martedì 15 luglio 2014

LO SGUARDO DI ADELE



Maria Giulia Alemanno :Adele, part.
della serie :Donne di Carta - Le Inquiete
acquerello liquido
pennello e penna di bambù
2013

Lo sguardo di Adele era tutto interiore.
Pochi le parlavano.
 Pochi capivano.



domenica 13 luglio 2014

ARCOBALENO PER IL NANO DELLO ZIO SANDROT



Il Mitico nano all'angolo di via Clerico a Crescentino (Vercelli)

Sono otto, e già questo li rende interessanti,
ma della casa dello zio Sandrot
 è lui il nano più famoso,
 sentinella ufficiale di Via Clerico,
da oltre cinquan'anni attento a chi passa
in Viale IX Martiri.
In paese lo conoscono tutti,
i vecchi che per una vita lo hanno visto
seduto sul suo fungo di cemento,
i bambini che da mezzo secolo lo salutano
mentre vanno a scuola.
Un'istituzione,
un mito.
Oggi si è goduto una luce fantastica
dopo un temporale violento,
che stoicamente  ha sopportato, come sempre,
nella più assoluta immobilità.
Ne è valsa la pena.
Il cielo gli ha regalato
un arcobaleno spettacolare
che ha fatto nascere, proprio per lui,
 in un campo di granoturco.
Sempre più beato e soddisfatto
il nostro caro nano.




Arcobaleno su Crescentino.
Omaggio del cielo al nano guardiano della casa dello zio Sandrot.



sabato 12 luglio 2014

UN GELATO NON SOLO AL LIMON




Ginnastica dolce
china, acquerello, collage su carta
cm 24 x 16
2000


Prima delle vacanze era iniziata 
la solita, deprimente prova costume. 
Davanti allo specchio tutte le sere,
gira di qua, gira di là.
oddio la cellulite, oddio i cuscinetti,
oddio le gambe gonfie,
oddio sembro una luna piena....
e come faccio a presentarmi in spiaggia,
e lui cosa dirà? e se farà paragoni?
e se guarderà quelle più giovani
levigate, scolpite, toniche, perfette?
Come  molte di noi donne, senza limiti d'età, 
( perché ben poco negli anni abbiamo imparato 
sulla necessità imprescindibile di volerci bene),
iniziò a massacrarsi con ore e ore di palestra.
Non c'era corso di fitness che non fosse suo,
spinning, aerobica di ogni genere,
rebound su tappeti rimbalzanti,
zumba sudaticcia ai ritmi del caribe,
 pilates, oh magico pilates 
che ti modella più di una modella,
acquagym 
con un folto gruppo di altre sirenette a mollo in piscina.
E la dieta, che dire della dieta?
Una carota e uno zucchino lessi,
una mela verde,
insalata quasi scondita,
tristissimo riso integrale bollito,
formaggette anemiche.
Finché un giorno si pose la domanda del secolo:
Per chi? Per cosa? 
E sui due piedi decise di diventare 
il personal trainer di se stessa.
Se sollevamento pesi deve essere,
sollevamento sia!
E si sentì finalmente sollevata quando,
senza nessun senso di colpa,
nessuno,
uscì a comprarsi un gelato galattico
con tutti i gusti possibili,
fragola, 
cioccolato fondente,
menta, 
crema,
limone,
 cassata, 
stracciatella,
nocciola, 
torroncino,
albicocca, 
pesca,
frutti di bosco,
mango,
panna,
pistaccio di Bronte,
gianduia,
caffè,
persino il Puffo Blu, 
chiaro sintomo di ritorno all'infanzia.
Quella sera lo specchio
le restituì un grande sorriso.


venerdì 11 luglio 2014

SIRENA SU UN PICCOLO ALTARE DI SANTERIA



Sirena sul piccolo altare di Santeria
inchiostro di china e acquerello su carta Fabriano


Non poteva mancare sul piccolo altare della casa di Mirta,
santera di Yemaya' da oltre vent'anni, 
una sirena dalla coda bifida.
L'aveva comprata da un venditore ambulante 
sul Malecón di L'Avana,
in un pomeriggio di aria bassa e mare piatto,
uno di quei momenti in cui il caldo ti si spalma sul corpo
togliendoti la forza persino di pensare.
Ecco perché si era fermata davanti alle povere cose del vecchio,
dignitosamente disposte su di un telo azzurro.
Lo aveva fatto per riprendere fiato, 
prima di raggiungere 
la sua unica stanza in Calle San Francisco,
dove non vedeva l'ora di sdraiarsi e dormire.
Fu la sirenetta a chiamarla.
"Portami con te
- iniziò a canticchiare con una cantilena 
che sembrava salire dall'acqua-
portami con te, portami con te, por favor...."
A Mirta parve di risentire il ritornello 
di una canzoncina familiare,
un richiamo che arrivava dalla sua infanzia,
quando con altri bambini giocava in strada
inventandosi il mondo.
Non riuscì a sottrarsi all'incanto.
La comprò per pochi centavos
senza neppure contrattare,
dacché il destino del vecchio 
non era mai stato quello di diventare ricco.
In una manciata di secondi la statuetta fu sua.
Già sapeva dove collocarla:
 sul suo altarito,
dove le avrebbero fatto buona compagnia
un piccolo veliero, un riccio e una stella marina
che Yemaya' le aveva fatto trovare come regalo
 sulla spiaggia di Santa María, 
dopo una violenta mareggiata.
E lì la depose, riservandole il posto d'onore.
Le due code cangianti, che facevano da sostegno
 conferivano alla sirenetta una naturale eleganza.
Mirta ne andava fiera, 
come se avesse acquistato dal vecchio venditore
un grande tesoro.
Ed in effetti per lei lo era,
perché aveva il valore immenso
di ciò che si ama.


