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giovedì 23 dicembre 2021

NEL BOSCO INCANTATO

 


Nel bosco incantato

In totale silenzio
nel bosco incantato
cercavamo folletti e fate
nascosti nelle radici e nei tronchi.
E cercando noi stessi
nel fruscio delle foglie secche
capimmo che solo così
avremmo comunicato 
all'infinito.


mercoledì 7 marzo 2018

PER L'8 MARZO HO DIPINTO UNA SECONDA PANCHINA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Maria Giulia Alemanno
INSIEME CONTRO LA VIOLENZA
Panchina n.2
 realizzata per la Croce Rossa Italiana- Comitato di Crescentino - Sportello di Ascolto Antiviolenza
 con la collaborazione del decoratore Mario Bottino

Poche parole e tante pennellate
per dire basta ai femminicidi e alle violenza
contro le donne in ogni parte del mondo.
E' così che, per molte ore in silenzio,
 ho dipinto la mia seconda panchina,
non rossa ma blu,
il colore simbolico della Grande Madre.
Una fila di volti e di sguardi
che chiedono aiuto.
Sarà inaugurata sabato 9 marzo alle ore 11.00
a Fontanetto Po,
il piccolo paese
culturalmente molto attivo
in terra di risaia
che ha dato i natali al compositore
autore della Marsigliese, 
grande inno di libertà.

mercoledì 21 settembre 2016

DIALOGO TRA LA LUNA E IL LAMPIONE


Visione notturna dal cortile


Ci fu un gran parlare, quasi uno screzio,
tra il lampione e la luna quella notte.
Entrambi schiavi di un ego ipertrofico
pretendevano di essere 
l'uno più luminoso dell'altra. 
"IO rimango acceso fino all'alba" - diceva lui.
Sì, ma il tuo raggio è limitato" - ribatteva lei.
"Lo sanno tutti che  IO risplendo sui campi e sul mare,
sui laghi e sui monti".
"Sì, ma ogni tanto te ne dimentichi
e allora è buio pesto. IO sono più affidabile".
"IO sono amata e tu no - rispose stizzita la luna-
Di me scrivono i poeti, di te al massimo gli elettricisti!"
IO.... 
IO...
IO....
IO....
Arrivò un gregge di nubi ed oscurò lei.
Arrivò un black out improvviso e oscurò lui.
"Oh, finalmente un po' di silenzio!" - sospirò la notte.
E come i mortali
si addormentò. 


  

martedì 9 agosto 2016

RISAIA VERDE


Risaia verde
pastelli a olio
cm 11,5 x 16,5
2014
della serie "Piccoli viaggi di carta"


La risaia, come la sua gente,
è terra essenziale.
Promette vasti orizzonti
racchiusi in rigide geometrie,
 a ricordarci che anche il sogno
deve essere arginato.
In estate è mare a quadretti
verde e luminoso,
rasserenante,
immerso nel silenzio.


domenica 2 agosto 2015

ANCORA SI GIRA ALLE MEIRE BIGORIE


Intorno alle Meire Bigorie
borgata di Oncino- Valle Po (Cuneo)
pastelli a olio e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta




Ancora si gira alle Meire Bigorie
alla ricerca di un po' di frescura
che arriva puntuale a cavallo del vento.
 Masca benefica in groppa a una scopa,
 spazza le nubi,
scompiglia l'erba secca,
fa pulizia intorno ad una mianda
da poco ristrutturata, e bene,
per nulla invadente,
in pietra e legno,
rispettosa dell'ambiente,
come dovrebbe essere
e troppo spesso non è.
C'è molto da apprendere
tra queste montagne
sorelle del Monviso,
per vivere meglio
con poco
e arrivare pian piano,
in silenzio,
 all'essenza.


martedì 21 luglio 2015

L'ARRIVO DELLA NUVOLA ROSA SULLA VALLE DI ZAFFIRO


L'arrivo della nuvola rosa sulla Sapphire Valley -(North Carolina)
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta


Arrivò con vento gentile
la nuvola rosa sulla valle di zaffiro
regalando luci nuove ai prati e al cielo.
Con lei,  in punta di piedi,
arrivò la pace
discreta, silenziosa,
bambina.
Fu una sera di pura magia.




mercoledì 31 dicembre 2014

PENSIERI DI MEZZANOTTE AL LUME DI CANDELA


Maria Giulia Alemanno : Pensieri di mezzanotte al lume di candela
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2014

Festeggiare?
Cosa?
E perché?
Dopo un anno complesso e doloroso
stravolto dalle nuove regole primitive 
di un mondo impazzito
chi ha voglia di brindare
a quello che verrà?
Non è ancora scoccata la mezzanotte
e già ci promettono nuove gabelle...
poco o nulla cambierà per i profughi 
in fuga dalla guerra che devasta
paesi e vite.
Al lume di candela
non brindo.
Entro dentro di me
e spero nella pace.


venerdì 26 dicembre 2014

QUELL'ANNO NATALE ARRIVÒ IL 26




Aspettando Natale in collina
tecnica mista su carta
2010

Il giorno in cui scese la prima neve 
  Rosa decise di apettare Natale all'aperto, 
davanti alle  colline del Monferrato 
che l'avevano vista nascere e farsi donna. 



