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venerdì 1 aprile 2016

COME ELEGGUA

Come Eleggua sulla 5° avenida di L'Avana


Io come Eleggua
in un giorno di sole
per cercar di capire
il mistero del piccolo dio
che apre le porte del destino.
Non ho chiavi con me,
  il mio rifugio si affaccia sul mondo.
Cosa accadrà non so
e neppure conosco chi mi aspetta al crocevia,
quale strada prenderò,
chi incontrerò lungo il cammino.
Ho ancora molto da apprendere
e molto da scoprire
di questa vita in rosso ed in nero,
poco da dire e molto da dare
prima che scenda la sera.



lunedì 29 febbraio 2016

YEMAYA SIGNORA DELL'ACQUA E DEL SALE


Particolare di Yemaya n.1
acrilico su iuta
cm. 180 x 115
2004

A volte la guardo,
pensosa più di me,
e mi pare che i suoi occhi 
rincorrano le onde
alla ricerca di un porto sicuro.
Ma il suo destino è
di affrontare il mare
dove i naviganti
si confrontano con l'immenso,
amorevole e vigile
come solo una madre sa esserlo.
Tenera e forte signora
dell'acqua e del sale,
grande e coraggiosa
Yemaya.

venerdì 7 agosto 2015

I MIEI FIORI DI HIBISCUS GIALLI


Il mio hibiscus


E' un tipo assai ordinato
il mio hibiscus giallo.
I suoi fiori sbocciano allineati
come soldatini in divisa da parata
giallo splendente,
la spada dei pistilli sguainata.
Al centro un cuore rosso palpitante
e un, due, tre,
in marcia verso un destino
che dura un solo giorno.
Al mattino li trovo a testa bassa
come fraticelli penitenti,
i petali stropicciati,
l'aria dimessa.
Ancora allineati
ma mesti,
forse assorti in preghiera.



domenica 29 marzo 2015

DUE AMICHE

Due amiche
acquerello liquido su frammento di carta
cm 7,5 x 16 circa
2015

Avevano ancora molto da dirsi
benché il destino avesse bruscamente
 interrotto il loro fitto dialogo.
Continuavano a farlo in altra dimensione,
come un tempo solidali e pensierose.
 Nulla era cambiato dai giorni della giovinezza,
se non che ora 
 pensieri e parole s'intrecciavano
 nell'infinito nulla.

venerdì 11 luglio 2014

SIRENA SU UN PICCOLO ALTARE DI SANTERIA



Sirena sul piccolo altare di Santeria
inchiostro di china e acquerello su carta Fabriano


Non poteva mancare sul piccolo altare della casa di Mirta,
santera di Yemaya' da oltre vent'anni, 
una sirena dalla coda bifida.
L'aveva comprata da un venditore ambulante 
sul Malecón di L'Avana,
in un pomeriggio di aria bassa e mare piatto,
uno di quei momenti in cui il caldo ti si spalma sul corpo
togliendoti la forza persino di pensare.
Ecco perché si era fermata davanti alle povere cose del vecchio,
dignitosamente disposte su di un telo azzurro.
Lo aveva fatto per riprendere fiato, 
prima di raggiungere 
la sua unica stanza in Calle San Francisco,
dove non vedeva l'ora di sdraiarsi e dormire.
Fu la sirenetta a chiamarla.
"Portami con te
- iniziò a canticchiare con una cantilena 
che sembrava salire dall'acqua-
portami con te, portami con te, por favor...."
A Mirta parve di risentire il ritornello 
di una canzoncina familiare,
un richiamo che arrivava dalla sua infanzia,
quando con altri bambini giocava in strada
inventandosi il mondo.
Non riuscì a sottrarsi all'incanto.
La comprò per pochi centavos
senza neppure contrattare,
dacché il destino del vecchio 
non era mai stato quello di diventare ricco.
In una manciata di secondi la statuetta fu sua.
Già sapeva dove collocarla:
 sul suo altarito,
dove le avrebbero fatto buona compagnia
un piccolo veliero, un riccio e una stella marina
che Yemaya' le aveva fatto trovare come regalo
 sulla spiaggia di Santa María, 
dopo una violenta mareggiata.
E lì la depose, riservandole il posto d'onore.
Le due code cangianti, che facevano da sostegno
 conferivano alla sirenetta una naturale eleganza.
Mirta ne andava fiera, 
come se avesse acquistato dal vecchio venditore
un grande tesoro.
Ed in effetti per lei lo era,
perché aveva il valore immenso
di ciò che si ama.