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martedì 21 dicembre 2021

YEMAYA ERA MOLTO ARRABBIATA

 

Mareggiata a Playa - L'Avana, Cuba

Oh sì, Yemaya era molto arrabbiata.
Con chi non era dato sapere.
Forse con Oggun che, sempre più selvatico,
si nascondeva nei boschi
rifiutando ogni forma di contatto;
forse con Olokun che sul fondo dell'oceano
continuava ad agitarsi
come se il mondo dovesse scomparire da un giorno all'altro.
E se avessero avuto ragione entrambi?
Il primo giustamente stanco di un'umanità incapace di relazioni e sentimenti sani?
Il secondo, preveggente,  sapeva che così non poteva andare avanti?
Lei, non solo in superficie, si agitava.
Onde grandi e lunghe si abbattevano sulla riva
esprimendo con un rumore sordo e regolare le sue angosce.
Lo spettacolo, complice il vento, era bello ma terribile.
Chi lo capiva alzava canti alla Grande Madre,
recitava preghiere.
E accendeva candele nel buio di piccole stanze
chiedendo al cielo che  pian piano tornasse a splendere la luce.





sabato 10 luglio 2021

CARA LA MIA CUBA

 


Playa del Este - Cuba

Cara la mia Cuba,
caro il mio mare verdeazzurro,
i fondali di Olokun e Yemayá,
 il cielo di Obatalá,
le sabbia d'oro di Ochùn,
la selva di Oggún e Ochosi,
l'allegria di Elegguá.
Cara la mia Cuba.
Se ne andranno le nuvole,
tornerà il sereno.

mercoledì 27 febbraio 2019

ALLORA CON YEMAYA

Io con Yemaya

Nostalgia di quei momenti.
E bisogno di tornare a vivere con gli Orishas.
Stavo bene in studio con loro.
Erano una buona compagnia...

giovedì 30 giugno 2016

PENSIERO PER ZACHARY SELIG, ORA LASSÙ


Yemaya Achaba
Maestro d'arte e di vita
 partito troppo presto

acrilico su tela 
cm 180 x 115
2007
della serie "Yemayá y sus siete caminos"

Non ci siamo mai incontrati
ma ci conoscevamo da sempre.
Ultimamente lavoravo in studio
 pensando a te,
caro fratello generoso e saggio,
desiderosa di abbracciarti, 
se mai fossi riuscita 
a portare in Messico
 la mia mostra per gli eggun, gli antenati,   
che si va componendo poco a poco.
Sognavo di vedere da vicino i tuoi talismani
dipinti con la tecnica e la magia degli antichi maestri,
 sapevo che mi avresti aiutata 
a conoscere meglio gli orishas e me stessa.
Te ne sei andato all'improvviso l'altra notte. 
Per un attimo
le grandi nuvole del Messico  
devono aver mestamente pianto.
Qui, dall'altra parte del mondo,
sento oggi lo sconforto del viandante 
che ha smarrito la via,
la fatica del procedere
 e una nuova, sconosciuta solitudine.
Accendi tutte le luci lassù,
anima bella, 
illumina il mio cammino
 sorridimi oltre il velo.
Che la terra ti sia lieve, caro Zac,
ed il cielo ti regali tutte le sue stelle.


lunedì 29 febbraio 2016

L'ALTRA FACCIA DELLA VALIGIA

Yemaya sapeva - lato b
olio e tela di sacco su vecchia valigia di cartone


Cosa avveniva nel solar?
Yemaya sapeva....


YEMAYA SIGNORA DELL'ACQUA E DEL SALE


Particolare di Yemaya n.1
acrilico su iuta
cm. 180 x 115
2004

A volte la guardo,
pensosa più di me,
e mi pare che i suoi occhi 
rincorrano le onde
alla ricerca di un porto sicuro.
Ma il suo destino è
di affrontare il mare
dove i naviganti
si confrontano con l'immenso,
amorevole e vigile
come solo una madre sa esserlo.
Tenera e forte signora
dell'acqua e del sale,
grande e coraggiosa
Yemaya.

giovedì 25 febbraio 2016

LA VALIGIA...viaggio nell'immaginario femminile alla CASA DEGLI AFFRESCHI di NOVALESA


Maria Giulia Alemanno: "Yemaya sapeva" lato a
olio e tela di sacco su  vecchia valigia di cartone, 2009

LA VALIGIA...
viaggio nell'immaginario femminile
2009- 2016 ritorno a casa

una mostra itinerante
a cura di Maria Antonietta Claretto

27 febbraio - 20 marzo 2016

CASA DEGLI AFFRESCHI

Via Maestra

NOVALESA (Torino)

Inaugurazione sabato 27 febbraio 2016 ore 15, 30

Con la partecipazione del Gruppo Savoiardo di Novalesa

Orari:
sabato 14-18, domenica 10-12 e 14-18.
Per visite infrasettimanali: tel. 3206347337

 Un appassionato viaggio dell'anima. La valigia come supporto di opere d'arte: un modo originale e romantico di viaggiare nell'immaginario di ciascuna artista che svela ricordi, fantasie, sogni, emozioni e riflessioni su tematiche sociali del nostro tempo.

