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giovedì 1 settembre 2016

IN "ESSENZE DI FONTANETTO PO" ANCHE L'ARTE È IN FESTA


Il campanile di Fontanetto Po visto dalla strada tra le risaie che porta al fiume

Comune di Fontanetto Po 
Festa Patronale di San Bononio 
2 – 6 settembre 2016 
“Essenze di Fontanetto Po” 
Arte – Musica – Natura 


"Essenze di Fontanetto Po"Arte - Musica- Natura sono gli elementi ispiratori della Festa Patronale di San Bonomio, da sempre momento d'incontro per i fontanettesi, noti in terra di risaia per  il piacere della condivisione.
Ogni giorno ha un tema prevalente: 
Venerdì 2 settembre “Fontanetto in …Sport” 
Sabato 3 settembre “Fontanetto in… Musica” 
Domenica 4 settembre “Fontanetto in …Arte” 
Lunedì 5 settembre “Fontanetto Po …in natura” - Fontanetto Po “Social…izza” 
Martedì 6 settembre “Fontanetto … in giostra 

Ecco il programma in dettaglio:


Venerdì 2 settembre “Fontanetto in …Sport” 

h 15,00 Esibizione al campo da tennis degli allievi corso estivo 
h 16,00 Open day di Kick Boxing – Boxe 
h 16,30 Apertura delle vetrine dei vecchi negozi con mostre fotografiche 
h 17,00 Esibizioni sportive varie 
h 18,30 Esibizione del corso di Hip hop della maestra Sara Lione 
h 21,00 Presentazione delle Associazioni sportive locali 
h 21,30 Presentazione della squadra dei Warriors 
h 22,30 musica a 360° con Gianni Dj e la Passion Dance dei maestri Mason e Pakhomov 

Sabato 3 settembre “Fontanetto in… Musica” 

h 14,00 Bocciodromo Gara a poule a coppie 
h 16,00 Teatro “Musica da Oscar” Concerto Allievi corso Playout 2016 
h 18,00 Convento delle Orsoline Inaugurazione mostre “nel molle giro di tre di” 
h 19,00 Ginnastica ritmica della societˆ ginnastica Pro Vercelli 1892 a.s.d. “Stella d’oro al merito sportivo” 
h 20,45 Concerto Banda G.B. Viotti 
h 22,00 Esibizione ballo liscio Arcangelo Barcellona “AR.SA Dance” 
h 23,00 Musica a 360¡ con Dj Angio 

Domenica 4 settembre “Fontanetto in …Arte” 

Dalle h 9 alle 19 in via Viotti – Palazzo Ovis – ex Convento delle Orsoline – C.so Montano 
Collettiva d’Arte (pittura, scultura, fotografia …) 
Installazioni al convento delle Orsoline 
Esposizione collezione di abiti e bambole nei locali di Palazzo Ovis 
Esposizione in miniatura “Al nost pais” da parte degli “Amici fontanettesi” nei locali di Palazzo Ovis 
Musica tra i portici 
Dipingere in libertà (tele e colori a disposizione dei visitatori) tra i portici 
L’arte dei bambini (angolo pittura , strumenti musicali) in via Viotti 
Banco Beneficienza a cura degli Alpini in via Viotti 
Bancarelle 
Punti informativi delle diverse Associazioni locali 
Presenza della Croce Rossa di Crescentino, prove glicemia (al mattino) 
h 11,30 S. Messa animata dalla Corale S. Martino 
h 15,00 Bocciodromo Gara individuale cat . C/D con handicap 
h 17,30 Premiazione Concorso fotografico a tema libero 
h 18,30 Animazione con balli occitani 
h 19,30 Serata danzante con “Super Trio” 
h 21,30 Balli irlandesi 
h 22,30 Continuo della serata danzante 

