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domenica 31 luglio 2016

IL MARE DA KIEN


Il mare da Kien (Varigotti)
della serie "Piccoli viaggi di carta"
pastelli a olio
cm 11,5 x 16,5
2010

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
si confonde con il cielo.
Quanti anni sono passati
dalle mie giornate con Francesco
in quella bianca casa saracena
nascosta nella macchia mediterranea,
quanti pensieri e quanta nostalgia.
Camminavamo sui tetti,
raccoglievamo uva e fichi,
mangiavamo pane e olio nella vigna.
E dipingendo parlavamo della vita.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è diventato cielo.
Francesco mi chiama dall'alto,
  mi chiede come va.
Meglio allora -gli dico-
l'elicriso non l'ho 
 più cercato e
non so se la meridiana segna ancora le ore.
Da sola non ci torno 
sul sentiero che porta a Le Manie.
Mi dà malinconia.

Nel ricordo il mare che guardavo da Kien
è ormai diventato aria.
E dentro di me è sera.


Francesco Tabusso, artista straordinario, è stato il mio maestro e il mio più caro amico.


martedì 13 maggio 2014

CON FRANCESCO TABUSSO SUI SENTIERI DEL FINALE




Case di Le Manie
 © Maria Giulia Alemanno

pastelli a olio su carta

cm 11,5 x 16,5

2010

Profumo d’elicriso e di erbe mediterranee.

Camminando con Francesco 
lungo i sentieri del Finale.

Il mare è laggiù, lontano.



Case di Le Manie per "PICCOLI VIAGGI DI CARTA"- colori e parole.
2013

*
Ci sono molti ricordi in questo foglio. 
Le mie passeggiate con Francesco Tabusso 
da Kien a Le Manie, 
col mare di Varigotti che pian piano veniva incorniciato 
dalle ginestre e dall'elicriso, 
il blu intenso ed il suo complementare, il giallo,
 che si esaltavano l’un l’altro, 
come topazi di diverso colore, splendidi. 

Salivamo ridendo e parlando di pittura, sempre,

dipingendo con le parole tele immense, 
creando mondi nuovi 
abitati solo 
da folli e sognatori.
E poi i nostri pranzi da Milena 
che aveva i capelli neri e gli occhi grandi, come more. 
Francesco ripeteva ogni volta : 
"Guarda! E’ bellissima."
E la sua pelle d’alabastro 
e quello sguardo da modella inconsapevole, 
dunque incantevole, 
entrarono presto in disegni memorabili, 
come "Milena sul fico", 
circondata da foglie del peccato e frutti succosi.
Pane appena sfornato, 
fiori di zucca ripieni, 
frittate d’erbe appena raccolte, 
formaggette
 e naturalmente vinello fresco e leggero  
in spessi bicchieri da osteria.

La vita ci era amica, allora, 
come il vento che saliva dal mare, 
impregnato di salsedine  e profumi antichi.

*