Hanno realizzato le valigie:

Germana Albertone, Maria Giulia Alemanno, Daniela Allosio,  
Anna Branciari, Carla Bronzino, Graziella Caccia, 
Tegi Canfari, Sara Carbone, Tin Carena,
 
Alda Carletti, Flaviana Chiarotto, Sandra Coluccia,
Elena Copetti, Luisella Cottino, Grazia Corazzini, 
Ana Paula Di Franco, Valeria Di Ponio, Cècile Dossogne, 
Anna Maria Gianguzzo, Moja Giovenale, Enrica Guerra, 
Lia Laterza, Mariella Loro,  Gabriella Malfatti,
Adelma Mapelli, Clara Marchitelli Rosa Clot, Serafina Marranghino, 
Cinzia Mazzone, Maria Paglia Gilardi, Nella Parigi, 
Loretta Pasta, Margherita Petrillo, Daniela Pitton, 
Rosella Quintini,  Dina Russo, Silvana Sabbione,
Egle Scroppo, Lucia Spagnuolo, 
Antida Tammaro. Maria Antonietta Claretto.

Erano partite da Susa nel 2009 le valigie d'artista riunite in una mostra itinerante da Maria Antonietta Claretto, ed in Valle ritornano nella meravigliosa Casa degli Affreschi di Novalesa. Di strada ne hanno fatta tanta, accogliendo consensi ed elogi  in Italia ed in Francia. Sempre nel 2009  sono state esposte a Cassis in Provenza, poi nel 2010 al Museo Pinacoteca di Morrovalle, nella dolcezza del paesaggio maceratese, e di nuovo in Val di Susa a Cascina Roland di Villar Focchiardo dove, narra la leggenda, sostò il paladino Orlando. Nel  2012 vengono ospitate nei prestigiosi spazi di Palazzo Opesso a Chieri, nel 2013 arrivano nella Sala Espositiva del Museo della Città di Collegno e nel 2014 sono riunite a Villa Barrucchello di Porto Sant'Empedocle.
Un’idea, quella  di Maria Antonietta Claretto, che  si è subito rivelata vincente per originalità, forza e poesia, tanto che una della valigie, dal titolo "Yemaya sapeva", contenente una misteriosa storia di Santeria cubana,  è stata scelta nel 2010 per far da sfondo all’edizione estiva della trasmissione di Rai 3 Alle falde del Kilimangiaro condotta da Licia Colò.
Ritornare non significa necessariamente porre fine al viaggio e  anche questa ha tutte le caratteristiche di una sosta rigenerante, in attesa di ripartire. Per l'occasione Maria Antonietta Claretto a nome di tutte le artiste, dona una propria valigia agli Autori Riuniti della Savoia e dell'Arco Alpino, il cui presidente gestisce la Casa degli Affreschi ed il museo che ospiterà la pinacoteca in fase di realizzazione. L'opera non poteva che essere dedicata a Novalesa, scrigno mistico aperto nei secoli  a pellegrini e viandanti,  figure che conoscevano il significato profondo del viaggio  come scoperta del mondo e di se stessi.

sabato 2 gennaio 2016

ALMAS DE MIS TALLERES: MARIA GIULIA ALEMANNO torna a LA HABANA VIEJA con una mostra fotografica


Ragazza in Calle Mercaderes davanti a Yemaya e Ochun
Gennaio 2010


ALMAS DE MIS TALLERES

Una mostra fotografica di 


MARIA GIULIA ALEMANNO



8 - 24  gennaio 2016


MUSEO CASA DE ÁFRICA
de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana


Obrapia No. 157 e/ San Ignacio y Mercaderes 

LA  HABANA VIEJA


Cuba

inaugurazione martedì 5 gennaio, ore 11.00

orari:
da martedì a sabato 9.00 - 17.00
domenica 9.00 - 13.00 

A cura di:
Museo Casa de África
 
Associazione Culturale onlus Elegguà, Torino
in collaborazione con: 

 Federico Brandazzi - Foto 1ne, Crescentino (Vercelli)

Info:

Casa de África:  +537  861 5798
africa@cultural.ohch.cu
Associazione Culturale onlus Elegguà: +39 347 6793929





