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giovedì 6 settembre 2018

YEMAYA PER LA TUA FESTA...

Yemaya Asesu
del ciclo "Yemaya y sus siete caminos"
 acrilico su tela
cm 180 x 115
2006

Per la tua festa
uomini ed acque esultano.
Dolce, potente,
miracolosa
Yemaya.

mercoledì 21 dicembre 2016

LAS MUERTERAS Y LOS ANCESTROS di MARIA GIULIA ALEMANNO in mostra a L'AVANA

Maria Giulia Alemanno: Obba, Yewa e tre santere
acrilici e pastelli acquerellabili  su tela
2016

Maria Giulia Alemanno
LAS MUERTERAS Y LOS ANCESTROS
Museo Casa de África
de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana
Obra Pí­a n. 157 e/ San Ignacio y Mercaderes

4 - 22  gennaio 2017
LA HABANA VIEJA
Cuba
Inaugurazione 4 gennaio, ore 10.00

orari:
  da martedì a sabato: 10:15  - 17:45
domenica: 9:15 - 12:45
chiuso il lunedì
Info:
+39 3393484147 (Italia)
+53 7 861 5798 (Cuba)
http://www.mariagiulia-alemanno.com
africa@cultural.ohch.cu
onlus.eleggua@hotmail.it

con il Patrocinio de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana
in collaborazione con 
Sezione Italiana del Comitato Imprenditoriale Cuba-Italia - CICI
 e Associazione Culturale onlus Elegguà


Parte integrante del XXI° Convegno Scientifico di Antropologia Sociale e Culturale Afroamaericana organizzato dal Museo Casa de África de la Oficina del Historiador de La Ciudad de La Habana,  LAS MUERTERAS Y LOS ANCESTROS a cura del critico d'arte Massimo Olivetti è il titolo della tredicesima mostra personale di Maria Giulia Alemanno a Cuba, un’avventura cominciata nel 2004 con “Santería”, un corpo di trenta opere esposte nel Convento di San Francisco nel cuore di La Habana Vieja, e mai interrotta. Costante è stata da allora la ricerca dell’artista italiana nel variegato mondo della cultura afrocubana. Attratta dai colori e dalle narrazioni, è la sola pittrice europea ad aver dipinto gli Orishas dell’olimpo Yoruba su tele di grandi dimensioni libere dalla costrizione del telaio, un’opera corale ed imponente destinata ad arricchirsi di nuove presenze.

In questo percorso “Las Muerteras y los ancestros” non è una sosta ma un approfondimento. Oyá Yansá, Yewá e Obba, le tre divinità femminili dell’Olimpo Yoruba guardiane del cimitero, compaiono qui in una nuova versione sempre di grande formato, arricchite di attributi simbolici e circondate da ritratti immaginari e reali  attraverso cui si descrivono lo sradicamento e le sofferenze di un’umanità deportata per il lavoro servile, e nei secoli la tenace sopravvivenza di miti e rituali per preservare memorie, ricordi ed identità tramite il culto degli antenati. Il tema rimanda  all’attualità del dramma dei migranti in fuga dalle guerre e dalla miseria verso l’Europa, legando tragicamente passato e presente.

Sono soprattutto volti di schiavi giunti in catene sull’isola di Cuba come in tutto il continente americano, uomini, donne e bambini per generazioni privati di ogni diritto, figure dolenti che ci osservano con occhi senza luce chiedendoci di non dimenticare. Tutti emergono da un fondo bianco come fantasmi di cui, seppur privi di fisicità,  avvertiamo la forza e la presenza. I corpi si perdono  nella tela in linee e pennellate leggere mentre i tratti del viso sono definiti e gli incarnati segnati da luci e da ombre.  Tra di loro Maria Giulia Alemanno  ha voluto inserire quattro ritratti di antenati significativi per la Santería cubana, ricavati da fotografie sfuocate che  l’hanno costretta a cercarne l’anima profonda: Remigio Herrera Adeshina Obara Meyi, Fermina Gómez, Ma Monserrate González  Obá Tero, Tiburcia Sotolongo Oshún Mewa, quest’ultima “incontrata” in una rara immagine giovanile. E’ questa la dimensione umana ed artistica che più le interessa, lontana dalla riproduzione fedele dell’iper-realismo ed invece molto vicina a quel realismo magico figlio dell’America Latina che attraversa e indaga i territori al confine del sogno.

