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giovedì 15 ottobre 2015

LA FORTEZZA DI VERRUA SAVOIA DAI CAMPI DI CRESCENTINO


La Fortezza di Verrua Savoia dai campi di Crescentino


Fin da piccola ho amato i grandi cieli dell'autunno
spalmati sopra la meliga appena raccolta.
Ciò che rimane delle fiere piante erette
è un esercito di soldatini in disfatta,
disordinati su un terreno umido di nebbie e di piogge.
Dai campi di Crescentino lungo il Po
 la fortezza di Verrua Savoia,
che di scontri tra Francesi e Piemontesi
ne ha visti e sopportati tanti,
appare offuscata, confusa tra la vegetazione,
quasi inesistente,
 fondale di un teatro d'altri tempi
di cui sfuma la memoria.




mercoledì 18 marzo 2015

VERSO BORGATA BRONDINI


Verso Borgata Brondini (Comune di San Front, Valle Po - Cuneo)
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2015
della serie Piccoli viaggi di carta


Più ci si avvicina a Borgata Brondini
più la natura s' aggroviglia
in trame inestricabili
come maglie di lana infeltrita.
Il villaggio, poco oltre,
è regno di fantasmi.
Case di pietra abbandonate,
diroccate, cadenti.
Qualche piatto sporco di terra, 
un bicchiere, una ciotola,
lenzuola e coperte lasciate in disordine
 per una fuga forse meditata,
  ma che pare improvvisa.
Pochi resti di una civiltà montanara
racchiusi in una conca selvaggia,
prezioso scrigno di memoria
lasciato aperto,
come molti altri ormai dimenticato.


lunedì 2 febbraio 2015

NEVE E LUNA NEL BOSCO INCANTATO


Neve e luna nel bosco incantato
      pastelli a olio, tempera, grafite 
cm 11,5 x 16,5
2015
       della serie Piccoli viaggi di carta


Quando si dipinge a memoria
i ricordi si sovrappongono,
i luoghi si confondono.
Un bosco genera un altro bosco
e un altro ancora,
sommando incanto ad incanto.
Notte di neve e di luna 
non so dove.
 É comunque un piccolo viaggio
dentro di me,
nel mio stupore
a tratti ancora bambino.


mercoledì 16 luglio 2014

RECUPERO DELLE RADICI: MIA NONNA E MIO PADRE NEL CORTILE DI CRESCENTINO


Maria Ardizzone e Giovanni (Nino) Alemanno, mia nonna e mio padre, 
nel cortile di Crescentino (Vercelli).

1925 circa


Dall’archivio dei ricordi di famiglia. 
Maria tiene in braccio il figlio Giovanni, Nino, 
destinato a diventare mio padre, 
nel cortile della casa di Crescentino.
E’ un’immagine di grande tenerezza 
e mi piace che appartenga ad un passato
 in cui, potenzialmente, già ci sono anch’io.
In questi momenti di pericolosa confusione
 il recupero delle radici è fondamentale 
per sentirsi ancorati al terreno e meno soli.
Dovremmo essere in tanti 
a ridar vita alle foto di famiglia 
per affrontare con forza un futuro incerto.
Parte da qui il mio  invito
 per costrure tutti insieme 
un grande mosaico di affetti e di certezze.


Anche questa foto, a me molto cara, 
mi è stata rubata dagli hackers. 
E' vero che, trattandosi di biechi razziatori, 
non sono così raffinati da selezionare il bottino, 
ma ancora mi chiedo perché mai  
proprio mia nonna e mio padre 
debbano essere finiti nelle loro malefiche grinfie. 
Dove li hanno nascosti? 
Li hanno cancellati in un soffio? 
In questo nostro mondo, che sempre meno mi piace, 
dobbiamo accettare, senza ribellione, 
di convivere con l'idea che nulla è sicuro? 
E' forse questo il prezzo del progresso?
Scrivevo lo scorso anno  della necessità
 di costruire un mosaico di certezze. 
Non so se sia l'unica strada, 
ma certo il recupero della memoria ci porta 
al rifugio sicuro che ci lega alle radici e alla vita. 
Non è molto ma quantomeno è una speranza
 che dobbiamo proteggere e difendere. 
Come un tesoro raro.