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martedì 21 dicembre 2021

YEMAYA ERA MOLTO ARRABBIATA

 

Mareggiata a Playa - L'Avana, Cuba

Oh sì, Yemaya era molto arrabbiata.
Con chi non era dato sapere.
Forse con Oggun che, sempre più selvatico,
si nascondeva nei boschi
rifiutando ogni forma di contatto;
forse con Olokun che sul fondo dell'oceano
continuava ad agitarsi
come se il mondo dovesse scomparire da un giorno all'altro.
E se avessero avuto ragione entrambi?
Il primo giustamente stanco di un'umanità incapace di relazioni e sentimenti sani?
Il secondo, preveggente,  sapeva che così non poteva andare avanti?
Lei, non solo in superficie, si agitava.
Onde grandi e lunghe si abbattevano sulla riva
esprimendo con un rumore sordo e regolare le sue angosce.
Lo spettacolo, complice il vento, era bello ma terribile.
Chi lo capiva alzava canti alla Grande Madre,
recitava preghiere.
E accendeva candele nel buio di piccole stanze
chiedendo al cielo che  pian piano tornasse a splendere la luce.





mercoledì 7 marzo 2018

PER L'8 MARZO HO DIPINTO UNA SECONDA PANCHINA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Maria Giulia Alemanno
INSIEME CONTRO LA VIOLENZA
Panchina n.2
 realizzata per la Croce Rossa Italiana- Comitato di Crescentino - Sportello di Ascolto Antiviolenza
 con la collaborazione del decoratore Mario Bottino

Poche parole e tante pennellate
per dire basta ai femminicidi e alle violenza
contro le donne in ogni parte del mondo.
E' così che, per molte ore in silenzio,
 ho dipinto la mia seconda panchina,
non rossa ma blu,
il colore simbolico della Grande Madre.
Una fila di volti e di sguardi
che chiedono aiuto.
Sarà inaugurata sabato 9 marzo alle ore 11.00
a Fontanetto Po,
il piccolo paese
culturalmente molto attivo
in terra di risaia
che ha dato i natali al compositore
autore della Marsigliese, 
grande inno di libertà.

mercoledì 12 novembre 2014

QUANDO YEMAYA NUOTÒ IN UN LAGO D'ORO


Yemaya in un lago d'oro
elaborazione di un particolare di"Yemaya pensando"
cm 20 x 34
inchiostro di china su carta/ pennello e penna di bambù
2014





Stanca di nuotare in tutte le sfumature dell'azzurro,
Yemaya chiese alla sorella Oshun
di farle conoscere acque di diverso colore. 
Oshun l'accompagnò allora lungo un fiume 
che tagliava come lama la selva.
Subito il verde della foresta di Oggun e di Osain
 accolse i loro passi che avvolse in bellezza primitiva.
Fu un percorso alchemico quello delle due dee, 
irto di difficoltà, a tratti estenuante.

Quanta fatica per raggiungere il lago d'oro

che solo Oshun conosceva! 
Ma quando vi giunsero all'imbrunire,
Yemaya non credette ai propri occhi.
Le acque di Oshun erano ora  miele,
ora rame, ora fuoco incandescente.
Nessuna traccia d'azzurro.
Solo ORO, ORO, ORO.
Yemaya vi si immerse con lentezza,
come per indossare un prezioso abito da regina.
 Erano calde le acque di sua sorella,
misteriose, rare.
La cotorra 
le diede il benvenuto
 intonando un canto con voce umana,
si affrettò a salutarla con veloce battito d'ali,
 lucidò per lei le sue piume da bandiera cubana.
E la Grande Madre iniziò pian piano a nuotare 
accarezzata da una leggera increspatura,
mentre il sole aranciato e lontano 
scendeva veloce nel suo mare.

*  





sabato 13 settembre 2014

Al MUSEO EBRAICO di GENOVA la figura femminile nell'ebraismo nella mostra IL CANTICO DEI CANTICI

Maria Giulia Alemanno: YEMAYA GRANDE MADRE
 acrilico e tempera su iuta grezza
cm 180 x 115
2004 
MUSEO EBRAICO  
via Bertora 6
GENOVA
in occasione della

Giornata europea della cultura ebraica






inaugura
domenica 14 settembre 2014 alle ore 11.00
la mostra
IL CANTICO DEI CANTICI

ispirata al poema biblico 
e dedicata alla figura femminile nell’ebraismo
a cura del Prof. Aldo Maria Pero
Opere di

Maria Giulia Alemanno
Ionel Alexandrescu
Gianni Bellini
matthias Brandes
Lorenzo castello
Giannella Darbo
Elio de Luca
Giovanni Faccioli
Marina Falco Foa
Mimmo Fiorelli
Renato Galbusera
Antonio Gigante
Gianfranco Giorni
Margherita Levo Rosenberg
Sylvia Loew
Marina Monzeglio
Roberto Morandin
Mino Parodi
Massimo Piazza
Gian Maria Potenza
Tobia Ravà
Andrea Stella
Daniele Sulèwic
Carla Tolomeo
Elisabetta Trevisan

Info : Museo Ebraico di Genova - tel. 010 8391513

mercoledì 14 maggio 2014

YEMAYÁ NEL MARE DI SANTA MARÍA


Mare di Santa María - Cuba


Anche quando agitato 
che consolazione il Mar de Santa María!

Lì vive, Yemayá, la Grande Madre, 
vestita di tutte le sfumature dell’azzurro.

Pare che protegga col suo manto.

Pare che regali pace. 

Che dolce il Mar de Santa María!

lunedì 12 maggio 2014

IL PICCOLE ELEGGUA' SOSTAVA IN UN ANGOLO IN PENSIERO





Piccolo Eleggua in pensiero © Maria Giulia Alemanno
Olio su cartone telato - 2007

Il Piccolo Eleggua sostava in un angolo, silenzioso dopo il grande rito in un cortile di Calle Mercaderes.  Era stanco  non  per il ballo frenetico che gli aveva assorbito l’anima e il corpo, ma per la leggera malinconia che d’improvviso l’aveva avvolto come il mantello viola di Babalu Aye, costringendolo a cancellare per un attimo la gioia della festa. Dietro i vitrales azzurro mare, più trasparenti dei fondali di Yemaya, l’aspettava sua madre, gravata dalla vita e sola. Perchè Cuba era anche questo, lo sapeva bene. Ed erano tante le madri che nel silenzio di piccole stanze, chiedevano agli orishas, radunati in minuscoli altari domestici,  serenità e salute  per sè ed i propri figli.
La sua gli aveva cucito, con stoffe di recupero, l’abito rosso e nero delle cerimonie, gli aveva addobbato di nastri il bastone, gli aveva persino comprato da un rigattiere di calle Obispo le piccole chiavi d’argento perchè potesse aprire più facilmente le porte di un  destino più roseo per lui ed il resto della famiglia. Ma per ora la serratura della vita era ancora troppo arrugginita perchè le chiavi potessero funzionare secondo i suoi desideri. Bisognava avere pazienza, non perdersi d’animo, sperare.
Il piccolo Elegguà tornò a danzare. Seguendo l’istinto girò a destra verso il Convento di San Francisco, attraversò la strada, raggiunse il porto. Si soffermò a guardare il mare di Yemaya, azzurro cupo, potente, meraviglioso. Infine lanciò una monetina, luccicante, leggera. L’acqua l’accolse come s’accoglie un dono gradito.
Il piccolo Elegguà sorrise. Ora era certo che, prima o poi,  la Grande Madre li avrebbe aiutati.