sabato 30 ottobre 2021

MI ASPETTAVA QUEL CUORE IN CIELO?

 
Mi aspettava quel cuore in cielo?
Aveva un messaggio per me?
 Mi rispose la Realtà:
Era solo una nuvola passeggera
destinata a svanire
come i sogni della vita.




 

martedì 13 luglio 2021

BOSSOLASCO: "L'ABBRACCIO. L'eccezione di un gesto" in una mostra d'arte internazionale

 
L’ABBRACCIO
L’eccezione di un gesto

Una mostra d'arte internazionale
a cura di Gina Taddei e Paola Travaglio

31 luglio – 5 settembre 2021

ex Chiesa dei Battuti
  ingresso via Castello 1

BOSSOLASCO
(Cuneo)


Inaugurazione sabato 31 luglio, ore 17:00

Opere e interventi di:

Nicola Abbruzzese 

Corrado Alderucci 

Maria Giulia Alemanno

Hermelando BernabéMarhuenda

Ines Daniela Bertolino 

Anna Borgarelli 

René Breila 

Carla Bronzino 

Raffaella Brusaglino 

Cornelio Cerato 

Eleonora Collini 

  Elio Delgado Valdés 

Carlo Dezzani 

Germana Eucalipto 

Fabrizio Garelli 

Cinzia Ghigliano F

ranco Giletta

José González Jogo 

Francisco Gordillo  

Jotaká

Marco Laganà 

 Vito Langa 

Julio Ángel Larramendi  

Arianna Lion 

Fabio Mancari 

Elisa Marengo 

Néstor Martí 

Victor Mora 

Brenno Pesci 

Antonio Presti 

Prismadanza 

Purpleryta (Ryta Barbero)

Paola Rattazzi 

 Alexis Rodríguez 

Stefano Scarafia 

Egle Scroppo 

Rafael Suau 

 Valentino Tamburini  

Daniele Testa 

 Casia Vengoechea 

Paolo Viola 

Pablo Yarza 

In catalogo testi critici di Massimo Olivetti e Paola Travaglio

orari:
sabato e domenica:
10:00-12:00 / 15:30 – 19:30
Ingresso libero

Patrocinio del Comune di Bossolasco

Organizzazione:
Amici di Bossolasco per l’arte
Cu-Bo Cultura Bossolasco

In collaborazione con:
 Aedificatio (Università di Alicante)
Associazione Culturale onlus Elegguà

e con il contributo di HIT.E.CO Soc Coop “Building ideas”

Per info:
340 19 12 811
cubo.culturabossolasco@gmail.com

Bossolasco,  paese delle rose e perla delle Langhe, dal 31 luglio al 5 settembre 2021  ospiterà nella ex Chiesa dei Battuti una esposizione internazionale curata da Gina Taddei e Paola Travaglio per l’Associazione “Amici di Bossolasco per l’Arte” dal titolo “L’ABBRACCIO - L’eccezione di un gesto”.  Il dialogo tra culture,  ancor più urgente e necessario per esorcizzare l’isolamento imposto dalla tragedia della pandemia, trova la propria espressione nelle opere di 42 artisti provenienti da diversi Paesi, simbolicamente uniti da pittura, scultura, fotografia ed installazioni in un unico grande abbraccio.  Al folto numero di presenze italiane si aggiungono infatti Jotaká, Hermelando Bernabé Marhuenda  e Pablo Yarza (Spagna), René Breila (Repubblica Ceca), Eleonora Collini (Regno Unito), Casia Vengoechea  (USA), Vito Langa  (Mozambico), Elio Delgado Valdés, José González Jogo,  Francisco Gordillo, Julio Ángel Larramendi, Néstor Martí,  Alexis Rodríguez e Rafael Suau (Cuba).  Si intende  così affermare  il peso culturale e l’internazionalità di Bossolasco, che nel secolo scorso ha rappresentato un punto d’incontro per pittori, letterati e intellettuali aperti al mondo ed è ora sempre più meta di visitatori stranieri.

“Ci si abbraccia per ritrovarsi interi”, scriveva Alda Merini ed è questo l’intento, l’auspicio e la sintesi dell’esposizione.  

