Visualizzazione post con etichetta colline. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colline. Mostra tutti i post

giovedì 31 agosto 2017

IO INTORNO A MONCALVO

 Colline intorno a Moncalvo n.2
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2017
della serie " Piccoli viaggi di carta"

Ripercorrere su carta le colline che amo
 è sempre una grande emozione.
Il ricordo le rende quasi astratte
 in una sintesi di tratti e di segni.
Il foglio diventa
prato, bosco, zolla.
E cielo appena accennato
che si perde lontano.



martedì 18 ottobre 2016

MATERNE COLLINE DI VERRUA SAVOIA

Colline di Verrua Savoia
pastelli a olio su carta
cm 11 x 27
2006

Fin da bambina ho amato le colline di Verrua Savoia,
morbide e sinuose.
Materne. 
Lì mi rifugio col pensiero
quando sento che la vita mi sta stretta.
Percorro su carta
 i suoi prati, i campi, i boschi.
E subito incontro la pace.


sabato 5 dicembre 2015

IL PARCO ACQUERELLATO DI NADIA PRESOTTO. UNA MOSTRA PERSONALE A VERCELLI


Nadia Presotto- Acquerello


NADIA PRESOTTO

IL PARCO ACQUERELLATO

5 dicembre 2015 - 6 gennaio 2016

CASA D’ ARTE VIADEIMERCATI

Via Vibio Crispo 3

 VERCELLI

Ingresso Libero

Orari dalle 17 alle 19.30 su appuntamento

Info:

 +39 347 2554103  +39 328 672545

www.viadeimercati.it


S’ inaugura sabato 5 dicembre  2015, alle ore 17.30, la personale di Nadia Presotto “Il parco acquerellato ”,  allestita nella galleria Casa d’ Arte Viadeimercati di Vercelli, in via Vibio Crispo, 3.
L’ artista presenta una serie recente di acquerelli, nei quali viene evidenziata la poetica della luce. I toni soffusi infatti  rappresentano paesaggi visti attraverso il velo della sua sensibilità.

Scrive la  critica vercellese Luisa Facelli: 
                                                       
Acquerelli: macchie, lumeggiature, gradazioni d’intensità, più diluite oppure un poco più corpose. Con o senza disegno preparatorio sul supporto cartaceo che, impregnandosi, potrebbe giocare tiri mancini. Cosa non accaduta agli acquerelli di Nadia Presotto che bene asseconda la sensibilità porosa della carta, peraltro non appesantita da schizzi o traccia di matita, grazie alla leggerezza delle sole pennellate.
Nadia Presotto, prima di mettere mano ai suoi lavori, ricerca sempre e dà loro forma solo dopo avere frugato dentro di sé e dentro la materia. Indagine scrupolosa, in questo caso delicata nella sua liquida essenza, come l’acqua che gocciola lungo le setole del pennello.
Opere deliziose di medio formato, in cui non sono mai disgiunti tensione e studio tenace e umile, pur con consapevolezza dignitosa del valore del proprio lavoro, in grado di accogliere suggerimenti e confronti critici, mettendosi in gioco. Il percorso artistico di questi anni ha sfidato tecniche tra loro molto diverse; con lusinghieri risultati che la dicono lunga sulla sua versatilità ormai matura, come si ha modo di capire durante l’esposizione di questa serie di tavole nel luminoso e sempre raffinato spazio della ormai storica Casa d’arte Viadeimercati.
Quanto alla poetica di questi acquerelli essa risponde alla mai abbandonata tentazione per una figuratività moderna, in cui l’aspetto paesaggistico è presente, anche se ci si protende, sempre di più, verso l’astrazione sotto il profilo grafico, lieve e trasognato.
Si oscilla tra due necessità di diverso stampo “narrativo”.
La prima riflette la realtà delle colline del Monferrato, dove l’artista vive da lungo tempo, senza dimenticare il nativo verde trevigiano.
C’è, infatti, la percezione di una stessa pianura, dominata dal grande fiume, all’ombra non lontana di colli; poi terre di acque dove alberi e colture disegnano confini naturali e appartenenze a una storia diversa e ciononostante familiare.
La seconda necessità intesse una più sottile trama: la biografia delle origini si è ramificata anche nei tanti altrove dei viaggi compiuti, delle esperienze emotive che mettono radici nella memoria.
Radici perfino aeree in quei cieli che Nadia immerge nella chiarità di colori stesi con impalpabili pennellate di un rosa che è già violetto, o è già azzurrato di un grigio straniero, di un blu più raro: desideri, nostalgie di lontananze non perdute.
Negli occhi il colore del mondo, secondo il proprio vissuto, o meglio, interpretato. Il linguaggio grafico tatua il trionfo del colore che sulla grana della carta, può farsi appena più terragno, in qualche macchia più calda di giallo, di marrone, di ocra, nell’impasto cromatico pur sempre lieve di quel verde che sembra avere rubato la seta a certe piante officinali nelle ordinate aiuole del giardino di casa.
Tutto in questi acquerelli obbedisce, dunque, a un duplice dettato: ogni tavola dalle tinte più vivide, oppure più smorzate pare immersa in una soffusa atmosfera, eppure, a tratti, riconoscibile: come se la Nadia-esperta di botanica (per passione e per il lavoro di giornalista), avesse voluto ricreare il proprio personale giardino. Vero e metafisico.
O meglio ancora: il sentimento di un giardino, un Eden primordiale che ha visto la genesi di tutto; compresa quella della creatività umana, annidata in quel punto del cervello dove l’idea artistica ancora in embrione, cova in agguato il tempo sufficiente per prendere la vera forma e sbucare fuori.   
Anzi, più che un giardino, mi piace pensare a un parco vero e proprio, dove hanno germogliato talee colte ovunque.
In modo circolare, si ritorna al luogo eletto per renderci più felici: fatto il giro del mondo Nadia ne concentra le suggestioni in una tavola; dipinge nel complice diario della memoria soprattutto il suo amore per la vita, il suo entusiasmo per ciò che ama senza sbavature enfatiche, con quella misura che la guache, in particolare, sa restituire.