 Ad un ritratto in particolare Maria Giulia Alemanno è affettivamente legata. E’ quello di Vitalia Oviedo, “la cuentera de La Habana Vieja” che l’artista ha incontrato tante volte durante i Convegni di Antropologia del Museo Casa de África, e alle cui intense narrazioni orali sulla schiavitù è ispirata la mostra. A lei, che è ora parte del venerato mondo degli antenati, è dedicata Las Muerteras y los Ancestros, trentatre opere in acrilico e pastelli acquerellabili su tela, racconto per immagini di mille dolori.


Maria Giulia Alemanno
Note biografiche
e mostre principali

artista, critico d’arte, giornalista, è stata allieva e collaboratrice del maestro Francesco Tabusso.
Oltre che in Italia, le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, Canada, Messico, Spagna, Argentina e Cuba. Vive e lavora a Torino, dov'è nata, e a Crescentino tra le risaie del vercellese. Da lì é partita per molti viaggi fino a giungere a Cuba dove ha avuto inizio la sua ricerca nel mondo della Santería, il culto sincretico radicato nell'isola caraibica, a cui nel 2003 dedica cinque mostre personali in Piemonte.
A Cuba, espone nel 2004 un corpo di trenta opere nel Convento di San Francisco a L'Avana e nel 2005 al Museo Alejandro de Humboldt il grande ciclo pittorico “MIS ORISHAS. E' dello stesso anno la personale alla Thomson House di Montreal.  Nel gennaio 2007 il Museo Casa de la Obrapía di L’Avana ospita  “YEMAYA Y SUS SIETE CAMINOS”, dedicata alla Grande Madre, signora dell’acqua di mare. In seguito la mostra approda al Museo Morro Cabaña, all'Istituto Nazionale di Antropologia e alla Galleria Concha Ferrant di Guanabacoa .
Nello stesso anno il ciclo “ Mis Orishas” viene esposto nelle sale di Villa Burba a Rho (Milano) ed al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.
E’ del 2008 la personale negli spazi de la Unión del los Artistas Cubanos de Matanzas.  Nel 2009 espone a  Palazzo Primavera a Terni.
Nel Gennaio 2010 con lo scenografo Gino Pellegrini  realizza la performance “ENTRE TIERRA Y CIELO, canto pictórico a los Orishas” nella Plaza Vieja di L’Avana ed espone cinque divinità santere nelle sale del Museo Casa de África.
Ad aprile dello stesso anno  le viene assegnato il Premio Internazionale di Pittura ITALIA ARTE a Villa  Gualino, mentre una sua valigia d’ispirazione afro cubana diventa in estate parte centrale della scenografia della trasmissione di Rai 3 “Alle Falde del Kilimangiaro.”
Nel novembre 2011 espone al Museo di Scienze Naturali di Torino  sei grandi dipinti santeri nell’ambito della mostra “OMAGGIO ALL’ITALIA DELL’ARTE. Identità e differenze” nell’opera di 8 artisti torinesi”.
2013: PICCOLI  VIAGGI DI CARTA – Centro Studi cultura e Società di Torino. Personale
2014: Scenografia per lo spettacolo DONNA COME TI CHIAMI? al Teatro Auditorium  Viotti di Fontanetto Po ed in contemporanea, nel foyer, “LE INQUIETE”, mostra personale. 
2015: FORME E COLORI -Artisti a Bossolasco, terza edizione, due sale nella casa che fu di Enrico Paulucci.  Personale
2016: ALMAS DE MIS TALLERES – mostra fotografica al Museo Casa de África in occasione del XX° Taller de Antropología Social y Cultural –La Habana


Biografia completa nel sito personale:

lunedì 29 febbraio 2016

YEMAYA SIGNORA DELL'ACQUA E DEL SALE


Particolare di Yemaya n.1
acrilico su iuta
cm. 180 x 115
2004

A volte la guardo,
pensosa più di me,
e mi pare che i suoi occhi 
rincorrano le onde
alla ricerca di un porto sicuro.
Ma il suo destino è
di affrontare il mare
dove i naviganti
si confrontano con l'immenso,
amorevole e vigile
come solo una madre sa esserlo.
Tenera e forte signora
dell'acqua e del sale,
grande e coraggiosa
Yemaya.

sabato 2 gennaio 2016

ALMAS DE MIS TALLERES: MARIA GIULIA ALEMANNO torna a LA HABANA VIEJA con una mostra fotografica