“L’abbraccio – sottolinea Paola Travaglio -  è un gesto semplice, spontaneo e quotidiano, ma allo stesso tempo potente e terapeutico. È un gesto universale per esprimere amore, affetto, compassione, vicinanza, comprensione, per prendersi cura e includere l’altro, per avvolgere e lasciarsi avvolgere, per accogliere e abbandonarsi. Nella storia dell’arte questo tema iconografico, seppur non così consueto, è stato indagato nelle sue diverse sfaccettature: dall’abbraccio materno, tenero e intimo, a quello passionale, quasi carnale, a quello simbolico e mitologico.

Oggi, però, tutto è cambiato. Nel particolare periodo storico che stiamo vivendo, un gesto così consueto e familiare è infatti divenuto l’eccezione: nella “nuova normalità” non ci è permesso, non è consentito. Dobbiamo mantenerci distanti, non avvicinarci, non toccarci, e questa distanza ormai non è più soltanto fisica. Ha prodotto inevitabili cambiamenti a livello sociale e di relazione e comunicazione tra le persone. L’incontro, oggi, è virtuale e la vicinanza concessa dalle tecnologie della comunicazione non è altro che un’illusione: potenzialmente tutto è possibile, ma in realtà tutto ci è negato, tutto è lontano. Nell’epoca digitale, già molto prima della pandemia, stavamo diventando osservatori distanti e frettolosi dell’altro: ora forse faremo un passo indietro in una direzione più “umanistica” e saremo più attenti all’affettività, all’incontro, alle disposizioni dell’animo?

L’idea di questa mostra collettiva, che riunisce artisti provenienti da diversi Paesi, nasce dalla volontà di proporre una riflessione su questo cambiamento e su quel vuoto silenzioso, quell’attesa che tutti stiamo vivendo e che ci fa sentire come un’urgenza la vicinanza dell’altro. La mostra stessa vuole essere un “abbraccio globale”, uno sguardo di speranza verso il futuro che ci attende, come l’arte stessa salvifica e ristoratrice, spazio di incontro possibile”.

L'immagine scelta ad illustrazione del post è un particolare dell'opera:
"Hasta tu piel sin frontera"
di Bernabé Marhuenda
inchiostro su carta
125 x  75 cm
2021

 

 

sabato 10 luglio 2021

CARA LA MIA CUBA

 


Playa del Este - Cuba

Cara la mia Cuba,
caro il mio mare verdeazzurro,
i fondali di Olokun e Yemayá,
 il cielo di Obatalá,
le sabbia d'oro di Ochùn,
la selva di Oggún e Ochosi,
l'allegria di Elegguá.
Cara la mia Cuba.
Se ne andranno le nuvole,
tornerà il sereno.

giovedì 1 luglio 2021

UN CUORE TROVATO


Un cuore trovato

Non so cosa significhi trovare dei cuori

ma quando accade è sempre una grande emozione.

Forse è la fantasia a farti pensare 

che sia un dono di chi non c'è più,

forse la speranza, il desiderio.

Questo mi sembra una piccola preziosa scultura

che contiene presenze.

In basso un uomo col braccio proteso,

in alto una donna protettiva e danzante.

Un cuore di pietra che racconta una storia d'amore antica,

vedo fughe, percepisco contrasti.

Ma anche due corpi fusi in un unico corpo,

due anime unite in eterno.

 

 

 


domenica 27 giugno 2021

LE MIE ROSE ABBRACCIATE


Le mie rose rosa abbracciate

Guardo le rose del mio piccolo giardino,
strette l'una all'altra
come in un abbraccio collettivo 
da ultimo giorno di scuola,
e penso al nostro mondo cambiato
in così poco tempo,
un mondo di uomini vuoti,  isolati,
impauriti, sospettosi, diffidenti.
La vita dei fiori è la stessa in ogni stagione.
La nostra no, ha sempre più regole imposte.
Più delicati dei petali,
 ancora ci crediamo onnipotenti.