Nadia Presotto  ha partecipato a numerose e  importanti rassegne espositive in Italia e all’ estero, a fiere d’ arte, e le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; sono inoltre pubblicate in numerosi cataloghi.


venerdì 4 dicembre 2015

ALBERI E ROVI IN MONFERRATO COME DA BAMBINA


Monferrato. Alberi e rovi
pastelli a olio e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
2014
della serie Piccoli viaggi di carta


A volte mi vien voglia di disegnare
 come quando ero bambina.
"Guardatevi intorno, diceva la maestra
cosa vi colpisce?"
A me piacevano gli alberi spogli
coi loro intrighi di rami che tagliavano l'aria,
e i rovi aggrovigliati, ormai senza more.
Le colline le vedevo rotonde,
levigate pance materne,
e così le riproducevo sui quaderni di bella.
Cercavo già allora i sentimenti dei luoghi
e i racconti nascosti nei boschi più folti.
Come dire, si cambia
ma nel profondo rimaniamo gli stessi.


lunedì 30 novembre 2015

VOGLIA DI MARE. LIGURIA DALL'ALTO


Liguria dall'alto n.1
pastelli a olio e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
Della serie "Piccoli viaggi di carta"

Nel freddo che avanza
cresce la voglia di mare
e di paesaggi amici.
Liguria dall'alto, 
appena passata Genova
 in viaggio verso le montagne,
e poi le colline
e poi le pianure del Piemonte.
C'era una luce amorevole
quel giorno,
legava il mare agli ulivi.
Ma non la vela bianca
che lenta
 scivolava
libera.



martedì 28 luglio 2015

GIRASOLI MONFERRINI PER OCHUN


 Girasoli al tramonto presso Varengo (Alessandria)

Girovagando in Monferrato, 
terra di grandi meraviglie,
sola " y encantada de la vida"
 
come mi ha insegnato ad esserlo Alberto Granado, 

che fu il miglior amico del Che 
e il miglior maestro che il destino mi potesse regalare, 
mi è apparso un campo di girasoli. 


Sole e girasoli in Monferrato

Splendenti nel sole 
che stava tramontando dietro le mie colline,
 
morbide e gentili come lo è Ochun, 
non ho potuto che pensare a lei
 la bella tra le belle, 
e a Cuba, 
l'altra mia terra, 
che mi ha accolto come una figlia.


Omaggio della mia terra ad Ochun

E mi è parso che anche qui in Monferrato, 

dove una volta c'era il mare,
fosse naturale un omaggio alla sorella di Yemaya,
regina di tutti i girasoli del mondo,
dolce più del miele,

abbagliante più del sole,
  


Maria Giulia Alemanno: OCHUN o OSHUN o OXUN
tempera e acrilico su tela di sacco
cm. 180 x 115
2004

anche lei, come me,
"encantada de la vida".

sabato 15 novembre 2014

LE COLLINE DI VERRUA SAVOIA VISTE DA CRESCENTINO


Le colline di  Verrua Savoia  dai campi intorno a Crescentino (Vercelli)


Colori metallici in un mattino di novembre.
Dopo giorni di pioggia 
il sole tenta di aprirsi un varco tra le nubi.
Il territorio di Verrua Savoia mi appare così 
dalla strada sterrata che va verso la Dora,
prima del pericoloso ponte di Sant'Anna.
Sarebbe piaciuto a Fontanesi questo taglio orizzontale 
di campi di granturco, sipario d'alberi,
fondale ondulato di colline.
Piace tanto anche a me,
mentre tento di acchiappare le poche luci
che giocano in cielo.


venerdì 31 ottobre 2014

DUE RAGAZZI E UNA ZUCCA IN COLLINA



Due ragazzi e una zucca in collina
olio su cartone telato
1980 -2014


Quando eravamo bambini non sapevamo dell'esistenza di Halloween, non tormentavamo la gente con nessun dolcetto scherzetto, ce ne stavamo per conto nostro, magari in piccoli gruppi, a inventare giochi con ciò che di più povero ci capitava sotto mano, gusci di noci e stuzzicadenti per fare barchette o foglie del viale che diventavano cotolette impanate di sabbia, tanto per ricordarne qualcuno.