Lunedì 5 settembre “Fontanetto Po …in natura” 

h 11,30 Messa dei Defunti in Parrocchia 
h 15,00 Bocciodromo Gara alla Baraonda 
h 17,00 Pedalata tra i campi - partenza da c. M. Montano 
h 18,30 Bocciodromo esibizione maneggio “Queen Isabel” di Castell’apertole 
h 19,30 Musiche e balli country con il gruppo “Free country” 
Fontanetto Po “Social…izza” 
h 21,30 Flash mob “Birra e panino al salame” 
h 22,30 Musica dal vivo con “Lake 47 Trio” 

Martedì 6 settembre “Fontanetto … in giostra “ 

h 15,00 “Arlecchineide” con la bottega teatrale in c.so Montano e via Viotti 
Giochi e animazione per bambini 
Nutella party e … tutti in giostra! 

In piazza Garibaldi Luna park per tutta la durata della festa 
Le cene sono gestite dalle Proloco di Fontanetto Po e Odalengo Piccolo e si terranno tutte le sere dal 2 settembre al 5 settembre a partire dalle ore 19,00. 
Gli eventi si terranno, dove non diversamente indicato, sul palchetto in c.so Montano. 

Per maggiori informazioni visitate il sito del Comune di Fontanetto Po

sabato 4 giugno 2016

NUVOLE SULLE RISAIE DI SANTA MARIA


Risaia verso Santa Maria, frazione di Crescentino (Vercelli)


Quando la mia terra indossa la sua veste più drammatica,
è bello rincorrere luci e ombre 
lungo le strade sterrate. 
Oggi intorno a Santa Maria
  è un trionfo di nuvole cremose
spinte dal vento
in gara con l'acqua del grande fiume 
che scorre accanto alle risaie,
laghi invece appena increspati,
specchi del cielo e
dell'umana inquietudine.


giovedì 3 marzo 2016

I MESSAGGI DEL GRANDE FIUME

Il Po in una sera di marzo tra Verrua Savoia e Crescentino

Stasera il Grande Fiume
spazzato dal vento
mi ha ricordato che 
i contrasti fanno parte della vita
e che, là in fondo, oltre le colline,
c'era il sereno.
In quell'angolo dovevo guardare
e non all'isola scura di sabbia e di ghiaia,
inquietante,
invadente.
In quel punto a sinistra,
intriso d' arancio e di rosa, 
potevo trovare la forza 
e la voglia di affrontare il futuro.
"Il futuro- dice il fiume-
non è qui, davanti ai tuoi occhi,
dove non vedi che nero.
Il futuro ha colori caldi,
è dolce e cangiante.
Non cercarlo in orizzonti infiniti
ma in ritagli di cielo.
Solo nella massima luce
incontrerai te stesso". 


venerdì 30 ottobre 2015

LA BALLATA DI ANTONIO VENDRAMIN

ANTONIO VENDRAMIN - Renato Scagliola e Cantambanchi


youtube.com
Clicca sul titolo o sul riquadro per guardare il video.




Maria Giulia Alemanno ©: Antonio Vendramin, tavola 1.
inchiostro di china su carta, 1977



La ballata di Antonio Vendramin, cavallo di battaglia dei Cantambanchi, storico gruppo del folk italiano, è stata scritta negli ormai lontani anni 70 da Renato Scagliola, giornalista e cantambanco d.o.c. 
La musica è di Piero Marchisio, per un breve tratto cantambanco. 
La registrazione degli anni 80,  è arricchita dalla presenza di Sergio Balestracci, maestro di musica antica, la cui partecipazione straordinaria rende questa versione unica e preziosa.
In tanti ricordano ancora la triste e dolorosa storia di Antonio Vendramin, mille volte cantata in giro per il Piemonte e oltre confine, quando i Cantambanchi si muovevano a bordo di un pulmino  amaranto carico di strumenti, con la scritta al contrario come le autoambulanze. Su quell' "ambulanza musicale" il buon Vendramin si sarebbe di certo trovato a proprio agio e fors'anche riposato, lui che aveva dovuto combattere sempre, in guerra e nella vita. Soldato in Albania, emigrante in Germania poi contadino in Polesine, dopo aver faticosamente messo su casa con moglie e bambini, nel ’52 si era visto portare via tutto dalla piena del Po, un dramma condiviso da migliaia di famiglie costrette a cercare rifugio e lavoro altrove.  Come per molti altri il suo altrove si chiamava Torino.
 