 

domenica 3 gennaio 2021

MARGHERITE DELLA GIOVINEZZA

 



Le margherite della giovinezza crescono nei prati del ricordo.
"Ecco le pratoline!" gridavamo in coro
 percorrendo in bicicletta le strade sterrate intorno a casa.
Era una straordinaria emozione accomunante e contagiosa.
Piccole, piccolissime,
tante, tantissime.
Scendevamo, ne facevamo fitti mazzetti.
E soprattutto, ognuna di noi iniziava il rito del
"M'ama...Non m'ama
M'AMA!
gran sorriso.
NON M'AMA!
occhi bassi, delusione.
Mi mancano quei giorni di libertà,
 quelle dolci primavere.


sabato 23 novembre 2019

IO SONO GLI ALTRI- corale per un ricordo". Maria Giulia Alemanno porta a Crescentino le tavole di San Rocco e del FolkClub

 Maria Giulia Alemanno:  "Coppia di Musicanti"
quinta tavola in acrilico della scenografia per la "Sacra Rappresentazione di San Rocco"
180 x 100 cm.
2001

MARIA GIULIA ALEMANNO

IO SONO GLI ALTRI
corale per un ricordo

mostra personale

a cura di CMT – Collezioni Mostre Turismo

6 dicembre 2019 – 6 gennaio 2020

CHIESA DELLA RESURREZIONE

Via Bena

CRESCENTINO
(Vercelli)

Inaugurazione Venerdì 6 dicembre, ore 18.00

Orari:


Venerdì, sabato e domenica: 10,00 / 11,30 – 16,30 / 18,00
chiuso 25 – 26 – 31 dicembre – 1 gennaio


INGRESSO LIBERO


info:
 +39 348 7053016

Con il patrocinio di Città di Crescentino e Parrocchia dell’Assunta
in collaborazione con Associazione Culturale onlus Elegguà e Prola Tratti d’Arte


Sarà la splendida cornice settecentesca della Chiesa della Resurrezione di Crescentino ad ospitare dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 la nuova personale di Maria Giulia Alemanno dal titolo IO SONO GLI ALTRI - corale per un ricordo. La ex confraternita dell’antico cimitero entro le mura, restituita  in primavera alla comunità dopo lunghi e complessi interventi di  restauro e risanamento conservativo,  è lo spazio ideale per accogliere le opere di un’artista che nel suo paese d’origine ha iniziato una ricerca pittorica che l’ha condotta lontano.
Ormai spogliata di ogni suo arredo e trasformata dal tempo in un grandioso affresco informale,  la navata appare come un armonico guscio vuoto risolto nei toni grigi,  verdi e rosati di un intonaco che, in più punti, lascia scoperto il rosso dei mattoni. Qui, lungo le pareti laterali, per la prima volta riunite in una mostra, verranno collocate le dodici tavole, ognuna di un metro di base per un metro e ottanta d’altezza,  realizzate in acrilico da  Maria Giulia Alemanno per la scenografia della “Sacra Rappresentazione di San Rocco” che Franco Lucà, indimenticabile fondatore del Folk Club di Torino, volle mettere in scena al Forte di Exilles nel settembre del 2001. Fu una grandiosa kermesse che vide confluire tra le montagne dell’ Alta Val di Susa musicisti, attori, cantanti, giocolieri e saltimbanchi del nord e sud d’Italia, convinti della necessità di amalgamare ogni forma di Arte.  L’appuntamento  si ripeté fino al 2008 con il nome di “Piazza Profana” e sempre ebbe come simbolo  la coppia di musicanti della quinta tavola, gli stessi a cui è ora affidato il compito di  riproporre il ricordo e il messaggio nella mostra di Crescentino. 

