già mi è dato godere
di campi dorati e cieli immensi?
Le nubi di settembre sono
 veli da sposa 
di tulle e zucchero filato
distesi su un fondale saturo d'azzurro.
Gli alberi partecipano isolati, discreti,
come si usa da queste parti,
al matrimonio del cielo e della terra.
Si respira una gioia silenziosa
che purifica l'anima.
Ogni passo in risaia è,
 da sempre, 
un canto e una preghiera.

  


lunedì 26 gennaio 2015

TRAME DI VITA A RAWDON SULLA NEVE


Neve a Rawdon - Quebec, Canada
pastelli a olio e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
2013
della serie: Piccoli viaggi di carta

Nei giorni in cui l'aria è di cristallo
i passaggi dell'uomo sulla neve
sono bianche scie di comete
che s'incontrano, 
s'annodano, 
si allontanano.
Come in cielo
così in terra
s'intrecciano
le trame della vita.



mercoledì 7 gennaio 2015

CAMPAGNA D'INVERNO VERSO LA DORA A CRESCENTINO


Campi gelati a Crescentino verso la Dora (Vercelli)
pastelli a olio e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
della serie Piccoli viaggi di carta

Trovo esaltante, 
pittoricamente intendo,
il manto gelato sull'erba
 della mia campagna, in inverno.
Azzurri,
i prati sembrano inventati 
da un artista balzano.
Tutto è cristallo,
fragile,
prezioso,
lucente.



lunedì 20 ottobre 2014

VERSO SERA IN GRECIA


 Verso sera in Grecia
china e acquerello su carta a mano
1985

Tutto sonnecchia,
tutto tace
in questa antica sera greca. 
Gli dei si sono ritirati,
il mare è di cristallo azzurro.
In due contempliamo la pace.


domenica 11 maggio 2014

PICCOLA DAMA CUBANA NATA SU UN FRAMMENTO DI CARTA


PICCOLA DAMA DI CARTA
 su un minuscolo foglio del Taller de Papel Artesanal di L' Avana.
Tecnica mista di Maria Giulia Alemanno.
2010

Ha la consistenza di un sogno questa mia piccola dama nata su un frammento di  carta fatta a mano in quello spazio magico e bellissimo che è il Taller de Papel Artesanal de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana. 
Leggera come ali di mariposa, fragile come un bicchiere di cristallo, pare abbia conosciuto i palazzi coloniali della città vecchia in un tempo lontano.
 Per non perdere il suo pallore nel sole dei tropici, dicono  fosse solita uscire di notte quando la luna scriveva sul mare del Malecón rime d’argento ed illuminava dall’altro lato della baia il santuario della Virgen de Regla.  
Lei, bianca come un fazzoletto di fiandra finemente ricamato,  ignorava che per le donne dalla pelle d’ebano arrivate in catene  dall’Africa, la vergine si chiamava Yemayá ed era la grande madre generatrice dell’universo, regina dell’acqua salata, meravigliosa  e possente.  Ma, pur non sapendo, ne percepiva il richiamo e la forza nel suono delle onde che s’infrangevano, ancor più pallide di lei, sulla riva. 
E ogni sera tornava a guardarle per cercar di capire.