Nuova esistenza, nuovi disagi, nuove difficoltà che Vendramin cerca di annegare nel vino. Il suo racconto si dipana in quella strana lingua che è il veneto-piemontese: cadenza e parole della terra d’origine mischiate a quelle della terra d’adozione.  La gente colta la chiamerebbe asetticamente “transculturazione”. Per lui non è stata altro che “una vita da bestia”.

Le dieci tavole della storia di Antonio Vendramin che ho recuperato dal cassetto dei ricordi per dar loro la nuova veste del video, risalgono al 1977. Le avevo disegnate su fogli ruvidi, con tratti veloci di penna intinta in inchiostro di china, poi annacquato per essere steso a pennello. Spero conservino ancora una loro freschezza, specie ora che ho potuto farle rivivere accostate al testo e alla musica. E Vendramin, nonostante il tempo che è passato,  continua a farmi tenerezza, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, di uno che non ha mai visto Genova.


giovedì 19 febbraio 2015

INVERNO LUNGO IL PO


Inverno lungo il Po a Crescentino
pastelli a olio, grafite e tempera su carta
2015

Bastano poche sterpaglie
 che bruciano a creare l'atmosfera.
Le nebbie si confondono col fumo,
gli alberi s'abbracciano spogli.
Oltre il fiume s'alza, irreale e confusa,
 la sagoma della fortezza dei Savoia.
Verrua....Verrua...
mitico paradiso contadino
 della mia giovinezza.


domenica 15 febbraio 2015

NEVE INATTESA SULLA NOSTRA TERRA


Neve lungo il Po tra Verolengo e la collina
pastelli a olio, tempera e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
2015

Inattesa è scesa nella notte la neve di febbraio.
Non molta in verità, 
ma sufficiente a imbiancare di nuovo la nostra terra.
Collina e pianura avvolte in un pizzo bianco
condividono un velo da sposa 
 che lascia intravedere le trame dei boschi e dei solchi.
Presto le spoglierà la pioggia
ed il sole regalerà loro
gli abiti di una nuova primavera.


giovedì 4 dicembre 2014

GIROVAGANDO COL PENSIERO IN COLLINA


Verso Robella. In Monferrato
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2014

Quando si avvicina l'inverno
e girovagare diventa  difficile,
io lo faccio col pensiero
tracciando sul foglio
le strade ondeggianti che amo percorrere
nel caldo dell'estate.
Attraverso il ponte sul Po
e mi ritrovo in collina.
Respiro il profumo 
della gaggia e del sambuco,
scopro prati nuovi.
La felicità sta dietro l'angolo.
Basta saperla evocare. 



giovedì 16 ottobre 2014

QUANDO IL PO SCORRE LENTO


Il Po dalla riva di Verrua Savoia


Quando il Po scorre lento,
accarezzando le sue rive
di collina e di pianura,
anche la nostra vita diventa
 ninna nanna canticchiata ai lati di una culla.
In pennellate leggere scende la sera
  su Verrua e Crescentino.
Sarà rosa anche il mattino?


mercoledì 1 ottobre 2014

IL SUONO DEL SILENZIO: una mostra fotografica di RENATO LUPARIA alla CASA D'ARTE VIADEIMERCATI a VERCELLI





In un mondo  di rumori assordanti e di colori urlati,  

il messaggio in bianco e nero di Renato Luparia  è uno straordinario invito all'essenza e alla meditazione.  Una serie di scatti intensi e profondi, da interiorizzare in silenzio. Assolutamente da non perdere.


.