“ L’esperienza di Exilles – spiega Maria Giulia Alemanno - mi insegnò quanto sia importante anteporre il valore della realizzazione collettiva alla propria vanità personale. ‘IO SONO GLI ALTRI’, significa questo. Siamo tutti in cammino lungo sentieri spesso scoscesi ed impervi, un  procedere che  esclude ogni forma di autocompiacimento ed autocelebrazione. Se ci si ferma è   per ammirare il paesaggio o per comunicare con chi percorre la nostra stessa strada, mai per immortalare il nostro ego. Il sottotitolo “corale per un ricordo”, ribadisce la necessità di identificarsi con gli altri viandanti ed insieme lega le mie figure di montanari al proseguimento della straordinaria avventura di Exilles. Qualche mese dopo lo spettacolo, Franco Lucà decise infatti di   portare le tavole nella  mitica sede del  Folk Club  dove rimasero fino al 2010 come un coro pittorico per accompagnare musicisti di  rilevanza nazionale, internazionale e mondiale, onorati di esibirsi nel piccolo tempio della musica di via Perrone. Credo che nessuna opera artistica  sia impregnata di musica etnica, folk, blues, jazz, acustica, popolare, d’autore, di protesta, sperimentale, quanto questo ciclo di dipinti legato al Mondo dei Vinti.
Chi hanno conosciuto i miei umili valligiani? Francesco Baccini,  la Piccola Orchestra Avion Travel, Peppe Barra, Gian Maria Testa, gli Inti Illimani, Donovan, James Senese e Napoli Centrale, Teresa De Sio, Oregon, Eugenio Finardi, Pete Seeger, i Klezmatics, Vinicio Capossela, e non sono che alcuni. E naturalmente i Cantambanchi, lo storico gruppo di folk progressivo con cui ho condiviso  ideali, emozioni ed un lungo periodo di creatività”.
 

                                                         
Proprio alle atmosfere delle ballate dei Cantambanchi è ispirato il grande dipinto ad olio, quasi una povera pala d’altare che Maria Giulia Alemanno ha realizzato espressamente per la mostra nella Chiesa della Resurrezione, utilizzando come base le quattro ante di un vecchio paravento e una tavolozza limitata a quattro colori.  I ventuno personaggi della scenografia di Exilles si muovono all’esterno. In sei tavole  avanzano all’imbrunire tra i prati e i sassi degli alpeggi,  nelle altre sei guardano la scena da dietro una siepe, volgendo le spalle allo spettatore. Qui invece ci troviamo proiettati nella luce rosata di  un’umile cucina,  latte e polenta, il camino acceso, un cesto di mele, noci e castagne. E sette figure immobili, intimamente legate seppure  perse nei propri pensieri. La scena è dominata dalla figura di un vecchio imponente, forse ormai un fantasma avvolto in un tabarro nero, a cui fa da contrappunto   una giovane donna che tiene tra le braccia un bimbo appena nato. Non a caso, analizzando l’opera di Maria Giulia Alemanno, il critico d’arte Massimo Olivetti parla di “Realismo Magico”, “la capacità di vedere e rappresentare la straordinarietà e l’eccezionalità  di apparentemente  ordinarie persone e cose. E così figure di pastori, contadini, malgari, montanari, si trasformano, circondate dal contorno scenico delle montagne, in un potente coro, in un canto corale, che avvolge l’interno semplice e misterioso di una baita e di una nuova vita che si offre a noi e al mondo”.

