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martedì 30 gennaio 2018

DUE FIGURINE SU FONDO NERO

Due figurine
matita a più colori su carta
elaborata in negativo
2006

Come su una piccola lavagna tascabile
ecco due figurine disegnate con tratto veloce.
Indipendenti l'una dall'altra,
ognuna assorta nei propri pensieri.
Casualmente insieme
appartengono a storie diverse.
Non comunicano,
non dialogano.
Nulla di strano.
Capita anche nella vita.



E' la prima volta che accade e non cancello, come testimonianza di una stanchezza sempre più pesante. Questo stesso disegno l'avevo pubblicato nel giugno del 2017 accompagnato da altre parole. Completamente cancellato dalla memoria, segno che da queste parti ho transitato molto meno.
E pensare che una volta riempire questi piccoli spazi era un piacere ed uno sfogo, un modo di stare con me stessa e al contempo aprirmi, seppure virtualmente, al mondo.
Si cambia ahimè, e anche velocemente, non perché lo si desideri, ma per gli accadimenti che governano la nostra esistenza. Sul viso compaiono ragnatele di rughe e nell'anima solchi profondi. E non si hanno semi da piantare.

domenica 7 giugno 2015

UNA LAVAGNA A RIGHE


Sulla lavagna
penna a sfera su foglietto - elaborazione al computer
forse 2000

Se la memoria non mi tradisce,
 la nostra lavagna delle elementari aveva due facce,
 una completamente nera 
l'altra a quadretti,
come se solo i numeri avesse diritto ad essere contenuti in grate.
Le lettere no, rischiavano di fluttuare libere,  
e per andare dritto, cosa che ci veniva richiesto,
dovevamo arrangiarci. 
Gli ottimisti tendevano verso l'alto,
i pessimisti erano attratti dal precipizio
dell'angolo inferiore destro,
i semplicemente disordinati proponevano percorsi zigzaganti.
I più equilibrati - 
che piacevano tanto alla maestra
 e molto meno ai compagni, 
conoscevano l'arte di  far scorrere le parole
su righe inesistenti,
come treni su binari che portavano senza soste a Porta Nuova.
Erano gli ordinati per eccellenza, 
quelli che  stavano perennemente con la mano alzata.
Carla Io-lo-so
Alberto Io-lo-so....
sapevano tutto,
 tranne che li trovavamo odiosi.
Questa mia ideale lavagna a righe
non è certo per loro.
E' per  quei miei compagni 
che andavano storto,
scrivevano Guglielmo senza g 
e cuore con la q
con calligrafia, diciamo, creativa.
La maestra li tollerava appena.
Io invece li trovavo divertenti,
alternativi, quasi irresistibili.
Chissà che ne è stato della loro vita...