Visualizzazione post con etichetta francesco tabusso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta francesco tabusso. Mostra tutti i post

domenica 31 luglio 2016

IL MARE DA KIEN


Il mare da Kien (Varigotti)
della serie "Piccoli viaggi di carta"
pastelli a olio
cm 11,5 x 16,5
2010

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
si confonde con il cielo.
Quanti anni sono passati
dalle mie giornate con Francesco
in quella bianca casa saracena
nascosta nella macchia mediterranea,
quanti pensieri e quanta nostalgia.
Camminavamo sui tetti,
raccoglievamo uva e fichi,
mangiavamo pane e olio nella vigna.
E dipingendo parlavamo della vita.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è diventato cielo.
Francesco mi chiama dall'alto,
  mi chiede come va.
Meglio allora -gli dico-
l'elicriso non l'ho 
 più cercato e
non so se la meridiana segna ancora le ore.
Da sola non ci torno 
sul sentiero che porta a Le Manie.
Mi dà malinconia.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è ormai diventato aria.
E dentro di me è sera.


Francesco Tabusso, artista straordinario, è stato il mio maestro e il mio più caro amico.


lunedì 17 novembre 2014

GIACCHETTA ROSSA E MELOGRANI

 Maria Giulia Alemanno : Giacchetta rossa e melograni
inchiostri di china su carta lucida
1981

Ritrovare un proprio lavoro del 1981 fa uno strano effetto.
E' passato troppo tempo, i ricordi sono annebbiati.
Chi sarà mai questa bimba paffuta in giacchetta rossa?
Di certo era entrata nell'atelier 
di Francesco Tabusso, il mio maestro,
riconosco lo scaffale sullo sfondo 
e l'intarsio di un cassettino che adoravo.
I melograno non mancavano mai.
Diventavano elementi di nature morte autunnali
e li si disegnava anche in seguito, quando rinsecchiti,
assumevano un aspetto drammatico, scultoreo.
I libri li apro uno ad uno col pensiero:
un trattato sui funghi eduli,
una Storia della Val di Susa,
una raccolta di ex voto,
Erano giorni
di studio
e d'allegria.