Maria Giulia Alemanno

Note biografiche e mostre principali

artista, critico d’arte, giornalista, è stata allieva e collaboratrice del maestro Francesco Tabusso.
Oltre che in Italia, le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, Canada,  India, Messico, Spagna, Argentina e Cuba. Vive e lavora a Torino, dov'è nata, e a Crescentino tra le risaie del vercellese. Da lì é partita per molti viaggi fino a giungere a Cuba dove ha avuto inizio la sua ricerca nel mondo della Santería, il culto sincretico radicato nell'isola caraibica, a cui nel 2003 dedica cinque mostre personali in Piemonte.
A Cuba, espone nel 2004 un corpo di trenta opere nel Convento di San Francisco a L'Avana e nel 2005 al Museo Alejandro de Humboldt il grande ciclo pittorico “MIS ORISHAS”. E' dello stesso anno la personale alla Thomson House di Montreal.  Nel gennaio 2007 il Museo Casa de la Obrapía di L’Avana ospita  “YEMAYA Y SUS SIETE CAMINOS”, dedicata alla Grande Madre, signora dell’acqua di mare. In seguito la mostra approda alla Fortezza del Morro Cabaña, all'Istituto Nazionale di Antropologia e alla Galleria Concha Ferrant di Guanabacoa .
Nello stesso anno il ciclo “ Mis Orishas” viene esposto nelle sale di Villa Burba a Rho (Milano) ed al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.
E’ del 2008 la personale negli spazi de la Unión del los Artistas Cubanos de Matanzas.  Nel 2009 espone a  Palazzo Primavera a Terni.
Nel Gennaio 2010 con lo scenografo Gino Pellegrini  realizza la performance “ENTRE TIERRA Y CIELO, canto pictórico a los Orishas” nella Plaza Vieja di L’Avana ed espone cinque divinità santere nelle sale del Museo Casa de África.
Ad aprile dello stesso anno  le viene assegnato il Premio Internazionale di Pittura ITALIA ARTE a Villa  Gualino, mentre una sua valigia d’ispirazione afro cubana diventa in estate parte centrale della scenografia della trasmissione di Rai 3 “Alle Falde del Kilimangiaro.”
Nel novembre 2011 espone al Museo di Scienze Naturali di Torino  sei grandi dipinti santeri nell’ambito della mostra “OMAGGIO ALL’ITALIA DELL’ARTE. Identità e differenze” nell’opera di 8 artisti torinesi”.
2013: PICCOLI  VIAGGI DI CARTA – Centro Studi cultura e Società di Torino. Personale
2014: Scenografia per lo spettacolo DONNA COME TI CHIAMI? al Teatro Auditorium  Viotti di Fontanetto Po ed in contemporanea, nel foyer, “LE INQUIETE”, mostra personale. 
2015: FORME E COLORI -Artisti a Bossolasco, terza edizione, due sale nella casa che fu di Enrico Paulucci.  Personale
2016: ALMAS DE MIS TALLERES – mostra fotografica al Museo Casa de África in occasione del XX° Taller de Antropología Social y Cultural –La Habana2017: LAS MUERTERAS Y LOS ANCESTROS – nel mese di gennaio al Museo Casa de África,  La Habana - Personale 
  A settembre la pop star afroamericana Beyoncé sceglie di pubblicare una sua opera di ispirazione Yoruba, Ochun n.3, nell’edizione limitata e speciale di “How to make Lemonade”, un coffee table book che ripercorre in 600 pagine le tappe del pluripremiato album Lemonade.
Nel dicembre dello stesso anno allestisce nel castello di Alice Castello  con il titolo  LA GRANDE MADRE E IL MONDO DELLE ANIME, due mostre cubane, per la prima volta esposte in Italia: “Yemayá y sus siete caminos” e “Las Muerteras y los Ancestros“. A cura di Graziano Prola e Denise di Prola Tratti d’Arte. 2018: – Espone ad ottobre nel Salone Polivalente di Crescentino  le 74 tavole della BRUTTA ANATROCCOLA , una favola per grandi” in occasione di “VIAVAI, creatività su più binari”, a cura di  CMT Collezioni  Mostre Turismo. Per l’occasione la favola diventa un libro.  A novembre nello stesso spazio  partecipa con una personale a ” PENNELLI E COLORI A CRESCENTINO”,  a cura di CMT Collezioni Mostre Turismo.

La scenografia per la  “SACRA RAPPRESENTAZIONE DI SAN ROCCO”, ora esposta nella Chiesa della Resurrezione, fu realizzata da Maria Giulia Alemanno nel 2001 nella casa di famiglia a Crescentino.  Il grande spettacolo ispirato a un testo di Emilio Isgrò, venne messo in scena al Forte di Exilles (Torino) nel settembre dello stesso anno.  Interpreti: Arnoldo Foà,  Marcello Colasurdo, Raffaella De Vita, Gipo Farassino, Bruno Gambarotta, Giovanni Mauriello, Guido Ruffa, Sorelle Suburbe–Mas Juvarra, Striare, La Lionetta,  I cori Bajolese e Ange Gardien, tamburinari, giocolieri, saltimbanchi e musicanti popolari. Regia di Franco Lucà e Giuseppe Valperga.


mariagiuliacrescente@gmail.com
Biografia completa dell'artista nel sito personale:
http://www.mariagiulia-alemanno.com
altre immagini e parole nel blog “Maria Giulia Alemanno sempre più LiberaMente”
http://wwwmariagiuliaalemanno.blogspot.com/