NUVOLE E GRANOTURCO LUNGO LA STRADA DEI GALLI



Nuvole e granoturco lungo la strada dei Galli, frazione di Crescentino (Vercelli)


Quando le nuvole arrivano minacciose,
le piante di granoturco sono lance pronte alla battaglia.
  Akira Kurosawa, grande genio,
avrebbe amato questo taglio piemontese.


giovedì 10 luglio 2014

IL DIALOGO DI GIANCARLO GILLI E MASSIMO TOSCO CONTINUA PER TUTTA L'ESTATE A TORRE PELLICE (Torino)



Giancarlo Gilli, Cardellino, 2014

Due artisti, due amici, scelgono di dialogare, 
non a parole come ormai da tanti anni, 
ma attraverso le proprie opere. 
Il risultato è una mostra di grande forza e poesia 
in cui le diverse scelte stilistiche vengono amalgamate 
da un sentire comune, 
nella fusione dei pensieri e degli intenti
di un percorso di vita condiviso.


Massimo Tosco, Senza titolo

GIANCARLO GILLI
MASSIMO TOSCO

UN DIALOGO 

 luglio - settembre 2014

Magazzino delle Arti

Corso Gramsci 46

TORRE PELLICE

  Inaugurazione domenica 13 luglio, dalle ore 17


Sarà possibile visitare la mostra 


su appuntamento, telefonando al cell. 3396930129


Giancarlo Gilli , L'albero, 2010

UN DIALOGO CHE CONTINUA


Quando ci siamo conosciuti? Era il tardo autunno del 1965. Dopo aver scoperto che avevamo in comune la passione per la pittura, mi hai fatto vedere un paio dei tuoi quadri e ho subito capito la distanza tra la tua esattezza compositiva e la mia rudimentale espressività. Ti ho detto della mia infatuazione per gli astrattisti americani e confessato che scrivevo poesie. Qualche giorno dopo mi hai regalato un libro di liriche cinesi che conservo tuttora. Da allora ho beneficiato di centinaia di questi “lasciti”, anche perché sei un acquirente quasi compulsivo di prodotti libreschi e periodicamente i tuoi scaffali traboccano, e io sono uno dei privilegiati destinatari di tanta sovrabbondanza.
In tutto questo tempo la nostra frequentazione non è mai venuta meno: quanti pranzi e cene, quanti viaggi (sei riuscito anche a vincere la mia riluttanza a spingermi oltre frontiera), quante opere viste insieme nei vari musei e gallerie.
E quanti discorsi in un dialogare continuo sui temi più disparati. Viviamo forse con diversa emotività lo spettacolo delle vicende umane e i drammi planetari; ma un’analoga formazione giovanile, una comune sensibilità verso queste miserie e questi splendori, ci spinge quasi sempre a concordare in considerazioni e lamentazioni.



Massimo Tosco, un volto, 2011

Ma questa comune visione del mondo, questa sostanziale concordanza di gusto, di formazione, e di ideologia, si esprime in un linguaggio assolutamente diverso nella nostra quotidiana attività pittorica. Ho pensato tante volte al divario che c’è tra noi quando teniamo un pennello in mano, o quando tracciamo un segno profondo su una superficie, tu con la sgorbia per ricavarne una xilografia, io con uno stecco per fare un graffito sul colore fresco. Tutto sembra dividerci: tu hai istruito centinaia di allievi nel culto della precisione, del disegno robusto e del buon colorire; io mi sono sempre mosso sul terreno pericoloso della pittura veloce, del segno anarchico e brutale, del gesto istintivo e “senza pensiero”. E la cosa più curiosa è che abbiamo spesso manifestato una sana reciproca invidia: io avrei voluto un po’ della tua visionarietà e della tua raffinatezza e tu un po’ della mia disinvoltura e libertà dalle regole.


Giancarlo Gilli, Saluzzo, 2008




Siamo arrivati a un punto della vita in cui non si ha più la presunzione di dire qualcosa di nuovo, o anche solo di attuale, né l’impudenza di pensare a un futuro di gloria e di fama (ma lo abbiamo mai pensato, noi due, anche negli anni più acerbi?). Perseveriamo comunque nella convinzione che l’essenziale è trovare ogni giorno un senso e un motivo di gioia in quel poco che si fa. E magari quel poco che realizzi giorno dopo giorno alla fine diventa la tua Opera: quella che nessun altro, anche molto più bravo di te, potrebbe fare. Questa è la fiducia che dobbiamo avere, al di là di ogni illusione e di ogni narcisismo.


Massimo Tosco, Torino tropicale, 1991

Ti ho proposto di esporre per la prima volta insieme un piccola antologia dei nostri lavori anche per festeggiare questo nostro dialogare che dura da quasi cinquant’anni. Entrambi schivi, per lo più rintanati nello spazio appartato dei nostri atelier, poco inclini a esporre in spazi ufficiali e a implorare l’attenzione di critici e galleristi, continuiamo nella nostra ancora curiosa e creativa vecchiaia a inseguire un sogno di bellezza per me e per te così diverso ecosì uguale, così pieno di dubbi e tentennamenti, ma ancora fonte di sorprese e intime soddisfazioni.

Massimo Tosco



Giancarlo Gilli, Arianna, 2014


mercoledì 9 luglio 2014

RICORDO DI MALI LOSINJ


  Ricordo di Mali Losinj
(Croazia)
pastelli a olio su carta
cm 11,5 x 16,5
2010
della serie Piccoli viaggi di carta

Il blu si stempera nel verde smeraldo.
Si va verso il mare aperto 
come un tempo le navi di Venezia.