Uomo con Eleggua - gennaio 2010


Maria Giulia Alemanno, l’artista italiana che ha saputo  interpretare e diffondere lo spirito della Santería, la religione sincretica di origine africana presente in area caraibica, torna ad esporre al Museo Casa de África di La Habana Vieja  in occasione del XX Taller de Antropología Afroamericana organizzato dallo stesso museo che quest'anno festeggia il trentennale della sua fondazione . Un evento di importanza internazionale che, in concomitanza con la nona edizione del Festival de Oralidad Afropalabra, riunisce nella capitale cubana ricercatori, artisti, narratori orali provenienti da ogni parte del mondo per un fitto programma di iniziative disseminate nei luoghi più suggestivi della città. 

Abbandonate per una volta le tele e i pennelli, Maria Giulia Alemanno in ALMAS DE MIS TALLERES  ripropone attraverso la fotografia l’atmosfera e l’intento dei vari convegni a cui ha partecipato, non già  austeri seminari per addetti ai lavori ma emozionanti proiezioni verso l’esterno e verso la gente che, con straordinaria creatività, diventa  a sua volta protagonista.  
                                       
Si tratta di un mosaico di 90 ritratti saturi delle luci dei tropici, istantanee di figure che l’artista ha incontrato in vari anni  lungo le strade di La Habana Vieja durante la festa del Cabildo, quando ad ogni 6 gennaio, si torna a rievocare l’effimera libertà concessa un tempo agli schiavi di origine africana nel Día de Reyes. Elegguá, il dio bambino vestito di rosso e di nero che apre e chiude  le porte del destino, si accompagna alle altre divinità dell’olimpo Yoruba: Yemayá, in bianco e azzurro, Ochún in giallo oro, Oggún, nei toni del verde, Changó, rosso e bianco, Oyá Yansá cangiante di mille colori. Ma ci sono anche personaggi nei costumi patchwork dei diablitos Abakua, figuranti nei panni di dame spagnole e sacerdoti, ragazzi vestiti da campesinos, variopinti artisti di strada ammiccanti dall’alto dei trampoli. E al centro di tutti Adelaida, la storica reina, figura notissima a L’Avana, signora indiscussa della festa, fiera e misteriosa, carica di collane santere. Di ognuno di loro Maria Giulia Alemanno coglie soprattutto l’intensità dello sguardo, quasi a voler sfogliare un album di ritratti interiori, ritratti di anime appunto, ottenuti senza alcun compiacimento estetico nè filtri, nè  programmi di fotoritocco. L’anima deve svelarsi così com’è,  nella sua nuda essenza.

La sequenza è scandita dai volti di figure che hanno avuto un ruolo fondamentale nella straordinaria avventura dell’artista italiana a Cuba, dove dal 2004 ad oggi  ha esposto in undici mostre personali, tra cui "Mis Orishas" al Museo Alejando de Humbold e "Yemayá y sus siete caminos" alla Casa Museo de la Obra Pía di L’Avana.  Ricordiamo in particolare, insieme al pittore Antonio Canet,  Alberto Granado Duque, il direttore del Museo Casa de África che ha fin da subito creduto al valore interculturale della ricerca di Maria Giulia Alemanno, Lázara Rodríguez Alemán, giornalista battagliera, Rafael Suao Lazu, animatore del Taller de Papel Artesanal,  Francisco Gordillo, visionario pittore di Santería, Mirta Portillo Barnet, narratrice di storie fantastiche, il critico d’arte Massimo Olivetti che l’ha sempre seguita ed incoraggiata, Gian Luigi ed Alessandro Nicola, i restauratori italiani che hanno montato le grandi tele di Yemayá alla Obra Pía, lo scenografo Gino Pellegrini con cui nel 2010 ha realizzato la performance "Entre tierra y cielo. Canto pictórico a los Orishas" nella cornice coloniale della Plaza Vieja. 


ALMAS DE MIS TALLERES, visitabile dall' 5 al 24 gennaio 2016, è dedicata ad Alberto Granado, il miglior amico di Ernesto Che Guevara, che continua a vivere nel cuore di Maria Giulia Alemanno come un padre amato ed un prezioso modello di ideali e di vita. 



sabato 3 ottobre 2015

SANTERA DI YEMAYA AD OCCHI CHIUSI NEL CHIUSO DI UNA STANZA



Santera de Yemayá pensando

inchiostro di china su carta

pennello e penna di bambù

2015

Ad occhi chiusi, 

nel chiuso di una stanza azzurra,

Blanca, santera di Yemayá,
 rincorreva i propri pensieri

in acque burrascose e mulinelli di vento.
 