 

Freddo. Part. di Aspettando Natale in collina
 di Maria Giulia Alemanno,  Tecnica mista su carta - 2010 


Faceva un gran freddo, un freddo antico, 

di quelli che gelavano l'aria e il respiro. 
Sarebbe arrivato Natale? - si chiedeva,  

cercando di scorgere, tra i cascinali e gli alberi sparsi, 

la sagoma di un uomo avvolto
 in un pesante tabarro color della pece, 
un contadino come lei 
ma soprattutto un portatore di sogni.


Neve in Monferrato. Part. di  "Aspettando Natale in collina"

Tecnica mista su carta
 2010


Niente. Neppure l'ombra, 
neppure un miraggio lontano.
Il suo Natale quell'anno arrivò la mattina del 26 dicembre, 
quando lei, intirizzita come la piccola fiammiferaia 
e stanca d'aspettare sull'uscio, 
s'era  rifugiata in casa, ormai senza speranza. 

Lo accolse in cucina, davanti al camino, 
senza nemmeno dire una parola. 
Lui fece altrettanto 
ma posò sul tavolo un rametto di agrifoglio
 dalle bacche più rosse delle sue labbra. 

Uno sguardo d'intesa. 

E fu subito pace.

♡♥



domenica 21 dicembre 2014

UNA CASETTA IN CANADÀ NEL CUORE DELLA NOTTE


Una casetta in Canadà nel cuore della notte  (L' Épiphanie -Quebec)


Natale è in arrivo.
Scivolando su neve
di panna montata,
bussa alle porte,
distribuisce buoni sentimenti.
Pace in terra
 agli uomini di buona volontà
e Gloria nell'alto dei cieli.
Cieli neri?
E' notte fonda
e lassù dopo la mezzanotte si spengono le luci. 
Tutto tace. Regna il silenzio.
Gli angeli tornano a cantare il Gloria
al sorgere del sole,
come galletti che annunciano la gioia.
Nessuna movida per loro.
E' senza dubbio santa pace.


mercoledì 1 ottobre 2014

IL SUONO DEL SILENZIO: una mostra fotografica di RENATO LUPARIA alla CASA D'ARTE VIADEIMERCATI a VERCELLI





In un mondo  di rumori assordanti e di colori urlati,  

il messaggio in bianco e nero di Renato Luparia  è uno straordinario invito all'essenza e alla meditazione.  Una serie di scatti intensi e profondi, da interiorizzare in silenzio. Assolutamente da non perdere.


.




Renato Luparia: stampa fotografica "Fine Art"



IL SUONO DEL SILENZIO

in una Mostra Fotografica di

RENATO LUPARIA

 4 – 31 ottobre 2014

Inaugurazione sabato 4 ottobre ore 17.30

CASA D’ARTE VIADEIMERCATI

Via Vibio Crispo 3

VERCELLI

Orari: dalle 16 alle 20 su appuntamento

INGRESSO LIBERO

Info:
Telefono: +39 347 2554103  +39 328 672545
www.viadeimercati.it


S’ inaugura sabato 4 ottobre alle ore 17.30 la mostra fotografica “Il suono del silenzio” di Renato Luparia, allestita nella galleria Casa d’Arte di Vercelli, in via Vibio Crispo  con i Patrocini del Comune di Vercelli e della Provincia di Vercelli. 

In un momento storico di rumore assordante e di colori urlanti, il messaggio dell'artista è uno straordinario invito all'essenza e alla meditazione. Una mostra intensa e profonda, assolutamente da non perdere. 

Luparia presenta stampe fotografiche bianco/nero “Fine Art” su carta cotone, numerate e firmate in edizione di 10. Le immagini rappresentano paesaggi del Monferrato con nebbia e neve nei quali, come su un foglio da disegno bianco, spiccano solo pochi elementi. Quando neve e nebbia cancellano ogni dettaglio superfluo, solo i soggetti principali sono evidenti.

In tutto questo bianco sono gli alberi che, con i rami spogli, rivelano la bellezza della loro struttura. Alberi a volte raccolti in bosco, a volte allineati lungo un viale, oppure isolati in mezzo alla campagna come testimoni dell’alternarsi delle stagioni, del tempo che passa cambiando ogni cosa.
Spiccano i vigneti che disegnano le colline del Monferrato, quella zona del Piemonte tanto amata dal fotografo.



