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martedì 8 novembre 2016

AL CIRCOLO DEI LETTORI di Torino arrivano SCAGLIOLA e CANTAMBANCHI con il MUSEO DELLA PIOGGIA


Uno sconosciuto nel Museo della pioggia

 giovedì 10 novembre 2016, ore 18.00

al CIRCOLO DEI LETTORI
via Bogino 15
Torino

il critico Federico Audisio
chiacchiera con
Renato Scagliola
a proposito del suo nuovo libro

IL MUSEO DELLA PIOGGIA

ed altre realtà aumentate
(Zedde editore)

Com’è ormai tradizione

saranno presenti 

i Cantambanchi,

il gruppo di folk progressivo

di cui Scagliola è fondatore con
 Franco Contardo,

per proporre

una presentazione inusuale

fatta di musica e parole.





lunedì 24 ottobre 2016

I CANTAMBANCHI in concerto e il MUSEO DELLA PIOGGIA al CENTRO INCONTRI di Corso Belgio 91 a TORINO




Il museo della pioggia in un angolo della tettoia

mercoledì 26 ottobre 2016, ore 15.30

Il CENTRO INCONTRI

di Corso Belgio 91

TORINO

inaugura la Stagione 2016/2017
dei "mercoledì FUORICASA"
con la straordinaria presenza dello
storico gruppo folk

I CANTAMBANCHI

per la presentazione in musica
del libro di Renato Scagliola

IL MUSEO DELLA PIOGGIA
(Zedde Editore)

Concerto, fabulazioni e chiacchere,
paradossi, realtà aumentate, cattiverie e 
fenomenali cretinaggini
del secolo presente. 
Testi mischiati con storie normali
in campagna e montagna,
fatte di silenzi, boschi, persone e vacche.



sabato 24 settembre 2016

Con SCAGLIOLA e CANTAMBANCHI alla Soms De AMICIS di Torino IL MUSEO DELLA PIOGGIA è un libro in musica

      De Amicis e Scagliola in soffitta


Lunedì 26 settembre 2016, ore 18.00

alla


il libro che  ama raccontare in musica in compagnia dei  Cantambanchi, il gruppo di folk progressivo da lui fondato nel 1969 insieme a Franco Contardo, a cui ora affida la lettura delle pagine più significative. E’ la prima volta che s’intrecciano, a due passi dal Po, la storia della  Società Operaia di Mutuo Soccorso intitolata nel 1908 allo scrittore socialista, autore del celeberrimo libro Cuore, e quella di un gruppo centrale nel panorama della musica popolare piemontese. 


Il museo della pioggia e altre realtà aumentate è un lavoro in due parti. La prima di realtà cosiddetta aumentata, anzi storpiata e rivoltata, che diventa surreale, mal trattata con utensili bruti e cattivi, su temi di oggi tanto diffusi da diventare arnesi frusti da rigattiere. Si parla male di turismo low cost, previsioni del tempo, feste e sagre (del la cipolla ripiena, del sedano rosso…), chilometri zero,  commercialisti e appalti truccati, tav e animalisti, rievocazioni storiche a tutti i costi. Si ride, ma non c’è niente da ridere.
Alla fine si va in montagna con storie per niente aumentate, anzi normali, e dettagli di posti fuorimano, storie di persone senza gloria, un paesaggio che commuove nella sua modesta bellezza, anziani che raccontano e giovani che mettono insieme hitech e tradizione per inventarsi una vita decente, anzi soddisfacente. E iniziative ardite come quella della nuova vita delle baite di Paraloup, in valle Stura, prima base partigiana di Nuto Revelli e compagni.