Por suerte le era accanto una sirena.

 Conosceva gli abissi degli umani,

  
  mitigava sconforto e  solitudine.

Da sola non ce l’avrebbe fatta

a sfidare le tempeste della vita.
La Grande Madre e la sua ancella

le regalavano la forza delle onde,

e lei, lasciandosi trasportare, 

giungeva a spiagge tranquille.
Solo allora apriva gli occhi

alla luce della luna o del sole.

lunedì 7 settembre 2015

BREVE PREGHIERA PER YEMAYÁ

  Yemaya
acrilico su tela di sacco
180 x 115 cm
2005
© Maria Giulia Alemanno
All rights reserved


Oggi è il tuo giorno
dolce Yemaya,
grande madre di noi
piccoli mortali.
Tu che regni su tutti i mari
fa che non ci siano più naufragi
ma soltanto spiagge tranquille
e porti di pace.

domenica 25 gennaio 2015

SGUARDO DI YEMAYA


Sguardo di Yemaya
 particolare di
"My name is Freedom n.2"
tecnica mista su carta Fabriano di Maria Giulia Alemanno 
2013/14


Qualche pensiero doveva turbare Yemaya
se il suo sguardo era  triste e lontano.
Ormai troppo spesso si trovava a lottare 
contro la furia  del mare in burrasca
e col tempo, anche  lei, seppure divina,
stava perdendo le forze e la speranza.
Erano in fondo umani 
gli dei dell'Olimpo Yoruba,
a volte più fragili  dei bambini,
sgomenti ed impotenti 
di fronte ai capricci del fato
e alle follie della natura.


mercoledì 12 novembre 2014

QUANDO YEMAYA NUOTÒ IN UN LAGO D'ORO


Yemaya in un lago d'oro
elaborazione di un particolare di"Yemaya pensando"
cm 20 x 34
inchiostro di china su carta/ pennello e penna di bambù
2014





Stanca di nuotare in tutte le sfumature dell'azzurro,
Yemaya chiese alla sorella Oshun
di farle conoscere acque di diverso colore. 
Oshun l'accompagnò allora lungo un fiume 
che tagliava come lama la selva.
Subito il verde della foresta di Oggun e di Osain
 accolse i loro passi che avvolse in bellezza primitiva.
Fu un percorso alchemico quello delle due dee, 
irto di difficoltà, a tratti estenuante.

Quanta fatica per raggiungere il lago d'oro

che solo Oshun conosceva! 
Ma quando vi giunsero all'imbrunire,
Yemaya non credette ai propri occhi.
Le acque di Oshun erano ora  miele,
ora rame, ora fuoco incandescente.
Nessuna traccia d'azzurro.
Solo ORO, ORO, ORO.
Yemaya vi si immerse con lentezza,
come per indossare un prezioso abito da regina.
 Erano calde le acque di sua sorella,
misteriose, rare.
La cotorra 
le diede il benvenuto
 intonando un canto con voce umana,
si affrettò a salutarla con veloce battito d'ali,
 lucidò per lei le sue piume da bandiera cubana.
E la Grande Madre iniziò pian piano a nuotare 
accarezzata da una leggera increspatura,
mentre il sole aranciato e lontano 
scendeva veloce nel suo mare.

*  





sabato 13 settembre 2014

Al MUSEO EBRAICO di GENOVA la figura femminile nell'ebraismo nella mostra IL CANTICO DEI CANTICI

Maria Giulia Alemanno: YEMAYA GRANDE MADRE
 acrilico e tempera su iuta grezza
cm 180 x 115
2004 
MUSEO EBRAICO  
via Bertora 6
GENOVA
in occasione della

Giornata europea della cultura ebraica






inaugura
domenica 14 settembre 2014 alle ore 11.00
la mostra
IL CANTICO DEI CANTICI

ispirata al poema biblico 
e dedicata alla figura femminile nell’ebraismo
a cura del Prof. Aldo Maria Pero
Opere di

Maria Giulia Alemanno
Ionel Alexandrescu
Gianni Bellini
matthias Brandes
Lorenzo castello
Giannella Darbo
Elio de Luca
Giovanni Faccioli
Marina Falco Foa
Mimmo Fiorelli
Renato Galbusera
Antonio Gigante
Gianfranco Giorni
Margherita Levo Rosenberg
Sylvia Loew
Marina Monzeglio
Roberto Morandin
Mino Parodi
Massimo Piazza
Gian Maria Potenza
Tobia Ravà
Andrea Stella
Daniele Sulèwic
Carla Tolomeo
Elisabetta Trevisan

Info : Museo Ebraico di Genova - tel. 010 8391513