Visualizzazione post con etichetta estate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta estate. Mostra tutti i post

martedì 9 agosto 2016

RISAIA VERDE


Risaia verde
pastelli a olio
cm 11,5 x 16,5
2014
della serie "Piccoli viaggi di carta"


La risaia, come la sua gente,
è terra essenziale.
Promette vasti orizzonti
racchiusi in rigide geometrie,
 a ricordarci che anche il sogno
deve essere arginato.
In estate è mare a quadretti
verde e luminoso,
rasserenante,
immerso nel silenzio.


lunedì 21 dicembre 2015

INVERNO... FABRIZIO DE ANDRÈ e, piccolissima, io


Inverno
della serie "Quattro stagioni"
acquerello e pastelli a olio su carta Fabriano
2008

E' di certo un peccato d'immodestia
quello di accostare un mio lavoro 
all'opera immensa di Fabrizio De Andrè,
ma il suo "Inverno" fa parte della mia giovinezza
e le sue atmosfere sono entrate 
anche  in questo foglio che ho dipinto da grande,
quando già se n'era andato. 
Lo sguardo assorto della ragazza
è dedicato a lui, alla sua  musica e alla sua  poesia
che hanno segnato la mia vita 
e quella di molti della mia generazione.
Siamo quel che siamo anche grazie
 alle sue note  e alle sue parole.
Gente ancora in ricerca.
Come lo è stato Faber
oltre la fine.


FABRIZIO DE ANDRE' - Inverno (videoclip - audio restaurato ...

https://www.youtube.com/watch?v=T4UFjSGjdlY31 dic 2012 - 4 min - Caricato da MONDO FABER

Inverno

Sale la nebbia sui prati bianchi 
come un cipresso nei camposanti 
un campanile che non sembra vero 
segna il confine fra la terra e il cielo. 

Ma tu che vai, ma tu rimani 
vedrai la neve se ne andrà domani 
rifioriranno le gioie passate 
col vento caldo di un'altra estate. 

Anche la luce sembra morire 
nell'ombra incerta di un divenire 
dove anche l'alba diventa sera 
e i volti sembrano teschi di cera. 

Ma tu che vai, ma tu rimani 
anche la neve morirà domani 
l'amore ancora ci passerà vicino 
nella stagione del biancospino. 

La terra stanca sotto la neve 
dorme il silenzio di un sonno greve 
l'inverno raccoglie la sua fatica 
di mille secoli, da un'alba antica. 

Ma tu che stai, perché rimani? 
Un altro inverno tornerà domani 
cadrà altra neve a consolare i campi 
cadrà altra neve sui camposanti.










domenica 4 ottobre 2015

FRANCESCO MAESTRO DI DIALOGO E SPERANZA


Maria Giulia Alemanno © davanti a: Francesco e Chiara - Il nido

acrilico su francescana tela di sacco
185 x 118 cm,

realizzato per la mostra 
"San Francesco e Chiara d'Assisi Maestri di Dialogo e Speranza"

esposta nel Palazzo Ducale di Massa nell'ottobre 2010


Oggi è il giorno di San Francesco.

Voglio semplicemente "pregarlo" così,
 
 ritornando con la mente ed il cuore

al doppio ritratto immaginario, 
suo e di  Santa Chiara,

che ho dipinto, con grande emozione, 
tra l'estate e l'autunno del 2010.

Ora Francesco è anche il nome di un papa illuminato 
che 
ne incarna il messaggio e lo spirito.

Se solo il mondo si fermasse ad ascoltarli....



lunedì 29 giugno 2015

PENSIERI INTORNO AI FIORI BIANCHI E ROSSI DI UNA CASETTA IN CANADÀ


Fiori d'ingresso- L'Épiphanie, Québec (Canada)


Ci vuole davvero poco per rendere bella una casa,
un pizzico di fantasia, 
 una minimo di buon gusto.
La composizione di fiori bianchi e rossi 
all'ingresso di questa casetta in Canadà
ci dice che chi la abita
conosce e pratica
 le regole della gentilezza e dell'armonia.
Non si tratta di una dimora ricca
ma lo è senz'altro d'amore e di bellezza.
Il bianco richiama il contorno della porta,
il rosso s'accompagna al vecchio rivestimento in legno
 ridipinto con l'arrivo dell'estate.
L'Eleganza rifugge l'ostentazione,
ama l'essenzialità delle scelte minimali.
Niente vasi in finto rame,
niente Veneri in giardino
e - pietà!- 
 neppure l'ombra di colonne corinzie
su muri in poroton nuovi di zecca.
Sembra un pensiero ovvio
ma non lo è affatto.
Basta guardarsi intorno
per accorgersi di essere immersi
in una selva di costosissimo obbrobri.
La volgarità eretta a sistema.... 
Solo una vita semplice ci salverà.