Renato Scagliola, giornalista alla «Gazzetta del Popolo», «Stampa Sera» e «La Stampa», curatore delle Pagine della Memoria di “Torinosette”, oltre al Museo della pioggia ha pubblicato Osteria d’Oriente nel 1994 e La grappa alla vipera nel 2013.



lunedì 18 aprile 2016

SCAGLIOLA e CANTAMBANCHI con UN LIBRO E LA SUA MUSICA alla storica COOPERATIVA BORGO PO e DECORATORI di Torino


Realtà aumentate nel Museo della pioggia


I CANTAMBANCHI e GLI ALLEGRI IMBIANCHINI
Un libro e la sua musica

Sabato 23 aprile 2016, ore 17.00

COOPERATIVA BORGO PO e DECORATORI
(gli imbianchini)

Via Lanfranchi 28
(dietro la Gran Madre)

TORINO

info:
tel. 011.819.06.72 – 011.819.59.18


Reading dal libro di
Renato Scagliola
“IL MUSEO DELLA PIOGGIA”
Storie di paradossi, realtà aumentate,
cattiverie e fenomenali cretinaggini del secolo presente.
E alla fine storie normali in montagna di silenzi, persone e vacche,
e concerto dei
CANTAMBANCHI.
Un pomeriggio di folk d’epoca del nord ovest,
per voci e strumenti acustici.



Ai piedi del Monte Bracco Scagliola medita sulle brutture dei graffiti urbani che richiederebbero il radicale intervento degli Imbianchini

…In Algeria, in pieno deserto, su un solitario masso, vicino a un primitivo ricovero in pietra, è incisa una donna nuda. La guida spiega poi che si trattava di un vecchio avamposto della legione, i soldati si annoiavano, pensavano solo a quello……
Altrove, segni inequivocabili di una scrittura in arabo, tradotti dicono “ Ahmed è passato di qui”. Morale: è possibile che i nostri antenati abbiano avuto il bisogno di lasciare un segno del loro passaggio sulla terra. Senza immaginare che millenni dopo i discendenti avrebbero potuto scervellarsi per interpretare chissà quale comunicazione.
Quindi semplificando, in tanti hanno (abbiamo) bisogno di lasciare un segno del passaggio sulla terra, visto che si tratta di un lampo, che sembra lungo, ma è un niente alla fine, e quindi che rimanga almeno qualcosa.
E qui arriviamo ai giorni nostri, non a graffiti rupestri, ma sbocchi di vernice, pitture e scarabocchi metropolitani, opera di grafomani con la sindrome di Ahmed. Li vediamo tutti i giorni, purtroppo, dappertutto. Autori, ignoti decoratori geneticamente modificati e malaticci, anarco­verniciatori che vogliono passare alla storia, lasciando un segno, ma indietro di cottura se parliamo di estetica, poiché la grafica arriva indigerita dagli Usa, già vecchia di 40 anni. Gregari acritici e acrilici di quell’hip-­hop che sembra l’incitamento del carrettiere….

 da "Il Museo della Pioggia", pag. 38: Ahmed è passato di qui

  

sabato 12 marzo 2016

Alla BIBLIOTECA CIVICA di COLLEGNO arrivano SCAGLIOLA e CANTAMBANCHI con IL MUSEO DELLA PIOGGIA

Ombrelli al Museo della pioggia

Venerdì 18 marzo 2016, ore 17.00 

Biblioteca Civica di Collegno
Corso Francia 275

Chiacchiere, letture e folk-music intorno al libro 


IL MUSEO DELLA PIOGGIA
e altre realtà aumentate
di Renato Scagliola
 Zedde Editore


Parteciperà lo storico gruppo Cantambanchi
 con voci e strumenti acustici.

Renato Scagliola al Museo della pioggia

Quello che Renato Scagliola, giornalista de "La Stampa", curatore della rubrica “Sul filo della memoria” sulle pagine di “Torino Sette” e fondatore con Franco Contardo dei Cantambanchi, definisce sinteticamente " un piccolo viaggio dalle socio scemenze delle pianure fino ai silenzi delle montagne" è "un libro in due parti. La prima di realtà cosiddetta aumentata,  anzi storpiata e rivoltata, che diventa surreale, maltrattata con utensili bruti e cattivi, su temi di oggi tanto diffusi da diventare arnesi frusti da rigattiere. Si parla male di turismo low cost, previsioni del tempo, feste e sagre (della cipolla ripiena, del sedano rosso...), chilometri zero, commercialisti e appalti truccati, tav e animalisti, rievocazioni storiche a tutti i costi. Si ride, ma non c’è niente da ridere. Alla fine si va in montagna con storie per niente aumentate, anzi normali, e dettagli di posti fuorimano, storie di persone senza gloria, un paesaggio che commuove nella sua modesta bellezza, anziani che raccontano e giovani che mettono insieme hitech e tradizione per inventarsi una vita decente, anzi soddisfacente. E iniziative ardite come quella della nuova vita delle baite di Paraloup, in valle Stura, prima base partigiana di Nuto Revelli e compagni".