Il suono del silenzio di Renato Luparia


Luparia nasce a Casale Monferrato e risiede a Conzano (AL).

Fin da giovanissimo si interessa di fotografia. Collabora con giornali e riviste e le sue immagini sono state pubblicate su libri e calendari.

I soggetti preferiti sono la natura, fiori e giardini e in modo particolare il paesaggio, rappresentato con diverse interpretazioni tutte molto personali.

Le sue stampe fotografiche “Fine Art” sono state esposte in mostre di fotografia e d’arte contemporanea nazionali e internazionali e fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.




Il silenzio secondo Renato Luparia


Scrive la critica Luisa Facelli: “Lo dico chiaro e tondo: pochi elementi della natura interpretano il silenzio, anzi lo personificano, meglio di un albero. Pura armonia: guardare e ascoltare. A orecchie dritte, come quelle delle piccole lepri all’erta sulle colline del Monferrato. Le stesse colline di Renato Luparia, nelle stampe fotografiche “fine art” digigraphie numerate e firmate, in tiratura limitata, intitolate “Il suono del silenzio”, a suggerire evocazioni di atmosfere sospese, in assenza totale di animali e di esseri umani. In occasione della Collettiva di Fotografia d’autore del 2013, a Villa Vidua, nella presentazione di questi lavori, rilevavo il clima rarefatto della natura innevata, assorta misteriosa protagonista. Nelle immagini, infatti, la nebbia si fa complice della neve in un bianco/nero dalle sfumature fiabesche, da paesaggio nord-europeo; il respiro antico della stagione invernale rappresentato con essenzialità, restituisce visioni suggestive: la serie s’incardina sul tema arboreo, caro alla sensibilità di questo foto-artista, con significati reali e allusioni forse metaforiche. Altre riflessioni analoghe, più avanti: perché ora mi preme dire che Luparia è un fotografo appassionato, ma di grande controllo: non esagera mai. Nessuna sudditanza tecnologica nei confronti del mezzo usato, per fedeltà a un’idea di fotografia alta, antica (non antiquata): non servirebbe uno strumento formidabile se lo sguardo fosse spento, tutto preso più dalla tecnica che della visione. Non è questo il caso: ogni scatto viene da un sentire immediato, ma che parte “da lontano”; senza chiederglielo, perché non m’interessa stabilire né i suoi modelli né altre somiglianze, azzardo che quanto a cultura fotografica, sul tema in questione, vengono in taglio esemplarmente forse il “Cipresso nella nebbia” di Ansel Adams, il “Sottobosco” di Man Ray, il grande albero solitario (Senza titolo) di Jerry N. Uelsmann. Bastano e avanzano: riferimenti siderali in bianco e nero. Ora, scendendo con i piedi per terra, credo che senza qualcosa di questa e tanta altra cultura non si vada da nessuna parte. La sobrietà nitida con cui si muove Luparia, la sa lunga in proposito. Lì da vedere: di per sé già prova di uno stile e di un tratto del carattere, improntato alla consapevolezza che non si deve mai smettere di studiare, con discrezione, perfino nel porre domande cruciali, a voce bassa: il silenzio austero degli alberi insegna l’umiltà. Piccola summa della miglior tempra della nostra gente piemontese? Ma sì, sfido chiunque a confondere questa sua cifra personale così seria e onesta con la baraonda delle derive semplicistiche di stampo “localistico” fine a se stesse (per capirci: circolazione fotografica rozza di vigne, di campi, di fronde; quante frasche in primo piano con in lontananza il solito edificio: niente altro che cartoline anni Cinquanta, a volte perfino color pastello). Riconfermo, quindi, con fermezza, il giudizio espresso sulle digigraphie ora esposte alla Casa d’Arte: “L’albero nudo, solo in mezzo alla distesa bianca, induce a ragionare sul sentimento di unicità con cui va osservato ogni elemento del cosmo? E come interpretare lo sguardo sui boschi di pioppi nel contrasto luce-ombra, acuito dall’effetto lattiginoso? O le ondulate colline di vigneti a mezza via sulla carta tra terra e cielo… e le teorie di gelsi, ingoiati, come in dissolvenza, dalla nebbia? La riflessione è spirituale: il libro della natura, spalancato sotto i nostri occhi, è ancora in grado di stupirci. Così l’attrazione per la geometria dei luoghi: tagli in diagonale, angolazioni non convenzionali, prospettive ardite, l’intera grammatica formale di Luparia può virare verso l’astrazione. La purezza delle inquadrature, l’originalità dell’intera composizione suggeriscono ipotesi, ma ad avere la meglio è l’emozione davanti all’immagine: fra tentazioni sperimentali e perizia tecnica spicca l’autorevolezza di una straordinaria vocazione per il landscape”. Insomma, non seducono solo le piante rare della natura più esotica, ormai dietro l’angolo: si viaggia tutti, oggigiorno, che diamine. Ostinatamente, con o senza valigia in mano, io sto con i poeti: il gelso, il pioppo, la quercia, l’ontano, l’acacia, e tanti altri, sempre e ancora, da Pascoli a Pasolini, magari via il Rigoni Stern di “Arboreto selvatico”o più ancora il Conti del recente “Il grande fiume Po”: presenze di bellezza, ovunque, e anche qui da noi, attorno ad acque placide e temibili, a volte selvagge da addomesticare. Il nostro stupore si rinnova così, anche attraverso gli alberi di Renato Luparia. Nell’abbraccio di colline, risuonano di questo sentimento tenace e silenzioso, come lo scorrere del tempo”.

