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domenica 6 settembre 2015

SAN GRISANTE A SETTEMBRE


San Grisante, frazione di Crescentino (Vercelli)


Ben lo sappiamo dalle nostre parti:
San Grisante è speciale in ogni stagione.
Ora le spighe del riso, ormai quasi maturo,
gli fanno corona 
nella mitezza del primo settembre.
Il giallo dei campi, 
complementare all'azzurro del cielo,
ne esalta la lineare armonia.
Qui affondano le radici 
dell'albero genealogico dei Chiò,
 la grande famiglia a cui anch'io appartengo.
E' nelle sue risaie 
che ha origine la nostra avventura,
un romanzo d'ampio respiro
 con capitoli che si dipanano ed intrecciano
in molti angoli del mondo.
Una storia appassionante,
 in fondo infinita.
Camminare lungo le sue strade sterrate
significa per me leggerla e rileggerla,
scoprendo ogni volta trame nuove.
È così che,
 più guardo il nostro bel Macondo, 
  e più lo amo.


sabato 5 luglio 2014

IL TERZO OCCHIO DADAISTA




Il terzo occhio dadaista
china acquerello e collage su carta
cm 13,5 x 19,5
2002


Con il suo improbabile terzo occhio a forma di mandorla amara,
tanto bislacco da guardare 
non dal centro della fronte
ma dalla sommità del capo,
un terzo occhio  a foggia di vezzoso cappellino dadaista
offerto alla vista di chi sapeva capire, 
-e non erano in molti-
Marilina decise che, da quel giorno,
avrebbe letto e riletto tutti i suoi libri.
Da principio non fu impresa facile.
Il terzo occhio, mai chiamato in causa in tanti anni,
sembrava totalmente indifferente al nuovo compito 
di competenza degli altri due occhi,
sicchè Marilina si trovò a  districarsi,
e senza successo, in un groviglio impossibile di parole,
di congiuntivi sfuggenti, di futuri coniugati al passato.
La confusione nella sua mente regnava sovrana,
ogni regola era saltata, ogni logica cancellata.
Finché una sera, 
mentre ormai disperava di ottenere
il benché minimo risultato,
le parve di percepire una luce 
proveniente dalla regione più profonda del suo essere,
dapprima debole, poi sempre più intensa,
fino a diventare quasi abbacinante.
E non solo riuscì a leggere con chiarezza sconosciuta
ma ebbe la sensazione di entrare in ogni lettera del libro. 
Ogni parola divenne reale, tridimensionale.
Un albero non era più l' albero descritto
ma un albero vero di cui non solo scorgeva
rami e foglie ma la linfa che scorreva nel tronco.
Di un personaggio, anche il più insignificante,
coglieva pensieri non detti, stati d'animo segreti.
Di ogni casa focalizzava il minimo dettaglio,
un cucchiaino d'argento appoggiato ad una tazzina,
non descritto dall'autore, 
un pendolo che aveva smesso di scandire le ore,
un anello nuziale dimenticato nel cassetto del comò.
Tanta nitidezza allungò di molto i tempi di lettura.
I romanzi si dilatarono,
le filastrocche si allungavano a dismisura,
ma la gioia di Marilina era talmente sconfinata
da rendere insignificanti i disagi.
E la volta che un limone succoso uscì 
da un racconto di passione ambientato in Sicilia,
le parve un fatto assolutamente naturale.
"Fa così caldo- si disse-
e una spremuta mi farà bene". 
Il terzo occhio dadaista osservava dall'alto. 
Come un pesce capace di nuotare nell'aria,
 seguiva le correnti della percezione
 che portavano all'oceano infinito.


martedì 1 luglio 2014

FIORI PER LA TOTA




Fiori per la Tota

Li avevo raccolti e composti 
per Carolina Garsone,
per tutti a Crescentino la "Tota Cavajà",
la mia maestra di vita salita a rallegrare il cielo sulla soglia dei cent'anni,
 donna meravigliosa,
 da romanzo,
grande esempio di coerenza, coraggio, libertà.
Amava talmente i colori che non potevo, 
e non posso,
che portare sulla sua tomba
nel cimitero di San Pietro
 composizioni arcobaleno.
Era luce, ottimismo, allegria.
Ne regali un poco anche a noi,
da lassù, dovunque si trovi.
Ci farà, come fece in vita,
un gran bene.