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sabato 3 settembre 2016

UNA DOMENICA D'ARTE A FONTANETTO PO


Maria Giulia Alemanno
La scure spezzata
olio su tavola 
cm. 100 x 70
della serie "Fuochi ed altre presenze"
 Altre opere sul sito :
http://www.mariagiulia-alemanno.com

Nell'ambito della Festa Patronale di San Bononio che si svolge dal 2 al 6 settembre 2016, a Fontanetto Po la giornata di domenica è tutta dedicata all'Arte. Nel post pubblicato ieri trovate l'intero programma e qui di seguito i nomi degli artisti che espongono in via Gian Battista Viotti (il grande musicista, autore della Marsigliese, è nato nel 1755 proprio in questo delizioso paese di risaia!)

A partire dalle ore 9.00 vi aspettano le opere di

Maria Giulia Alemanno
Arianna
Artemide
Patrizia Balocco
Luigi Barberis
Federico Bollo
Andrea Boltro
Mario Cardano
Laura Chiarello
Dolores Chinea
Roberto Cisternino
Vincenzo De Martino
Diana
Mario Domenicale
Imma Fazzone
Antonino Fulci
Domenico Giraudo
Natali Grunska
Lorenz
Mauro Lovisetti
Elisa Marmo
Andrea Meli
Loredana (LO') Merlin
Domenico Minniti
Piergiorgio Panelli
Mario Panzani
Bruno Pezzoli
Brigitta Sarasso
Giulio Savino
Luigi Trentarossi
Raff Tumolo
Alfredo Vallese
Luciana Viale
Noemi Zani
Michela Zarino

Tutte le informazioni sul sito del
Comune di Fontanetto Po 




sabato 5 dicembre 2015

DUE FUOCHI IN RISAIA


Due fuochi in risaia
pastelli a olio su carta
cm. 11,5 x 16,5
2015

Avanzano tra le stoppie
come viandanti misteriosi.
Due fuochi in risaia.
Anime che s'incontrano,
anime che si dividono.
Così è la vita.



venerdì 31 ottobre 2014

DUE RAGAZZI E UNA ZUCCA IN COLLINA



Due ragazzi e una zucca in collina
olio su cartone telato
1980 -2014


Quando eravamo bambini non sapevamo dell'esistenza di Halloween, non tormentavamo la gente con nessun dolcetto scherzetto, ce ne stavamo per conto nostro, magari in piccoli gruppi, a inventare giochi con ciò che di più povero ci capitava sotto mano, gusci di noci e stuzzicadenti per fare barchette o foglie del viale che diventavano cotolette impanate di sabbia, tanto per ricordarne qualcuno.

Le zucche le trovavamo negli orti delle cascine e qualche volta  i grandi ci permettevano di usarle per le nostre fantasie. Era così  che le tagliavamo accuratamente alla base,  le svuotavamo dei semi e della polpa (se erano dolci e farinose le donne di case le utilizzavano per farne minestre e torte. Mai sprecare niente, era l'imperativo e la regola), ed infine le trasformavamo in presenze primitive, incidendo sulla loro pelle parvenze di occhi , nasi e denti diradati. Non c'era un giorno stabilito per farlo, non ricordo una sola notte del 31 ottobre dedicata al nostro rito, capitava spesso in autunno, questo si, ma senza alcun travestimento, nasi finti di gomma, cappelli a punta, maschere  da scheletro, trucchi da vampiro, scope da strega. Niente di tutto questo. 

Eravamo piuttosto civili. 
Eravamo noi stessi.

Non chiamavamo le nostre creature fantasmi ma anime, il che conferiva loro un'aura di tenerezza, comunanza, appartenenza. Anime di chi? Dei nostri antenati, di gente sepolta nei cimiteri vicini, magari dei soldati dell'esercito sabaudo che avevano combattuto i francesi alla rocca di Verrua Savoia. 

Era quella la zona preferita per nostre evocazioni. Appoggiavamo le nostre creature su un muretto e verso sera accendevamo un lume nel loro ventre, affinché nel buio che presto sarebbe calato sulle nostre colline potessero tramutarsi in lanterne magiche della notte. 

Pian piano altri ragazzi, neppure conosciuti, ripetevano lo stesso rituale dai bricchi circostanti e, senza l'ausilio delle  diavolerie di oggi, con estrema naturalezza e semplicità, i nostri pensieri ed i nostri piccoli fuochi s'intrecciavano dando vita ad uno spettacolo corale di delicata poesia.

Questo mio minuscolo dipinto ad olio di tanti anni fa, ora leggermente ripreso, voleva essere il racconto-ricordo di uno di quei momenti di casalinga magia. 

I due ragazzi, forse fratelli, sono immobili, silenziosi. 
Erano tempi di diversi scherzetti e di diversa dolcezza.