domenica 28 giugno 2015

LA CALDA ESTATE DELL'OTTAVO NANO


Uno degli otto nani dello zio Sandrot. 
Via Clerico, Crescentino (Vercelli)


Nella casa dello zio Sandrot i nani sono sempre stati otto,
otto e senza nome.
Questo, quarta sentinella su via Clerico,
 per noi bambini era semplicemente 
" il Nano col fiasco".
 Allora, come tutti i suoi compagni, 
indossava abiti lucidi e allegri
ma il tempo ha ingrigito anche lui,
proprio com'è accaduto ai templi greci 
che ora stentiamo ad immaginare
dipinti con colori sgargianti.
Meglio così. 
Con gli altri guardiani della casa dello zio Sandrot
è ormai diventato una statua classica.
Da piccoli pensavamo che avesse gli occhi a mezz'asta
per via del vino che beveva di nascosto.
Nessuno di noi l'aveva mai visto all'opera
ma i grandi ci assicuravano che qualcuno in famiglia 
- per piemontese riservatezza non ci rivelarono mai chi-
sapeva che era solito tracannare
barbera e grignolino
non appena calava la notte.
Ci cascavamo tutti,
 dato che per pigrizia o per beata ingenuità 
 non mettevamo mai in dubbio nulla,
neppure l'esistenza di Babbo Natale.
In estate quell'aria appisolata 
diventava ancor più evidente
per via del caldo che picchiava senza pietà 
per ore e ore e ore.
Era così intontito che, se avesse potuto parlare, 
avrebbe biascicato parole senza senso, 
malamente arrotolate sulla lingua
come cordini cosparsi di nodi.
Non era un tipo che dava confidenza, lui, 
a differenza del " Nano sul fungo",
il fumatore di pipa che presidiava il viale
e sapeva sempre tutto di tutti.
Ma un certo fascino l'aveva,
specie quando la sua figuretta rotonda
si stagliava contro le plastiche foglie del fico
e le ortensie rosa lacca dello sfondo.
Allora appariva persino più gioviale,
 quasi amabile.
 Forse un giorno ci avrebbe regalato un sorriso. 




mercoledì 4 febbraio 2015

NEVE INVENTATA SU SAN GRISANTE


Neve su San Grisante
pastelli a olio, grafite  e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta

Domani, dicono, dovrebbe nevicare
anche su San Grisante, terra dei miei vecchi.
La mia neve inventata
è di qualche giorno fa,
quando da queste parti già sembrava primavera.
Gli artisti, si sa, sono gente bizzarra, 
e io, che un poco artista lo sono,
sentivo il bisogno di bianco.
Qualche tratto di pastello a olio,
una punta di tempera...
 ed ecco il paesaggio innevato.
Possono scendere larghi fiocchi
anche in piena estate,
al di là di ogni previsione,
in totale libertà.
Gli artisti sono gente bizzarra,
si sa...


martedì 3 febbraio 2015

PAESAGGIO SU UN FOGLIETTO


Maria Giulia Alemanno ©:
Paesaggio su un foglietto
pastelli e acquerello su carta di recupero
2005 - 2007


Mi capita spesso di scarabocchiare, 
così, sovrappensiero.
 Nascono visi sconosciuti, a volte paesaggi.
Anche questo non so dove si trovi, 
e forse neppure esiste.
Ma chi lo può dire?
E se da qualche parte, che non so, 
ci fossero davvero 
questi pendii e queste montagne?
Dopo due anni ho aggiunto nuovi alberi.
Faranno ombra in estate
e  fiori a primavera?
.

giovedì 4 dicembre 2014

GIROVAGANDO COL PENSIERO IN COLLINA


Verso Robella. In Monferrato
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2014

Quando si avvicina l'inverno
e girovagare diventa  difficile,
io lo faccio col pensiero
tracciando sul foglio
le strade ondeggianti che amo percorrere
nel caldo dell'estate.
Attraverso il ponte sul Po
e mi ritrovo in collina.
Respiro il profumo 
della gaggia e del sambuco,
scopro prati nuovi.
La felicità sta dietro l'angolo.
Basta saperla evocare. 