Dalla prefazione di Piero Bianucci al Museo della pioggia



mercoledì 25 novembre 2015

IL MUSEO DELLA PIOGGIA di RENATO SCAGLIOLA aperto per una sera in FRAZIONE DEVEYS di EXILLES (Torino)

Sacro e profano in ordine sparso in una sala del Museo della pioggia

Sabato 28 novembre 2015, ore 21.00

Ex scuola della Frazione Deveys di Exilles (Torino)

Presentazione del libro di

Renato Scagliola 

IL MUSEO DELLA PIOGGIA

e altre realtà aumentate" 

(Giancarlo Zedde Editore)

 Intrattenimento musicale con i Cantambanchi 
e letture a cura degli attori di ArTeMuDa. 

Ingresso libero

In collaborazione con L'Associazione Funtana Dla Vi - Amici del Deveys e l'ASD L'Ombelico di Valsusa.

Nella stessa serata, in occasione della giornata nazionale del tesseramento ANPI, sarà presente un banco informativo dell'ANPI sezione Chiomonte-Alta Valle di Susa con la possibilità di iscriversi all'ANPI 
per il 2016.


 Dalle 23.30 alle 5.30 della domenica sarà possibile assistere alle fasi di distillazione della grappa presso l'Alambicco Consortile di Deveys.

Possibilità di merenda sinoira presso "Il Gigante e la Gallina"
Per prenotazioni tel 338.1921399/345.4293629.


INFO: 335-7669611, artemuda@yahoo.it


Renato Scagliola, giornalista e cantambanco doc, nel museo della pioggia.


A proposito di distillati,  ecco un assaggio da "La grappa alla vipera" il secondo libro di Renato Scagliola. Sapori forti e conviviali adatti al freddo che avanza.




APOLOGIA DELL’AGLIO !



Ecco una elegia, una dedica, un’apologia e la teologia dell’aglio, un poemetto in prosa che per questo è detto prosaico. ..L’aglio nasce sottoterra dove diventa un giovanotto nerboruto, e si prende per chiara fama l’aggettivo di ctonio. Ma non Antonio, ctonio, con la c, come cutu, una parola greca che vuol dire sotterraneo, appartenente all’abisso, anche se l’abisso sta dieci centimetri sottoterra nell’orto, una parola mai sentita che piace soprattutto a Ceronetti che la mette ogni tanto a tradimento e obbliga a prendere il vocabolario che a quei  dei filosofi le piace solo le parole che non conosce nessuno.
 è la cultura.

Chi non lo piace l’aglio era sospetto di eresia già ai tempi dell’inquisizione, e la storia insegna che era obbligatorio coltivarlo già nel medioevo nel ducato di Savoia, perchè scacciava le streghe e anche i vermi, che gli mettevano una treccia al collo dei bambini, e chi non lo sa, diciamo che è buono anche contro i tumori, abbassa la pressione, combatte il colesterolo, ammazza le camole e le boje panatere, e guarisce anche la candida, che è quella malattia che le viene a ciulare nella neve o nella farina, mentre a farlo nella tornitura o sull’incudine, viene il tetano. Chiusa parentesi.