Le zucche le trovavamo negli orti delle cascine e qualche volta  i grandi ci permettevano di usarle per le nostre fantasie. Era così  che le tagliavamo accuratamente alla base,  le svuotavamo dei semi e della polpa (se erano dolci e farinose le donne di case le utilizzavano per farne minestre e torte. Mai sprecare niente, era l'imperativo e la regola), ed infine le trasformavamo in presenze primitive, incidendo sulla loro pelle parvenze di occhi , nasi e denti diradati. Non c'era un giorno stabilito per farlo, non ricordo una sola notte del 31 ottobre dedicata al nostro rito, capitava spesso in autunno, questo si, ma senza alcun travestimento, nasi finti di gomma, cappelli a punta, maschere  da scheletro, trucchi da vampiro, scope da strega. Niente di tutto questo. 

Eravamo piuttosto civili. 
Eravamo noi stessi.

Non chiamavamo le nostre creature fantasmi ma anime, il che conferiva loro un'aura di tenerezza, comunanza, appartenenza. Anime di chi? Dei nostri antenati, di gente sepolta nei cimiteri vicini, magari dei soldati dell'esercito sabaudo che avevano combattuto i francesi alla rocca di Verrua Savoia. 

Era quella la zona preferita per nostre evocazioni. Appoggiavamo le nostre creature su un muretto e verso sera accendevamo un lume nel loro ventre, affinché nel buio che presto sarebbe calato sulle nostre colline potessero tramutarsi in lanterne magiche della notte. 

Pian piano altri ragazzi, neppure conosciuti, ripetevano lo stesso rituale dai bricchi circostanti e, senza l'ausilio delle  diavolerie di oggi, con estrema naturalezza e semplicità, i nostri pensieri ed i nostri piccoli fuochi s'intrecciavano dando vita ad uno spettacolo corale di delicata poesia.

Questo mio minuscolo dipinto ad olio di tanti anni fa, ora leggermente ripreso, voleva essere il racconto-ricordo di uno di quei momenti di casalinga magia. 

I due ragazzi, forse fratelli, sono immobili, silenziosi. 
Erano tempi di diversi scherzetti e di diversa dolcezza.


venerdì 25 luglio 2014

QUESTA FOLLE ESTATE



Temporale in viaggio verso Gaminella,
 colline del Monferrato (Alessandria)


Questa folle estate
di lampi, rovesci e tuoni,
ha il colore del metallo
e la veste austera
di una badessa antica.
Non chiediamoci troppi perché.
E' la vita.

giovedì 5 giugno 2014

ANGELO PIEMONTESE A L' ÉPIPHANIE



 Maria Giulia Alemanno ©  Angelo piemontese a L'Épiphanie (Quebec, Canada)
acquerello e grafite su carta
cm 11,5 x 16,5
dicembre 2012

Grazie! Grazie! Grazie
alla fantasia, salvifica in momenti di isolata solitudine.
Bastano un piccolo foglio di carta, 
una matita e tre gocce d'acquerello 
perchè un angelo piemontese 
in volo su colline monferrine
appaia nei grandi spazi silenziosi del Canada.

Anche questa è magia.


mercoledì 28 maggio 2014

GUARDANDO MONPIOLA




 Maria Giulia Alemanno: Guardando Monpiola
 (Verrua Savoia)
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2010
della serie Piccoli viaggi di carta

Qui a Monpiola riposa il mito della mia giovinezza
Verde intenso dell’estate, cielo terso.
Colline ondulate e dolci 
dietro al castello di Verrua Savoia.


Guardando Monpiola (Verrua Savoia)
pastelli a olio e testo su carta
cm. 11,5 x 16,5 / cm. 40 x 40
2010



lunedì 12 maggio 2014

COLLINE DI CAMORANO DIPINTE SOTTO UN ALBERO DI PRUGNE




Colline di Camorano (Torino) 
Maria Giulia Alemanno © 
Acquerello su carta Fabriano


…..quando?
….quando ho dipinto queste colline di Camorano

insieme a Pita sotto un albero di prugne?

La visione di quel giorno è nitida ed intensa.

Io e lei sedute beate a studiare il paesaggio, i nostri fogli, 
i nostri acquerelli e la meravigliosa sorellanza che ci legava, 
unite dall’amore per la vita, dalla curiosità, 
dal desiderio d’indagare e di creare.
Ma perchè non ricordo quando?
Di certo era un pomeriggio di sole e d’estate, 
e ridevamo dei nostri dialoghi surreali sovrapposti 
al brusio incessante,  stridente e monotono 
dei maschi delle cicale.
Ma quando?
No,  non ha alcun senso  voler collocare in un momento preciso 
un affetto che non muore, 
anche se Pita d’un tratto se n’è andata.
Quando?
Forse mai.