Ragazza in Calle Mercaderes davanti a Yemaya e Ochun
Gennaio 2010


ALMAS DE MIS TALLERES

Una mostra fotografica di 


MARIA GIULIA ALEMANNO



8 - 24  gennaio 2016


MUSEO CASA DE ÁFRICA
de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana


Obrapia No. 157 e/ San Ignacio y Mercaderes 

LA  HABANA VIEJA


Cuba

inaugurazione martedì 5 gennaio, ore 11.00

orari:
da martedì a sabato 9.00 - 17.00
domenica 9.00 - 13.00 

A cura di:
Museo Casa de África
 
Associazione Culturale onlus Elegguà, Torino
in collaborazione con: 

 Federico Brandazzi - Foto 1ne, Crescentino (Vercelli)

Info:

Casa de África:  +537  861 5798
africa@cultural.ohch.cu
Associazione Culturale onlus Elegguà: +39 347 6793929





Uomo con Eleggua - gennaio 2010


Maria Giulia Alemanno, l’artista italiana che ha saputo  interpretare e diffondere lo spirito della Santería, la religione sincretica di origine africana presente in area caraibica, torna ad esporre al Museo Casa de África di La Habana Vieja  in occasione del XX Taller de Antropología Afroamericana organizzato dallo stesso museo che quest'anno festeggia il trentennale della sua fondazione . Un evento di importanza internazionale che, in concomitanza con la nona edizione del Festival de Oralidad Afropalabra, riunisce nella capitale cubana ricercatori, artisti, narratori orali provenienti da ogni parte del mondo per un fitto programma di iniziative disseminate nei luoghi più suggestivi della città. 

Abbandonate per una volta le tele e i pennelli, Maria Giulia Alemanno in ALMAS DE MIS TALLERES  ripropone attraverso la fotografia l’atmosfera e l’intento dei vari convegni a cui ha partecipato, non già  austeri seminari per addetti ai lavori ma emozionanti proiezioni verso l’esterno e verso la gente che, con straordinaria creatività, diventa  a sua volta protagonista.  
                                       
Si tratta di un mosaico di 90 ritratti saturi delle luci dei tropici, istantanee di figure che l’artista ha incontrato in vari anni  lungo le strade di La Habana Vieja durante la festa del Cabildo, quando ad ogni 6 gennaio, si torna a rievocare l’effimera libertà concessa un tempo agli schiavi di origine africana nel Día de Reyes. Elegguá, il dio bambino vestito di rosso e di nero che apre e chiude  le porte del destino, si accompagna alle altre divinità dell’olimpo Yoruba: Yemayá, in bianco e azzurro, Ochún in giallo oro, Oggún, nei toni del verde, Changó, rosso e bianco, Oyá Yansá cangiante di mille colori. Ma ci sono anche personaggi nei costumi patchwork dei diablitos Abakua, figuranti nei panni di dame spagnole e sacerdoti, ragazzi vestiti da campesinos, variopinti artisti di strada ammiccanti dall’alto dei trampoli. E al centro di tutti Adelaida, la storica reina, figura notissima a L’Avana, signora indiscussa della festa, fiera e misteriosa, carica di collane santere. Di ognuno di loro Maria Giulia Alemanno coglie soprattutto l’intensità dello sguardo, quasi a voler sfogliare un album di ritratti interiori, ritratti di anime appunto, ottenuti senza alcun compiacimento estetico nè filtri, nè  programmi di fotoritocco. L’anima deve svelarsi così com’è,  nella sua nuda essenza.

La sequenza è scandita dai volti di figure che hanno avuto un ruolo fondamentale nella straordinaria avventura dell’artista italiana a Cuba, dove dal 2004 ad oggi  ha esposto in undici mostre personali, tra cui "Mis Orishas" al Museo Alejando de Humbold e "Yemayá y sus siete caminos" alla Casa Museo de la Obra Pía di L’Avana.  Ricordiamo in particolare, insieme al pittore Antonio Canet,  Alberto Granado Duque, il direttore del Museo Casa de África che ha fin da subito creduto al valore interculturale della ricerca di Maria Giulia Alemanno, Lázara Rodríguez Alemán, giornalista battagliera, Rafael Suao Lazu, animatore del Taller de Papel Artesanal,  Francisco Gordillo, visionario pittore di Santería, Mirta Portillo Barnet, narratrice di storie fantastiche, il critico d’arte Massimo Olivetti che l’ha sempre seguita ed incoraggiata, Gian Luigi ed Alessandro Nicola, i restauratori italiani che hanno montato le grandi tele di Yemayá alla Obra Pía, lo scenografo Gino Pellegrini con cui nel 2010 ha realizzato la performance "Entre tierra y cielo. Canto pictórico a los Orishas" nella cornice coloniale della Plaza Vieja. 
ALMAS DE MIS TALLERES, visitabile dall' 5 al 24 gennaio 2016, è dedicata ad Alberto Granado, il miglior amico di Ernesto Che Guevara, che continua a vivere nel cuore di Maria Giulia Alemanno come un padre amato ed un prezioso modello di ideali e di vita. 



