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sabato 1 agosto 2015

SOPRA LE BIGORIE


Sopra le Meire Bigorie - borgata di Oncino, Valle Po (Cuneo)
Pastelli a olio e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta

Dopo il grande caldo
le nubi che arrivano dalla Francia
sono onde benedette.
E si avanza con minor fatica
tra l'erba gialla,
i passi e il cuore più leggeri.
 Si sta bene
sulle Highlands piemontesi.



sabato 18 luglio 2015

LUNGO IL TORRENTE PELLICE


Lungo il torrente Pellice
pastelli a olio, grafite e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
2014
della serie Piccoli viaggi di carta


Quando il caldo è così soffocante
da incollare l'anima alla pelle,
e la vita inesorabilmente
vuole che si resti dove si è,
allora, almeno con la mente,
si va dove l'acqua scorre cantando.
Il Pèlis, come lo chiamano gli occitani, 
è un tipo allegro,
gioca con le pietre,
procede saltellando.
Vederlo nascere dal Monte Granero,
e scendere verso la Conca del Prà, 
è sempre una grande emozione.
E anche mentre lo dipingo, 
 percepisco la sua energia d'eterno fanciullo,
che è in fondo la forza antica 
di un vecchio montanaro.
Mi immergo in una delle sue vasche naturali.
Trattengo il respiro.
E sto subito meglio.

giovedì 16 luglio 2015

TRAMONTO AMERICANO


Tramonto su un lago americano
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta


Il ricordo gioca brutti scherzi
quando il caldo è tanto soffocante
da sciogliere i pensieri.
Dove sarà mai questo lago americano
dipinto a memoria?
In Colorado,
in Virginia,
nello Utah?
Cerco soltanto una goccia di refrigerio
in acque tranquille,
non importa dove
se baciate da un tramonto cangiante
che dona pace.




sabato 4 luglio 2015

OLEANDRI COME GIRANDOLE ROSA


Oleandri in cortile

Girandole rosa in fondo al cortile
 mi fanno compagnia.
Una pianta velenosa
ma che bellezza!
Basta stare accorti, 
ce lo insegna la Storia.
Durante la campagna militare in Italia 
diversi soldati dell'esercito napoleonico 
non morirono sul campo
ma per aver fatto gli spiedini
con rametti d'oleandro...
Sera di luna piena.
Grigliata tragica.
Meglio prosciutto e melone
col caldo che fa....


domenica 28 giugno 2015

LA CALDA ESTATE DELL'OTTAVO NANO


Uno degli otto nani dello zio Sandrot. 
Via Clerico, Crescentino (Vercelli)


Nella casa dello zio Sandrot i nani sono sempre stati otto,
otto e senza nome.
Questo, quarta sentinella su via Clerico,
 per noi bambini era semplicemente 
" il Nano col fiasco".
 Allora, come tutti i suoi compagni, 
indossava abiti lucidi e allegri
ma il tempo ha ingrigito anche lui,
proprio com'è accaduto ai templi greci 
che ora stentiamo ad immaginare
dipinti con colori sgargianti.
Meglio così. 
Con gli altri guardiani della casa dello zio Sandrot
è ormai diventato una statua classica.
Da piccoli pensavamo che avesse gli occhi a mezz'asta
per via del vino che beveva di nascosto.
Nessuno di noi l'aveva mai visto all'opera
ma i grandi ci assicuravano che qualcuno in famiglia 
- per piemontese riservatezza non ci rivelarono mai chi-
sapeva che era solito tracannare
barbera e grignolino
non appena calava la notte.
Ci cascavamo tutti,
 dato che per pigrizia o per beata ingenuità 
 non mettevamo mai in dubbio nulla,
neppure l'esistenza di Babbo Natale.
In estate quell'aria appisolata 
diventava ancor più evidente
per via del caldo che picchiava senza pietà 
per ore e ore e ore.
Era così intontito che, se avesse potuto parlare, 
avrebbe biascicato parole senza senso, 
malamente arrotolate sulla lingua
come cordini cosparsi di nodi.
Non era un tipo che dava confidenza, lui, 
a differenza del " Nano sul fungo",
il fumatore di pipa che presidiava il viale
e sapeva sempre tutto di tutti.
Ma un certo fascino l'aveva,
specie quando la sua figuretta rotonda
si stagliava contro le plastiche foglie del fico
e le ortensie rosa lacca dello sfondo.
Allora appariva persino più gioviale,
 quasi amabile.
 Forse un giorno ci avrebbe regalato un sorriso. 




mercoledì 2 luglio 2014

QUASI QUASI MI FACCIO UN FRAPPÈ




Frappè alla menta
Inchiostro di china, acquerello e collage su carta
cm. 14 x 22
1998

Oh che caldo! Oh che tormento!
Zitta, zitta in un momento,
senza dirlo certo a te,
per amor di trasgressione
io mi faccio un buon frappè.