*

venerdì 20 giugno 2014

PICCOLA ODALISCA




Piccola odalisca
inchiostro e matita blu su cartone
2005

Come una piccola odalisca
avvolta nel proprio silenzio
Jane lo aspettava
senza sapere
se sarebbe mai arrivato.

giovedì 19 giugno 2014

ANNA NON ASCOLTAVA LE ALTRE DONNE PARLARE




Maria Giulia Alemanno: Elsa nel gruppo di donne. Particolare: Anna
acquerello liquido e china su carta
pennello e penna di bambù
2013


Anna non ascoltava le altre donne parlare.
Pallida, immobile,
rincorreva pensieri in fuga
nel bosco del proprio silenzio.


martedì 20 maggio 2014

SILENZIO DEL MARE AI BALZI ROSSI




Maria Giulia Alemanno: Silenzio del mare ai Balzi Rossi, 
tecnica mista su carta - 2009

In mezzo a tanto rumore, a tante parole urlate, 
mi piace a volte  pubblicare alcune perfette non-notizie . 
Gocce di pensiero. 
Perle di saggezza. 

Queste me le ha mandate, rigorosamente in busta chiusa 
come si usava una volta, 
arricchite con note a mano a margine, 
Vito Faiuolo, giornalista e uomo di cultura 
che ben conosce il senso ed il valore delle attese. 
Le ha imbucate in Val di Susa in un giorno di sole 
e sono arrivate qui in pianura con i tempi lenti 
della posta normale, lontani anni luce da quelli 
della posta elettronica che tritura attimi e fusi orari. 
Ricevere lettere di amici, e non raccomandate di avvocati 
o di uffici pubblici, è ormai diventato un privilegio 
ed un dono raro. Da apprezzare, gustare e spartire , 
in silenzio, 
quando il messaggio è balsamo per l’anima di tutti. 


IL SILENZIO

Tutti hanno paura del silenzio.

Tutti si sforzano di uccidere il silenzio.

Anche nei monasteri
spesso c’è poco silenzio.

Perché appena l’uomo fa silenzio

comincia a comunicare con se stesso.

Appena l’uomo fa silenzio

comincia a vedere dentro di sé.

E vedere dentro di sé fa paura.

La prima regola della preghiera

è forse imparare a far silenzio.

Non basta però il silenzio esteriore.

Sovente il nostro silenzio

è pieno di chiasso:
è un silenzio rumoroso.

Chi non è capace a far silenzio

difficilmente arriva alla preghiera.

Ma non basta il silenzio della bocca,

ci vuole 
il silenzio dela fantasia,

il silenzio delle emozioni,

il silenzio del cuore.

Dio ci tocca solo nel silenzio.

Noi tocchiamo Dio solo nel silenzio.

E’ per questo che il silenzio è creativo.

E’ per questo 
che i momenti più grandi dell’uomo

sono sempre momenti
di profondo silenzio.

E’ per questo 
che i momenti più grandi della scienza

sono momenti di assoluto silenzio.

Quando l’uomo è nel puro pensiero,

nella pura creatività,

si trova solo davanti a se stesso

e davanti a Dio.


Bisogna creare isole di silenzio

intorno a noi
 
e nelle nostre occupazioni:

Sono isole di difesa,

sono isole di ripresa.

Chi si abitua nelle sue occupazioni

a creare spazi di silenzio

entra facilmente in comunicazione con Dio.

Occorre creare isole di silenzio

per non essere soli.

Occorre creare isole di silenzio

nelle occupazioni più assorbenti,

per non essere dei travolti,

per dominare le cose

e non lasciare che le cose ci travolgano.

Dio ci vuole dominatori delle cose,

non fuscelli travolti dalle acque.

★✹