giovedì 26 novembre 2015

PICCOLA YEMAYA NEL MARE DI PLAYA SANTA MARÍA


Mar de Playa Santa María -Cuba


Piccola, piccola
ma pronta ad affrontare la forza delle onde,
Yemayá Konlá sognava di sfidare tempeste e burrasche
su grandi velieri dipinti dagli arcobaleni di Ochumare.
Giocava per ore con la sabbia e con la spuma 
 aspettando serena l'arrivo delle alghe e dei coralli
con cui, seppur bambina, già amava agghindarsi.
E sempre, portando all'orecchio 
le conchiglie dal ventre rosa che le regalava la marea,
ascoltava il richiamo remoto dell'Africa
che insistente la invitava a tornare. 



mercoledì 28 ottobre 2015

UN DRAPPO DI SETA ARANCIO E ORO PER OCHUN

Ochun 
tempera e acrilico su tela di sacco
cm 180 x 115
2004

Così era, ancora costretta in un telaio,
la mia Ochun, prima di volare con altri undici Orishas
a L'Avana, 
dove sarebbe stata esposta 
nella cornice coloniale
 della Casa Museo Alejandro de Humboldt
nel gennaio del 2005.
Su una sedia avevo appoggiato un drappo di seta
arancio e oro, 
forse per esaltarne lo splendore.
Pura luce,
incanto,
meraviglia
dell' Africa lontana
da me,
in terra di risaia.



domenica 25 gennaio 2015

SGUARDO DI YEMAYA


Sguardo di Yemaya
 particolare di
"My name is Freedom n.2"
tecnica mista su carta Fabriano di Maria Giulia Alemanno 
2013/14


Qualche pensiero doveva turbare Yemaya
se il suo sguardo era  triste e lontano.
Ormai troppo spesso si trovava a lottare 
contro la furia  del mare in burrasca
e col tempo, anche  lei, seppure divina,
stava perdendo le forze e la speranza.
Erano in fondo umani 
gli dei dell'Olimpo Yoruba,
a volte più fragili  dei bambini,
sgomenti ed impotenti 
di fronte ai capricci del fato
e alle follie della natura.


martedì 11 novembre 2014

ELEGGUA NEL BIANCO


Elegguá nel bianco
elaborazione dell'opera originale su tela di sacco, cm 180 x 115, 
per la presentazione della mostra personale  di Maria Giulia Alemanno 
alla Thomson House di Montreal nell'autunno 2005


Era una giornata uggiosa.
 Sicché Elegguà, 
che non tollerava gli inviti alla depressione,
decise di trasformare il grigio in bianco
 e si mise a danzare,
a danzare
e ancora a danzare
finche da dietro una nuvola
fece capolino il sole.



sabato 28 giugno 2014

ASABI PICCOLA DEA INQUIETA





 Asabi piccola dea
acquerello liquido su carta
pennello e penna di bambù
cm. 30 x 21
2014
della serie Donne di Carta - Le inquiete
esposte nel marzo 2014 
nel Foyer del Teatro Viotti di Fontanetto Po, (Vercelli)



Piccola Asabi,
 occhi di cerbiatto 
e gambe di gazzella.
Quanti dei hai incontrato nella savana?
Quante dee ti hanno protetta in foresta?


Asabi piccola dea
opera e testo 

acquerello liquido su carta
pennello e penna di bambù
cm. 30 x 21 / cm 50 x 40
2014



sabato 24 maggio 2014

SOTTO LE FRONDE DI IROKO

Autoritratto con IROKO, la Ceiba
acrilico su tela di sacco
cm 180 x 115
2007

Ci si sente protetti sotto le fronde di Iroko,
la ceiba, rifugio di tutti gli dei 
dell'Olimpo Yoruba.
Ci si siede e si pensa
a come affrontare la vita,
provando a sorridere,
pensando che si è parte di un flusso
da cui è saggio lasciarsi portare.