E poi si racconta che la prima bagna cauda l’hanno fatta ad Albugnano, con l’olio di noci - e per grazia ricevuta hanno fondato l’abbazia di Vezzolano - che oltre a essere una pietanza sopraffina, serviva anche a guarire dalla peste, e ancora oggi è meglio della penicillina, perchè tonifica, santifica, slunga e slarga, fa chersi la barba e strens la bernarda. Tanto che lo fanno anche in pastiglie e perfino in supposte, anche se non c’è paragone, fra mettersi una supposta e mangiare una bagna cauda. Per dire.
L’aglio è altamente diffuso in natura, nel vocabolario, e nelle carte topografiche anche se nascosto e imprevedibile. Una roba magica, basta pensare a Cagliostro! Qualcuno dice che è di sinistra, ma di sicuro non si sa. Comunque a Berlusconi non piace. Non è una prova, ma un indizio sì.

Comunque è il mangiare preferito dal fabbro ferraio, il forgiairon, come testimonia il maglio, e anche del muratore quando deve fare un muraglione, e ci sono dei paesi altamente rispettabili dove si va volentieri a cantare e fare merenda, come Maglione, che serve anche d’inverno quando fa freddo, e Caraglio nella magnifica provincia di Cuneo dove tutti suonano la ghironda, e a Richiaglio, che nessuno sa dov’è, ma è un posto nascostissimo, piccolissimo, nelle valli di Lanzo, dove ci sono montanari gentili, anzi quasi nessuno, e devi andare apposta e se non sai la strada non vai e non torni neanche più indietro, e sei sperso come fossi nel Ladak nel silenzio solitario, con solo la voce di qualche beru, che neanche il campanile mezzo diroccato suona più, che la campana l’hanno rubata in tempo di guerra. E infine i vecchi lo raccontano ancora quanto fu tossico e indigesto quando Cadorna mandò i bravi alpini allo sbaraglio.
E non sembra vero, ma ci piace anche andare ad Agliè, perché non è solo un paese ducale, ma era l’antico grido di guerra dei contadini canavesani coltivatori di aglio che gridavano: <agliè, agliè, andona a plè> .

E infine pensate alla meraviglia della soma d’aj, cibo epico e barbarico, che è anche una coppia di parole che sembrano un mantra tibetano, come dire un’invocazione, e invece è una pietanza che una volta era dei poveri e adesso è una specialità dello slow food che la espongono anche al Lingotto, e gli americani quando strofinano una fisca sopra le bergnoccole di una biova o di una grissia e la assaggiano gli gira la testa e rimangono sborditi e dicono my God , e non vanno mai più da mc donald, e gridano che Bush è un balengo (che magari è anche vero), e i francesi le girano le balle perchè non l’hanno inventato loro. …….



venerdì 30 ottobre 2015

LA BALLATA DI ANTONIO VENDRAMIN

ANTONIO VENDRAMIN - Renato Scagliola e Cantambanchi


youtube.com
Clicca sul titolo o sul riquadro per guardare il video.




Maria Giulia Alemanno ©: Antonio Vendramin, tavola 1.
inchiostro di china su carta, 1977



La ballata di Antonio Vendramin, cavallo di battaglia dei Cantambanchi, storico gruppo del folk italiano, è stata scritta negli ormai lontani anni 70 da Renato Scagliola, giornalista e cantambanco d.o.c. 
La musica è di Piero Marchisio, per un breve tratto cantambanco. 
La registrazione degli anni 80,  è arricchita dalla presenza di Sergio Balestracci, maestro di musica antica, la cui partecipazione straordinaria rende questa versione unica e preziosa.
In tanti ricordano ancora la triste e dolorosa storia di Antonio Vendramin, mille volte cantata in giro per il Piemonte e oltre confine, quando i Cantambanchi si muovevano a bordo di un pulmino  amaranto carico di strumenti, con la scritta al contrario come le autoambulanze. Su quell' "ambulanza musicale" il buon Vendramin si sarebbe di certo trovato a proprio agio e fors'anche riposato, lui che aveva dovuto combattere sempre, in guerra e nella vita. Soldato in Albania, emigrante in Germania poi contadino in Polesine, dopo aver faticosamente messo su casa con moglie e bambini, nel ’52 si era visto portare via tutto dalla piena del Po, un dramma condiviso da migliaia di famiglie costrette a cercare rifugio e lavoro altrove.  Come per molti altri il suo altrove si chiamava Torino.
 