Renato Luparia: stampa fotografica "Fine Art"



IL SUONO DEL SILENZIO

in una Mostra Fotografica di

RENATO LUPARIA

 4 – 31 ottobre 2014

Inaugurazione sabato 4 ottobre ore 17.30

CASA D’ARTE VIADEIMERCATI

Via Vibio Crispo 3

VERCELLI

Orari: dalle 16 alle 20 su appuntamento

INGRESSO LIBERO

Info:
Telefono: +39 347 2554103  +39 328 672545
www.viadeimercati.it


S’ inaugura sabato 4 ottobre alle ore 17.30 la mostra fotografica “Il suono del silenzio” di Renato Luparia, allestita nella galleria Casa d’Arte di Vercelli, in via Vibio Crispo  con i Patrocini del Comune di Vercelli e della Provincia di Vercelli. 

In un momento storico di rumore assordante e di colori urlanti, il messaggio dell'artista è uno straordinario invito all'essenza e alla meditazione. Una mostra intensa e profonda, assolutamente da non perdere. 

Luparia presenta stampe fotografiche bianco/nero “Fine Art” su carta cotone, numerate e firmate in edizione di 10. Le immagini rappresentano paesaggi del Monferrato con nebbia e neve nei quali, come su un foglio da disegno bianco, spiccano solo pochi elementi. Quando neve e nebbia cancellano ogni dettaglio superfluo, solo i soggetti principali sono evidenti.

In tutto questo bianco sono gli alberi che, con i rami spogli, rivelano la bellezza della loro struttura. Alberi a volte raccolti in bosco, a volte allineati lungo un viale, oppure isolati in mezzo alla campagna come testimoni dell’alternarsi delle stagioni, del tempo che passa cambiando ogni cosa.
Spiccano i vigneti che disegnano le colline del Monferrato, quella zona del Piemonte tanto amata dal fotografo.



Il suono del silenzio di Renato Luparia


Luparia nasce a Casale Monferrato e risiede a Conzano (AL).

Fin da giovanissimo si interessa di fotografia. Collabora con giornali e riviste e le sue immagini sono state pubblicate su libri e calendari.

I soggetti preferiti sono la natura, fiori e giardini e in modo particolare il paesaggio, rappresentato con diverse interpretazioni tutte molto personali.

Le sue stampe fotografiche “Fine Art” sono state esposte in mostre di fotografia e d’arte contemporanea nazionali e internazionali e fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.