domenica 3 agosto 2014

IL COLORE NONOSTANTE LA PIOGGIA



Scorcio diViale IX Martiri- Crescentino (Vercelli)

Piove, 
piove, 
piove
in questa estate insensata.
Il grigio su di noi 
corrisponde al grigio di un Paese impantanato, 
che proprio non mi piace.
Se leggo i giornali mi deprimo
e la televisione da tempo non la guardo più,
stanca di brutte notizie.
E' la natura ad insegnarci la speranza.
Contro un cielo plumbeo 
i colori cantano, 
il verde delle foglie è squillante,
il magenta dei fiori saturo.
Con questo sguardo
ci è forse più facile 
affrontare la vita. 



martedì 24 giugno 2014

PER NON DISTURBARE



Autoscatto nella sacrestia della chiesa di San Pietro a Crescentino (Vercelli)
nel 2005 durante la mostra Risvegli, 
dedicata a chi non c'è più.

Scalza, in punta di piedi per non disturbare 
chi dorme nel cimitero accanto.
Tanti ne ho incontrati attraversando gli anni.
Una volta in paese ci conoscevamo tutti,
giravamo a piedi o in bicicletta, 
un cenno del capo, 
un buongiorno che partiva dal cuore.
Quattro risate tirando a far tardi 
nelle lunghe sere di prima estate 
al profumo di tiglio.
Tutto è cambiato, si comunica a stento, 
raramente si scava profondo.
E dire che sarebbe così facile 
tornare a star bene con poco,
guardarci negli occhi,  
sorridere.


lunedì 12 maggio 2014

ELDA E LA NUVOLA BIANCA SU SAN GRISANTE

Risaia di San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Elda amava questa terra 
e le nuvole che si specchiavano 
con eterea vanità nell'acqua stagnante.
 Amava gli aironi  e le garzette vezzose 
come fanciulle di un'epoca bella 
di cui aveva intravisto lo strascico, 
poco prima che la grande guerra 
cancellasse dai cuori leggerezze e speranze. 
100 anni aveva la maestra, 100 anni compiuti da poco.
 Era stata maestra di tanti ragazzi ormai grandi 
e, per molti, maestra di vita.
Qui, a San Grisante, dov'erano nati i suoi vecchi,  
aveva vissuto ed insegnato 
in una piccola scuola di campagna.   
Sapeva essere tenera ed intransigente, 
mai autoritaria, sempre autorevole. 
Scriveva storie ispirate alle sue radici, 
alla vita dura dei contadini, alla natura che la circondava. 
Lavorava a maglia, ricamava, 
cuciva elegantissimi tailleurs 
che Coco Chanel le avrebbe copiato, 
se solo il destino le avesse fatte incontrare. 
D'estate non rinunciava mai ad un parasole di pizzo bianco 
che ne accentuava l'aspetto da piccola dama di porcellana. 
Parlava sottovoce 
trasformando ogni racconto in confidenza. 
Amava la gente ma coltivava la sua solitudine 
con metodo certosino, 
colmandola di buone letture ed ottima musica. 
Oggi una grande nuvola bianca ha baciato il suo San Grisante 
e, dolcemente, l'ha portata in cielo.

COLLINE DI CAMORANO DIPINTE SOTTO UN ALBERO DI PRUGNE




Colline di Camorano (Torino) 
Maria Giulia Alemanno © 
Acquerello su carta Fabriano


…..quando?
….quando ho dipinto queste colline di Camorano

insieme a Pita sotto un albero di prugne?

La visione di quel giorno è nitida ed intensa.

Io e lei sedute beate a studiare il paesaggio, i nostri fogli, 
i nostri acquerelli e la meravigliosa sorellanza che ci legava, 
unite dall’amore per la vita, dalla curiosità, 
dal desiderio d’indagare e di creare.
Ma perchè non ricordo quando?
Di certo era un pomeriggio di sole e d’estate, 
e ridevamo dei nostri dialoghi surreali sovrapposti 
al brusio incessante,  stridente e monotono 
dei maschi delle cicale.
Ma quando?
No,  non ha alcun senso  voler collocare in un momento preciso 
un affetto che non muore, 
anche se Pita d’un tratto se n’è andata.
Quando?
Forse mai.