Nuova esistenza, nuovi disagi, nuove difficoltà che Vendramin cerca di annegare nel vino. Il suo racconto si dipana in quella strana lingua che è il veneto-piemontese: cadenza e parole della terra d’origine mischiate a quelle della terra d’adozione.  La gente colta la chiamerebbe asetticamente “transculturazione”. Per lui non è stata altro che “una vita da bestia”.

Le dieci tavole della storia di Antonio Vendramin che ho recuperato dal cassetto dei ricordi per dar loro la nuova veste del video, risalgono al 1977. Le avevo disegnate su fogli ruvidi, con tratti veloci di penna intinta in inchiostro di china, poi annacquato per essere steso a pennello. Spero conservino ancora una loro freschezza, specie ora che ho potuto farle rivivere accostate al testo e alla musica. E Vendramin, nonostante il tempo che è passato,  continua a farmi tenerezza, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, di uno che non ha mai visto Genova.


lunedì 15 giugno 2015

I CANTAMBANCHI A LANZO RICORDANO PEREMPRUNER E PARLANO DEI LIBRI DI SCAGLIOLA


Venerdì 19 giugno, ore 21

ALBERGO TORINO

via Umberto I,  45

LANZO TORINESE

Concerto folk dei CANTAMBANCHI

per i vent'anni dalla morte di Giancarlo Perempruner,
cittadino di Lanzo 
 nei suoi ultimi anni di vita.

E chiacchiere e illazioni su due libri di 
Renato Scagliola


La Grappa alla Vipera 
e
Il Museo della pioggia


dedicati all'amico scomparso.

Interviene Flavio Giacchero di Viù, giovane musicista, 
allievo e sodale di Giancarlo tanti anni fa.



  ingresso libero

*

domenica 24 maggio 2015

Alla LIBRERIA IPPOGRIFO di CUNEO arrivano i CANTAMBANCHI per parlare dei libri di SCAGLIOLA e ricordare PEREMPRUNER


Martedì 26 maggio
  ore 18.00 
alla Libreria Ippogrifo
via Nizza 1
Cuneo
incontro con i Cantambanchi
 per ricordare 
Gian Carlo Perempruner
figura fondamentale del gruppo di folk progressivo,
 e parlare di due libri di 
Renato Scagliola
altro storico cantambanco:
 La grappa alla vipera 
Il museo della pioggia

con l'intervento del giornalista Piero Dadone.



La grappa alla vipera sul tavolo in campagna



"La grappa alla vipera", viaggi a corto raggio in Piemonte, nel bello e nel brutto, montagne e colline, pastori e contadini, grandi camminate 
e  piccole memorie di fraterni amici scomparsi. Tra questi Giancarlo Perempruner, "poeta del giocattolo povero" sodale di musica e boschi, fieramente cuneese, bastian contrario dalla nascita, morto nel 1995.






Il museo della pioggia al lume di candela




Del "Museo della pioggia" ha scritto Piero Bianuccci:
"... maestro, Scagliola, nel mescolare scrittura alta e scrittura bassa, colta e plebea, Accademia della Crusca e gergo dialettale, sintassi compresa. E come da tali accostamenti imprevedibili e spiazzanti germoglino umorismo, divertimento puro, ironia corrosiva, rabbia talvolta a pugni chiusi, ma sempre con il prevalere ultimo del sorriso sull’amarezza. Il libro si divide in due parti che corrispondono a due mondi. Il primo è il macrocosmo della stupidità, etereo e pervasivo. Il secondo è il microcosmo pietroso e segreto di remote valli piemontesi".

I due volumi sono pubblicati da Zedde editore.


*

Cantambanchi - Là sota i portic 'd Coni - YouTube

www.youtube.com/watch?v=X-oRMZvPDxU7 gen 2012 - 4 min - Caricato da cantambanco
Un classico dei Cantambanchi, Là sota i portic 'd Coni (Là sotto iportici di Cuneo ..
Alla Rai negli anni '80... e c'era Perempruner