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lunedì 29 giugno 2015

PENSIERI INTORNO AI FIORI BIANCHI E ROSSI DI UNA CASETTA IN CANADÀ


Fiori d'ingresso- L'Épiphanie, Québec (Canada)


Ci vuole davvero poco per rendere bella una casa,
un pizzico di fantasia, 
 una minimo di buon gusto.
La composizione di fiori bianchi e rossi 
all'ingresso di questa casetta in Canadà
ci dice che chi la abita
conosce e pratica
 le regole della gentilezza e dell'armonia.
Non si tratta di una dimora ricca
ma lo è senz'altro d'amore e di bellezza.
Il bianco richiama il contorno della porta,
il rosso s'accompagna al vecchio rivestimento in legno
 ridipinto con l'arrivo dell'estate.
L'Eleganza rifugge l'ostentazione,
ama l'essenzialità delle scelte minimali.
Niente vasi in finto rame,
niente Veneri in giardino
e - pietà!- 
 neppure l'ombra di colonne corinzie
su muri in poroton nuovi di zecca.
Sembra un pensiero ovvio
ma non lo è affatto.
Basta guardarsi intorno
per accorgersi di essere immersi
in una selva di costosissimo obbrobri.
La volgarità eretta a sistema.... 
Solo una vita semplice ci salverà.



giovedì 16 ottobre 2014

SABRINA

Sabrina
inchiostro di china e acquerello liquido su carta
cm 30 x 21
2014
della serie: Donne di carta- Le inquiete


Asimmetrica, elegante, silenziosa,
Sabrina guardava il mondo 
con leggero strabismo
cercando da una parte e dall'altra 
segni di bellezza.
Era il segreto del suo fascino
e la sua quotidiana salvezza.


mercoledì 25 giugno 2014

E IL TRENO VA....




Arrivo del temporale, non del treno, tra San Giorgio Monferrato e Ozzano


Io e le mie amiche delle medie, 
soprattutto la Rita e la Ina, 
non so quante volte abbiamo ascoltato questa canzone


Richard Anthony - E il treno va 

www.youtube.com/watch?v=sZAtf4kRwSE


incuranti che il giradischi bianco e azzurro 
ce ne restituisse la disperazione
con tono gracchiante.

Anche tu dicevi un dì
non venir se partirò,
non venire a salutare il nostro amor...

 Noi che di amore eravamo totalmente digiune
iniziammo ad immaginarlo partendo dalla fine,
il che, diciamolo, non fu un buon inizio.
Ma quel Richard Anthony aveva una voce suadente
ed un accento francese arrotolato, irresistibile.
Ohhhh!!!!....
quanti sospiri e quanti sguardi lontani,
immedesimandoci in cosa?
IN UN ADDIO.

Sento già che il treno va...

ripetevamo con lui
sempre più meste,
scuotendo il capo 
e cullandoci lentamente,
sulle poltrone del salotto della Ina.
Fuori c'era da scegliere tra 
nebbie da tagliare col coltello,
neve e galaverna,
freddo e gelo da Siberia.
Oh, l'amore che sofferenza,
che immane tragedia,
seppur sussurrata
con eleganza esistenzialista!
Per fortuna ci riprendevamo presto.
 Due sane risate,
 una ricca merenda.
Eravamo pur sempre
poco più che bambine.





martedì 27 maggio 2014

LA TRASGRESSIONE DELLA SIGNORINA MACCABEI


Signorina Maccabei, 
inchiostro di china nero su carta di Maria Giulia Alemanno
1991


Aveva un bel dire la signorina Maccabei 
che non le piacesse sfoggiare abiti nuovi 
ogni volta che usciva di casa. 
Non le credeva nessuno. 
Ogni giorno un tailleur, 
ogni giorno un completino da ragazza molto per bene. 
Mai colori sgargianti,
 solo la ricerca di un’eleganza discreta, 
pastello, sotto tono.

Ma quella volta, chissà perché, 
lei, che al massimo indossava 
perle iridescenti e spille rigorosamente d’oro, 
uscì con una collana alquanto creativa.

Era primavera, 
si risvegliavano la natura e i sensi.

E anche la Signorina Maccabei 
si concesse un debole accenno di trasgressione.