Il silenzio secondo Renato Luparia


Scrive la critica Luisa Facelli: “Lo dico chiaro e tondo: pochi elementi della natura interpretano il silenzio, anzi lo personificano, meglio di un albero. Pura armonia: guardare e ascoltare. A orecchie dritte, come quelle delle piccole lepri all’erta sulle colline del Monferrato. Le stesse colline di Renato Luparia, nelle stampe fotografiche “fine art” digigraphie numerate e firmate, in tiratura limitata, intitolate “Il suono del silenzio”, a suggerire evocazioni di atmosfere sospese, in assenza totale di animali e di esseri umani. In occasione della Collettiva di Fotografia d’autore del 2013, a Villa Vidua, nella presentazione di questi lavori, rilevavo il clima rarefatto della natura innevata, assorta misteriosa protagonista. Nelle immagini, infatti, la nebbia si fa complice della neve in un bianco/nero dalle sfumature fiabesche, da paesaggio nord-europeo; il respiro antico della stagione invernale rappresentato con essenzialità, restituisce visioni suggestive: la serie s’incardina sul tema arboreo, caro alla sensibilità di questo foto-artista, con significati reali e allusioni forse metaforiche. Altre riflessioni analoghe, più avanti: perché ora mi preme dire che Luparia è un fotografo appassionato, ma di grande controllo: non esagera mai. Nessuna sudditanza tecnologica nei confronti del mezzo usato, per fedeltà a un’idea di fotografia alta, antica (non antiquata): non servirebbe uno strumento formidabile se lo sguardo fosse spento, tutto preso più dalla tecnica che della visione. Non è questo il caso: ogni scatto viene da un sentire immediato, ma che parte “da lontano”; senza chiederglielo, perché non m’interessa stabilire né i suoi modelli né altre somiglianze, azzardo che quanto a cultura fotografica, sul tema in questione, vengono in taglio esemplarmente forse il “Cipresso nella nebbia” di Ansel Adams, il “Sottobosco” di Man Ray, il grande albero solitario (Senza titolo) di Jerry N. Uelsmann. Bastano e avanzano: riferimenti siderali in bianco e nero. Ora, scendendo con i piedi per terra, credo che senza qualcosa di questa e tanta altra cultura non si vada da nessuna parte. La sobrietà nitida con cui si muove Luparia, la sa lunga in proposito. Lì da vedere: di per sé già prova di uno stile e di un tratto del carattere, improntato alla consapevolezza che non si deve mai smettere di studiare, con discrezione, perfino nel porre domande cruciali, a voce bassa: il silenzio austero degli alberi insegna l’umiltà. Piccola summa della miglior tempra della nostra gente piemontese? Ma sì, sfido chiunque a confondere questa sua cifra personale così seria e onesta con la baraonda delle derive semplicistiche di stampo “localistico” fine a se stesse (per capirci: circolazione fotografica rozza di vigne, di campi, di fronde; quante frasche in primo piano con in lontananza il solito edificio: niente altro che cartoline anni Cinquanta, a volte perfino color pastello). Riconfermo, quindi, con fermezza, il giudizio espresso sulle digigraphie ora esposte alla Casa d’Arte: “L’albero nudo, solo in mezzo alla distesa bianca, induce a ragionare sul sentimento di unicità con cui va osservato ogni elemento del cosmo? E come interpretare lo sguardo sui boschi di pioppi nel contrasto luce-ombra, acuito dall’effetto lattiginoso? O le ondulate colline di vigneti a mezza via sulla carta tra terra e cielo… e le teorie di gelsi, ingoiati, come in dissolvenza, dalla nebbia? La riflessione è spirituale: il libro della natura, spalancato sotto i nostri occhi, è ancora in grado di stupirci. Così l’attrazione per la geometria dei luoghi: tagli in diagonale, angolazioni non convenzionali, prospettive ardite, l’intera grammatica formale di Luparia può virare verso l’astrazione. La purezza delle inquadrature, l’originalità dell’intera composizione suggeriscono ipotesi, ma ad avere la meglio è l’emozione davanti all’immagine: fra tentazioni sperimentali e perizia tecnica spicca l’autorevolezza di una straordinaria vocazione per il landscape”. Insomma, non seducono solo le piante rare della natura più esotica, ormai dietro l’angolo: si viaggia tutti, oggigiorno, che diamine. Ostinatamente, con o senza valigia in mano, io sto con i poeti: il gelso, il pioppo, la quercia, l’ontano, l’acacia, e tanti altri, sempre e ancora, da Pascoli a Pasolini, magari via il Rigoni Stern di “Arboreto selvatico”o più ancora il Conti del recente “Il grande fiume Po”: presenze di bellezza, ovunque, e anche qui da noi, attorno ad acque placide e temibili, a volte selvagge da addomesticare. Il nostro stupore si rinnova così, anche attraverso gli alberi di Renato Luparia. Nell’abbraccio di colline, risuonano di questo sentimento tenace e silenzioso, come lo scorrere del tempo”.

*

martedì 15 luglio 2014

RICORDO DEL MONVISO DAL MONTE BRACCO




Il Monviso dal Monte Bracco (Cuneo)


Incorniciato da una cascata di foglie,
il Monviso
più spettacolare della montagna della Paramount,
fa bella mostra di sè da un'altura del Monte Bracco.
La nostra Hollywood ha "studios" nelle baite,
i nostri cow boys cantano in occitano
in un lontano west lungo i primi salti del Po.



venerdì 4 luglio 2014

TRAMONTO DOLCE SUL PO



Tramonto sul Po 
dal ponte che collega Crescentino a Verrua Savoia

Quando le nuvole sono poche e lontane,
il rosa del cielo si amalgama 
con l'argento dell'acqua.
Il fiume sembra quasi immobile.
Dal ponte si respira la pace.