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mercoledì 9 luglio 2014
RICORDO DI MALI LOSINJ
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giovedì 26 giugno 2014
SPECCHIO PER NUVOLE A SAN GENUARIO
Specchio per nuvole a San Genuario -
Crescentino, Vercelli
pastelli a olio e tempera su carta
cm 11,5 x 16,5
2010
Terra d’acqua,
di cielo capovolto
e d’infinite meraviglie.
Risaia allagata.
Solitudine.
Specchio per nuvole a San Genuario
opera e testo
cm 11,5 x 16,5 / cm 40 x 50
2010 / 2013
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giovedì 12 giugno 2014
TRAMONTO VERSO PINEROLO
Tramonto verso Pinerolo
pastelli a olio e tempera su carta
cm 22 x 28
2013
della serie: Piccoli viaggi di Carta
Cielo come tavolozza.
Montagne quasi nere, misteriose.
Luci bianche e tremolanti, come di presepio.
Tramonto verso Pinerolo
immagine e testo
pastelli a olio e tempera su carta
cm 22 x 28 / 40 x 50
2013
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mercoledì 14 maggio 2014
DAVANTI ALLE ONDE DEL LAGO SUPERIORE. OMAGGIO A TIM FITZHARRIS
Sul Lago Superiore - Ontario
© Maria Giulia Alemanno
Pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2010
Davanti alle onde del Lago Superiore, Ontario
grande ed inquietante come il mare.
Omaggio a Tim Fitzharris
cantore dell'immenso.
Lago Superiore - Ontario - Pittura e parole
Della serie "Piccoli viaggi di carta"
Questo è in assoluto il mio primo piccolo viaggio di carta. Generato in realtà dalla noia, sola com’ero, e soprattutto mi sentivo, in una casa isolata in Quebec, gravata dal peso dell’immensità in cui ero immersa, difficile da reggere anche per il più selvatico dei boscaioli, il mio viaggio mentale lungo le sponde del Lago Superiore in Ontario si è rivelato l’inizio di una serie di avventure nei territori del ricordo, sparpagliati da un capo all’altro del mondo.
Complice inconsapevole di quello che è diventato un vero e proprio progetto, giunto finora a toccare oltre 350 angoli del pianeta Terra, è stato Tim Fitzharris, grande fotografo canadese, di cui in un cassetto, trovai, riprodotte in cartolina, una serie d’immagini sature di colore, forza e poesia.
Sentii di dover ripercorrere su un minuscolo foglio marrone, gli stessi passi che lo avevano portato fin lassù.
Grazie a quei passi che un giorno di tanti anni prima erano stati anche i miei, rivissi col pensiero le emozioni provate davanti a quello che mi era apparso come un mare tanto era grande e cupo, un mare d’acqua dolce ma troppo fredda per pensare d’immergersi, profondo ed angoscioso come lo è, a volte, il nostro inconscio. Tutt’intorno foreste e rocce, rocce e foreste di un verde uniforme, acido.
Ricordo di aver desiderato di trovare, almeno per un attimo, ma invano, i verdi caldi dell’Italia, ricchi di sfumature, spruzzati di giallo e di viola, grazie al pointilisme naturale dei fiori dei nostri prati di montagna. Lo stesso desiderio struggente che ora provavo, in quella casetta in Canadà, mentre fuori scendevano fiocchi, troppo grandi e troppo fitti, di neve.
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