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martedì 21 dicembre 2021

YEMAYA ERA MOLTO ARRABBIATA

 

Mareggiata a Playa - L'Avana, Cuba

Oh sì, Yemaya era molto arrabbiata.
Con chi non era dato sapere.
Forse con Oggun che, sempre più selvatico,
si nascondeva nei boschi
rifiutando ogni forma di contatto;
forse con Olokun che sul fondo dell'oceano
continuava ad agitarsi
come se il mondo dovesse scomparire da un giorno all'altro.
E se avessero avuto ragione entrambi?
Il primo giustamente stanco di un'umanità incapace di relazioni e sentimenti sani?
Il secondo, preveggente,  sapeva che così non poteva andare avanti?
Lei, non solo in superficie, si agitava.
Onde grandi e lunghe si abbattevano sulla riva
esprimendo con un rumore sordo e regolare le sue angosce.
Lo spettacolo, complice il vento, era bello ma terribile.
Chi lo capiva alzava canti alla Grande Madre,
recitava preghiere.
E accendeva candele nel buio di piccole stanze
chiedendo al cielo che  pian piano tornasse a splendere la luce.





venerdì 2 febbraio 2018

OYA YANSA, LA VERGINE DELLA CANDELORA




OYA YANSA
acrilico su tela
cm 200 x 113
2016
nella Chiesa della Misericordia di Livorno Ferraris (Vercelli), 
in occasione della mostra
"Gufi, spettri e dintorni"
agosto 2017
In primo piano una scultura di Giovanni Tamburelli

Da L'Avana, dove nel gennaio 2017 era stata esposta al Museo Casa de Africa in una mia personale dal titolo "LAS MUERTERAS Y LOS ANCESTROS", nell'estate dello scorso anno OYA YANSA è comparsa in una chiesa sconsacrata della pianura vercellese. 

Come un dipinto della Vergine della Candelora con cui è sincretizzata, Graziano Prola e Denise di Prola Tratti d'Arte hanno voluto inserirla in un altare laterale al posto di una pala ormai scomparsa.
Ed è stata subito magia.


Lei, che con Yewa e Obba è una delle tre Muerteras, le divinità che la Santeria considera le protettrici del cimitero, non poteva che volare in uno spazio che in epoca barocca  ospitava i condannati a morte nella loro ultima notte.


Oggi, 2 febbraio, ricorre la sua festa.
Mi piace immaginaria circondata dalla luce tremolante e flebile
di mille candele. Qui, in terra lontana, dov'è arrivata spinta dal vento.